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Gallanti quasi commissario - Il Tirreno Livorno lunedì 17 gennaio

 


Ma si aspetta la sentenza del Tar per sciogliere gli ultimi dubbi  
 
 
 
Oggi o domani il verdetto dei giudici mercoledì la nomina  
 
CRISTIANO MEONI 
 
 LIVORNO. Si apre una settimana decisiva per la nomina del presidente dell’Autorità Portuale. Stamani, o più probabilmente domattina, sarà resa nota la sentenza del Tar sul ricorso presentato da Roberto Piccini. Mentre mercoledì, ultimo giorno della presidenza Piccini, il ministro Matteoli dovrà nominare il commissario. La decisione sul commissariamento, dunque, sarà presa alla luce della sentenza del Tar.
 Solo un verdetto particolarmente favorevole a Piccini può sovvertire un esito che pare già scritto: la nomina di Giuliano Gallanti, avvocato, già presidente della Port Authority di Genova, a commissario del porto di Livorno, da convertire in seguito - con i tempi e i modi previsti dalla legge - in nomina a presidente.
 I giudici amministrativi hanno impiegato più tempo del previsto per emettere la sentenza e c’è un motivo. Sarà, infatti, una sentenza cosidetta “semplificata”, che non si esprimerà solo sulla richiesta di sospensiva della nota del ministro che boccia Piccini, Nardi e Nocchi. Piuttosto la sentenza entrerà nel merito del quesito. Che è sostanzialmente il seguente: il ministro ha sviato dai suoi poteri, mosso da motivi di risentimento personale, per punire Piccini?
 Se il Tar entrasse pesantemente nella contesa, accogliendo in toto la tesi del ricorrente, la partita sul commissario potrebbe anche riaprirsi. Perchè una vittoria di Piccini su tutta la linea ridarebbe fiato alle sue istanze e ai suoi sostenitori. A quel punto anche il sindaco, sotto pressione in città e nel partito, potrebbe ritenere più opportuna la nomina di un “commissario tecnico” - il comandante della capitaneria o un altro ammiraglio - per non pregiudicare, almeno in teoria, anche le ultime chanche di riconferma del presidente uscente.
 Ma lo scenario più probabile è che il Tar si limiti a dire se la bocciatura fatta dal ministro è sufficientemente motivata o no, senza entrare nelle ragioni che hanno mosso Matteoli. E a quel punto, anche se il ricorso venisse accolto, verrebbero meno anche le residue possibilità di Piccini. Se fosse così, mercoledì il sindaco darebbe il via libera alla nomina di Gallanti commissario sul quale già Rossi e Matteoli sono d’accordo. Un’ipotesi, quest’ultima, ritenuta migliore della scelta di un commissario tecnico, perchè in grado di tradursi rapidamente in una presidenza e dunque meno gravida di incertezze per il porto. Gallanti, che ha già parlato con la Regione, si è mostrato interessato e motivato. D’altra parte la nomina di Gallanti potrebbe offrire il fianco a chi accusa gli enti locali di aver ufficialmente sostenuto Piccini e ufficiosamente lavorato per trovargli un successore.
 
LETTERA  
 
Serve qualcuno che ci conosca  
 
FEDERICO BARBERA   PRES. ASSIMPRESE  


 Leggo sempre le opinioni di Sergio Landi e spesso ne condivido almeno lo spirito. Della sua uscita di ieri invece non condivido nulla. Il concetto del nostro ragionamento è semplice. Dopo 4 anni di commissariamento, con Piccini si è piano piano ripreso il cammino. Bene, male, si poteva far meglio o si poteva far peggio, non importa. Piccini ha sempre detto che ha dovuto applicarsi per più di un anno per capire che cos’è, nel suo complesso, l’entità che era stato chiamato ad amministrare. La situazione, quella che non si percepisce all’esterno, del porto di Livorno è complessa, ingarbugliata e di difficile lettura. Il nostro ragionamento è semplicemente la considerazione che mettere una persona avulsa dalla realtà del nostro porto comporterà un lungo periodo di “growing time” nel quale dovrà imparare a guidarci, mentre noi abbiamo bisogno di essere guidati subito.
 La prima terna prevedeva la riconferma di Roberto Piccini (a cui avevano aderito tre associazioni su cinque), l’alternativa Roberto Nardi, presidente della Camera di Commercio (a cui avevano aderito le altre due), infine Piero Nocchi ex segretario della Cgil (come Nereo Marcucci al suo primo mandato). In questa terna la necessità di non avere lunghi momenti di riflessione sui problemi emergenti era salvaguardata.
 Si nomina un amministratore di un condominio senza nemmeno interpellare i condomini? Penso che questo sia normale solo a Livorno.


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