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Porto, Piccini tentato dal Tar - Il Tirreno domenica 23 gennnaio

 

E Nardi annuncia: pronti a candidare un personaggio autorevole  
 
LIVORNO. Piccini medita il ricorso. Nardi no. «Non si sta in paradiso a dispetto dei santi» dice il presidente della Camera di Commercio. Che però ha in serbo una sorpresa: «Potremmo mettere nella terna un personaggio molto autorevole. A cui si potrebbe anche dire di no, ma con qualche difficoltà». Inutile insistere: «Niente nomi, penso che anche stavolta tutto si deciderà alla fine dei 30 giorni di tempo». E il presidente della Regione Rossi difende la scelta di Gallanti commissario.
 Intanto Roberto Piccini reagisce duramente al ministro, che ha motivato la sua esclusione con un giudizio molto negativo sulla gestione all’Autorità Portuale. «Mi meraviglio dell’ignoranza che il ministro mostra di avere sulla situazione del porto. Trovo le motivazioni con cui ha ribadito la mia esclusione puerili: come quella dove si afferma che a Livorno si sono persi traffici. Livorno ha risentito della crisi mondiale nè più nè meno di altri porti. E poi, in questi 4 anni, il ministero dei trasporti non ha mai fatto rilievi. Nè sui bilanci nè su altro». La verità è un’altra, dice Piccini. «I danni non li ho fatti io, Matteoli porta la responsabilità pesante di quattro anni di commissariamento dai quali il porto è uscito distrutto. Ho ereditato una situazione molto difficile: la macchina organizzativa era ferma così come qualsiasi intervento di programmazione. Per non parlare di quello che ho trovato alla Porto 2000». Quanto all’incapacità di spendere i fondi, Piccini quasi ci ride sopra: «Ma vi pare che, se un presidente può spendere i soldi, non li spende? In realtà molti stanziamenti non erano utilizzabili».
 Piccini si è sentito offeso dalle nuove motivazioni, «che sono impugnabili, con ottime probabilità di vincere il ricorso. Ma valuterò, anche sentiti gli enti e la città». E’ pronto a tornare al Tar, ma solo se avrà il sostegno delle istituzioni, altrimenti potrebbe lasciare perdere. Un nuovo contenzioso potrebbe bloccare l’iter e allungare a dismisura il commissariamento: una responsabilità che Piccini non vuole addossarsi completamente, convinto che lo schiaffo sia stato dato soprattutto alla città. Una prospettiva, quella di un commissariamento lungo, che il presidente della Regione Rossi vuole assolutamente evitare. Intervenendo al congresso regionale di Sinistra e Libertà, Rossi ha detto di volere «evitare un film già visto, fatto di 4 anni e mezzo di polemiche e commissariamenti, e lavorare al meglio per superare una situazione difficile. C’è bisogno di un governo dell’Autorità Portuale forte, indispensabile per il porto, per la città e per la Toscana». (c.m.)
 
Perché è stato giusto scegliere Gallanti  
 
Su Piccini ho trovato un muro, così ho chiesto un altro nome al sindaco  
 
ENRICO ROSSI  

 Dopo aver sostenuto con tutte le mie forze la proposta di Piccini avanzata dagli enti locali ho dovuto prendere atto che il ministro Matteoli non lo avrebbe mai nominato nè come Autority, nè come commissario.
 Ho pensato allora che si doveva evitare una diatriba lunga come quella già vissuta in passato ma che adesso, a fronte della difficile crisi economica e occupazionale, non possiamo permetterci. Quindi, anche a seguito di un incontro avuto a Firenze con sindaco e presidente della Provincia, ho chiesto allo stesso sindaco qualche nome che mi sarebbe stato utile per fare al ministro la proposta di un commissario.
 Tra i vari nomi quello che aveva il curriculum più ampio e valido era quello di Gallanti. Ho raccolto su di lui tutte le informazioni possibili e tutte sono state positive, sull’uomo, sul ruolo svolto a Genova e alla presidenza dell’Associazione dei porti europei. Ho quindi proposto il nome di Gallanti al ministro Matteoli che, comportandosi con lealtà, lo ha nominato, concertando quindi di fatto la nomina con la Regione Toscana. Di ciò me ne assumo ovviamente tutta la responsabilità. Per il futuro si vedrà il da farsi. Intanto il porto di Livorno ha un commissario di alto profilo che mi auguro possa trovare la collaborazione di tutti.
 
La giunta a Livorno  
 
LIVORNO. Sarà un momento importante anche per la nomina all’Autorità Portuale. Il 4 febbraio la giunta regionale toscana sarà a Livorno per fare il punto sulle politiche delle infrastrutture e dei trasporti. E sarà presente al gran completo. Forse a quel punto le candidature per la nuova terna saranno già definite, forse no. Ma è chiaro che sarà una giornata importante.
 

Cgil e Compagnia Portuale all’attacco sulle regole violate  
 
Il commissario alla prima prova Giovedì lo scontro su Sintermar  
 
   
 LIVORNO. E’ il primo banco di prova per il commissario. Giovedì Gallanti presiederà una riunione della commissione consultiva, convocata su richiesta dei sindacati per affrontare un tema scottante: l’autorizzazione data a Sintermar per lavorare le navi di Grimaldi sulla banchina pubblica. Uno scontro su cui si registrano due interventi che danno il segno del clima rovente che si respira sulle banchine.


No alle Marchionnate in porto

 Non vorremmo fare polemica con Sintermar, ma non possiamo esimerci da alcune considerazioni. Le fortune del porto di Livorno sono anche state determinate dal mantenimento della “pace sociale”, maturata grazie al senso di responsabilità degli organi di governo e delle forze sociali e economiche. Le “Marchionnate” sono molto pericolose soprattutto nel contesto portuale che è completamente diverso dal settore metalmeccanico; diverso perché le imprese portuali, compresa la Sintermar, operano in un ambito autorizzativo, cioè in un ambito non aperto a tutti dove le imprese che vi operano sono definite “privilegiate”. E’ necessario che si faccia chiarezza una volta per tutte sulla collocazione giuridica dell’area Sintermar rispetto alla vigente legge 84/94. La Commissione Consultiva verificherà la legittimità di tali affermazioni e le decisioni che scaturiranno dovranno essere rispettate. Fino ad oggi le stesse risposte che per Sintermar sono illegittime lo sono state per altre imprese ivi compresa la società concorrente che opera sulla sponda opposta sul canale industriale. Non è vero che i sindacati o meglio la Filt-Cgil non ha preso posizione in occasione di passaggi di traffico avvenuti in passato nel porto di Livorno. Perché l’assalto ai traffici altrui è stato sempre condannato dai lavoratori (ricordiamo la terribile ma efficace frase coniata per tali occasioni: “cannibalismo commerciale”) e su questo versante abbiamo riscontrato spesso anche l’imbarazzo delle associazioni datoriali.
Claudio Picchiottino segretario provinciale Filt Cgil

Le regole che Elia ignora

 Non sono sorpreso che la ditta F.lli Elia, non essendo un operatore portuale, ignori che la legge 84/94 che prevede che in “ambito portuale” le operazioni portuali e i servizi accessori e complementari regolati dall’art. 16 devono essere svolte da aziende autorizzate. La legge prevede che l’”ambito portuale” sia definito dal piano regolatore portuale. A Livorno, essendo in vigore il Piano Regolatore del 1953, quindi antecedente alla legge 84/’94, l’ambito portuale è stato definito dall’art. 24 del Piano Strutturale del Comune di Livorno - Sottosistema n. 5-A e, come approvato dal Piano Operativo Triennale del 2001 e mai modificato. Tale ambito comprende le aree portuali comunque utilizzate, le aree occupate da installazioni al servizio del porto, le aree occupate da attività produttive con banchine, le nuove aree libere che il piano strutturale destina ad ampliamento, completamento e a servizio del porto, aree per servizi di interesse generale. Sono da ricomprendersi nell’ambito portuale tutte le opere e infrastrutture portuali vere e proprie (banchine, dighe, moli, etc.), gli specchi d’acqua ove si esercitano le operazioni portuali, le aree funzionali per le attività portuali. In buona sostanza sul piano autorizzativo e funzionale non esiste alcuna differenza fra lo svolgimento delle operazioni portuali o servizi accessori e complementari in aree demaniali o in aree private. La nostra meraviglia non è tanto che un’operatore voglia sostituirsi ad autorità ed istituzioni, compreso il Comune di Livorno, ma è che l’Autorità Portuale che dovrebbe svolgere funzioni di controllo non muova foglia rispetto a queste evidenti, anche se involontarie, irregolarità.
Vladimiro Mannocci consigliere Compagnia Portuale e direttore Ancip


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