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Le associazioni del porto fanno pressing su Rossi: «Gallanti non conosce i problemi» - Il Tirreno Livorno sabato 15 gennaio

 

«Non vogliamo un non livornese»  
 
 
 
CRISTIANO MEONI  

 
 LIVORNO. L’arrivo di un genovese spaventa il fronte del porto. Che manifesta «sorpresa e preoccupazione» per «la prospettiva ormai inevitabile di commissariamento» ma ancor più, come pare, «per l’ipotesi di nomina di una persona del tutto avulsa dal contesto locale che, se fosse effettivamente incaricata del ruolo, avrebbe bisogno di mesi solo per analizzare e comprendere i problemi». Le cinque associazioni degli imprenditori portuali - Asamar, Assimprese, Assoterminal, Confindustria e Spedimar - hanno scritto una lettera al presidente della Regione Enrico Rossi per dire no a Giuliano Gallanti presidente dell’Autorità Portuale. Preferirebbero un commissariamento di pochi mesi piuttosto che una presidenza di 4 anni che giudicano dannosa per il porto e per i loro interessi.
 Ieri mattina i rappresentanti delle cinque associazioni (Silvio Fremura, Enio Lorenzini, Federico Barbera, Umberto Paoletti, Roberto Alberti) si sono riuniti per mettere a punto la strategia. Divisi su Piccini, sono però compatti nel rifiutare l’ipotesi di un genovese a Palazzo Rosciano. Ma, nella lettera che hanno inviato a Rossi, puntano il dito anche contro la politica e le istituzioni. «Rispetto alla scadenza del mandato, nota da quattro anni, il tempo perso alla ricerca di meri equilibri politici rischia di aggravare lo stato di difficoltà del nostro scalo» scrivono. «Avevamo auspicato che il rinnovo non comportasse rallentamenti nè interruzioni di lavoro, sta invece accadendo l’esatto contrario». Si sentono ingiustamente snobbati, gli imprenditori del porto, che sottolineano «la totale mancanza di volontà delle istituzioni di intrattenere rapporti con le categorie economice» di cui è un segno «il tentativo di isolamento e marginalizzazione della Camera di Commercio». Da qui la decisione di «istituire un coordinamento degli imprenditori marittimi», che chiede da subito un incontro al presidente della Regione Rossi. A cui le associazioni ribadiscono «la più netta contrarietà verso scelte maturate soltanto all’interno della politica in assenza della legittima consultazione delle categorie». Insomma, gli imprenditori chiedono a Rossi di silurare l’ipotesi Gallanti. Ma, nella riunione di ieri mattina, non sono emerse alternative. Smentito il sostegno a candidature di Angelo Mancusi e Beppe Batini - ipotesi, quest’ultima, che ieri sera aveva ripreso vigore.
 Una guerra all’ultimo tuffo. Perchè la sentenza del Tar sul ricorso di Piccini è slittata a martedì, il giorno in cui scade improrogabilmente la presidenza Piccini. Pochi credono che il ministro nomini commissario Gallanti - per poi trasformarlo presidente seguendo la procedura - senza conoscere il verdetto del Tar. Più probabile una scelta di prassi: nominare commissario il comandante della capitaneria, in attesa della sentenza e degli scenari che schiuderà.
 
Intanto è gelo con il presidente dell’Authority, che non partecipa alla conferenza stampa in Comune  
 
«Si sono ricreduti? Vadano da Matteoli»  
 
Cosimi contro gli imprenditori: «Sono stati loro a non volere Piccini»  
 
 
 
Batini e Mancusi? «Suvvia, non sono ragazzi di 38 anni»  
 
CRI.ME.  

 
 LIVORNO. «Se qualcuno ha terrore di un commissario o di un presidente genovese, noi all’Atl abbiamo dei bei pulmini perchè questi signori vadano dal ministro a convincerlo che Piccini è il miglior candidato possibile».
 E ancora: «Sono andato dalle categorie economiche a proporre loro un patto per la riconferma di Piccini. E molti di loro mi hanno detto no. Comodo scoprire adesso che era migliore lo scenario di prima». Il sindaco Cosimi è un fiume in piena. Non vuole starci, lui, sul banco dei traditori di Piccini. Il problema, dice, l’hanno creato quelli che non vogliono la riconferma del presidente dell’Authority. Tra cui ci sono alcuni firmatari del documento delle categorie economiche.
 Defezione La conferenza stampa in Comune per presentare il nuovo passo verso l’approvazione del piano regolatore del porto - vedi sotto - inizia con un piccolo giallo. Doveva essere una conferenza stampa congiunta Cosimi-Piccini, ma il presidente dell’Autorità Portuale non c’è. Ha preferito starsene nel suo ufficio, a ricevere il professor Noli, il progettista del prg portuale. Non è un mistero che Piccini sia rimasto molto amareggiato nell’apprendere che, prima della sentenza del Tar, si è trattato per trovare il suo successore. E con il sindaco è sceso il gelo.
Con Piccini «Continuiamo a sostenere che Piccini sarebbe stato, o meglio sarebbe, il miglior presidente - dice Cosimi - Io non voglio partecipare al gossip di questi giorni ma mi sorprendo quando leggo che la presidenza deve restare a un livornese. Piccini mica è un candidato di Capannori...»
Io e Rossi. «Vero - dice il sindaco, rispondendo a una domanda - il presidente della Regione ha più volte detto che non prenderà una decisione contro gli enti locali e la città. Però c’è un punto importante. Se ti chiedono: cosa volete un commissario per un sacco di tempo e non si sa chi o Piccini? Io rispondo: vogliamo Piccini. Ma se ti dicono: no Piccini no perchè il ministro non lo nomina, allora così non funziona... Bisogna avere un rapporto paritetico che ci consenta di portare avanti la scelta sapendo che, alla fine, c’è un punto in cui bisogna riflettere».
I signor no Il sindaco è irritato con gli imprenditori che hanno firmato la lettera a Rossi. «Io sono andato dalle categorie e ho proposto un “draft”, un contratto che diceva: noi non abbiamo bisogno di un conflitto ma di una continuità. Ho proposto un contratto, due pagine di appunti nelle quali impegniamo l’Autorità Portuale a realizzare alcune cose, e di costruire su questo documento la riconferma del presidente. La risposta è stata da parte di molti: “tutti tranne Piccini”. Io non so cosa c’è dopo Piccini, però se qualcuno ha terrore di un commissario genovese noi all’Atl abbiamo dei pulmini, vadano dal ministro per salvare la livornesità e Piccini».
Vecchi e nuovi Certo, Cosimi non può nascondere la sorpresa «nell’aver letto certi nomi, candidati dalle grandi famiglie» dice, alludendo all’ipotesi di lanciare nella mischia Beppe Batini e Angelo Mancusi. «Dicono loro: il passato va sconfitto, noi siamo la novità, e poi si ricomincia dalla Mezzi Meccanici? Suvvia....» «Questi non sono ragazzi di 38 anni della London School of Economics. Con franchezza: queste ipotesi sono la garanzia trasversale che non cambi niente in questo porto».
Ammiraglio o no? Ma il sindaco cosa pensa di un presidente genovese? «Non parlo fino alla sentenza del Tar». Però? «Però immagino che Rossi, su una posizione di parità, ci chiederà: volete un commissariamento con un ammiraglio che sta qui tre anni? E allora la città potrà scegliere. Sapendo però che chi ha detto no a Piccini, esercitando un diritto di veto, poi non può dire no a Tizio o Caio».
A Roberto Cosimi sta con Piccini, fino alla sentenza, attesa per martedì: «Fino ad allora io ho due problemi: dare dignità a una decisione del consiglio comunale per la riconferma di Piccini, che è andata oltre la maggioranza. E far sì che, a quest’ultimo, non venga detto “grazie e arrivederci”. Roberto, lo dico con affetto, non ha costruito con il bilancino la sua riconferma, è andato avanti su cose in cui credeva. E ha avuto il coraggio di fare il piano regolatore».
 
DIREZIONE  
 
E stamani ne discute il Pd  
 
 LIVORNO. La discussione sul rinnovo dei vertici dell’Autorità Portuale approda nel Pd. Stamani la direzione territoriale del partito si insedierà. All’ordine del giorno della sua prima riunione - ore 9.30, federazione di via Donnini - «situazione politica nazionale» e «Autorità Portuale». Relatore il segretario provinciale Filippo Di Rocca.
 
Zingoni e Gragnoli: incredibile che si debba pescare da fuori città  
 
Anche il Pdl non vuole stranieri Kutufà: ma in altri porti ci sono  
 
 LIVORNO. «Sarebbe necessario - ha detto Maurizio Zingoni - guardare di più alle risorse interne alla nostra città. Perché andare a scegliere persone provenienti da fuori quando a Livorno abbiamo individui di grande esperienza? Ci vuole qualcuno che conosca la realtà del porto livornese, invece c’è sempre questa necessità di guardare lontano. Le energie e le capacità a Livorno esistono e dovrebbero essere sfruttate». Zingoni ha parlato in consiglio provinciale, dove ieri mattina è stata discussa la sua interrogazione sull’Authority. Sconcertato Benito Gragnoli (Pdl): «Una città che ha dato un presidente della Repubblica e che sta dando tre presidenti di Autorità Portuale in altre città non è in grado di esprimere una sua candidatura. E’ un dato clamoroso, che deve far riflettere sulla pochezza di chi ci amministra».
 La risposta è arrivata dal presidente della provincia, Giorgio Kutufà, che ha detto: «Questo appello a puntare sulla livornesità è stato rispettato fino a oggi, dato che la Port Authority è stata sempre condotta da livornesi. Però anche in altri porti importanti sono state scelte persone che non erano del luogo. La provincia lavorerà per avere il più largo consenso e appoggio sulla scelta del nome che guiderà il porto». (v.c.)
 
Darsena Europa, un altro passo  
 
Ok al rapporto ambientale della variante del porto  
 
 
 LIVORNO. La giunta comunale ha approvato il rapporto ambientale relativo alla Variante anticipatrice per il Prg del Porto, avviandosi così alla conclusione del processo di valutazione ambientale strategica (Vas) iniziato nel dicembre del 2009. Si tratta di una corposa relazione, predisposta dagli uffici dell’amministrazione comunale e dell’Autorità portuale, che integra numerosi studi su temi ambientali e della sicurezza e che rappresenta un nodo fondamentale e obbligatorio per giungere all’approvazione dello strumento urbanistico, cioè della Variante anticipatrice al Piano strutturale propedeutica al Piano regolatore del Porto. Il rapporto ambientale verrà ora inviato nuovamente a tutti i soggetti competenti in materia ambientale (17 organismi tra cui, ad esempio, Comune e Provincia di Livorno e Pisa, Sovrintendenza, Capitaneria, per eventuali e ulteriori osservazioni. Dopo di che, una volta discussa nell’apposita Conferenza programmatica regionale la documentazione urbanistica (PrP), il consiglio comunale potrà adottare, e successivamente approvare, la variante anticipatrice al Piano Strutturale. Tempi tecnici previsti per l’approvazione: entro la fine del 2011.
 «Abbiamo mantenuto l’impegno di approvare il rapporto ambientale entro la fine del mandato dell’Autorità Portuale. Ora possiamo attivare la conferenza dei servizi» ha detto il sindaco. Sottolineando che è stato «fatto un passaggio decisivo verso la Darsena Europa».


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