Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

«Rispettiamo le leggi e investiamo nella sicurezza» - La Nazione Livorno domenica 16 gennaio

 

L’azienda Ra.Ri che lavora i rifiuti respinge le accuse del Comitato
 
 di MONICA DOLCIOTTI
— LIVORNO —
«LAVORIAMO rispettando tutte le prescrizioni e il nostro scrupolo ci ha premiato con il riconoscimento Emas che ci è stato conferito nel 2008 e che viene rinnovato ogni tre anni». Con questa parole l’architetto Robi Morreale, presidente della Ra.Ri (Raccolta rifiuti industriali srl in via dei Fabbri) risponde agli interventi che il «Comitato aria pulita Livorno nord» ha fatto su queste colonne in riferimento all’impatto della Ra.Ri e di altre attività che insistono sulle aree industriali del Picchianti e nei dintorni. «Le nostre porte sono sempre aperte a tutti». Insieme a Morreale incontriamo anche il responsabile tecnico Stefano Lena, al vertice dell’azienda che tratta rifiuti industriali pericolosi e non.
IL «COMITATO aria pulita Livorno nord» ha segnalato in una petizione firmata da 150 persone cattivi odori ed esalazioni ricondicibili alla Ra.Ri. E coloro che vivono tra il Picchianti e la Cigna lamentano sintomi fastidiosi e preoccupanti agli occhi e alle vie respiratori. «Chiariamo prima di tutto — ci tengono a precisare Morreale e Lena — che Ra.Ri è nata nel 1991 quando il Picchianti era classificato come area industriale. Solo qualche anno dopo ha avuto anche la destinazione commerciale e artigianale. Per cui noi svolgiamo attività industriale in un sito che ha anche questa specificità.
Ma cosa fate, o avete fatto per contenere le ricadute negative della vostra attività?
«Nonostante la crisi in atto, che ha ridotto del 35-40% la mole del nostro lavoro (noi diamo occupazione a 20 addetti e il nostro indotto è formato da 50 fornitori), siamo andati avanti con gli investimenti in ottemperanze alle prescrizioni di sicurezza e ambientali con la chiusura in capannoni delle attività da fare al coperto; installando impianti di aspirazione per abbattere i fumi; dotandoci di ‘baie’ per la maturazione dei rifiuti trattati e inertizzati».
Quali sono le emissioni inquinanti della Ra.Ri?
«Ammoniaca, polveri e particolati, solventi organici e idrogeno solforato che rientrano nei parametri di legge».
 
IL SERVIZIO  
 
Arriva materiale da tutta Italia Solvay e Lucchini i principali clienti
 
 RIFIUTI pericolosi e non pericolosi industriali arrivano alla Ra.Ri dalla Toscana e da altre regioni per essere trattati e avviati o al riuso, o allo smaltimento. Tra i rifiuti industriali pericolosi e non ci sono quelli che hanno subìto processi di depurazione chimico-fisica; polveri da abbattimento dei fumi che provengono da inceneritori e acciaierie. Scorie delle acciaierie e degli inceneritori come le ceneri pesanti; terreni da bonifica stoccati, ma trattati altrove. Tra i rifiuti non pericolosi industriali ci sono: gli imballaggi e i rifiuti solidi.
I COMMITTENTI di Ra.ri sono: Solvay e Ineos di Rosignano, Lucchini di Piombino, Enel di Livorno, Piaggio di Pontedera , Fiat (sia gli stabiliomenti collegati sul territorio livornese, sua quelli piemintesi), Acciaierie Valbruna di Vicenza, Aamps e Asa di Livorno. E fino al 2010 c’era anche la Ferrari di Maranello.
 
 
IL CICLO SONO DESTINATI A SISTEMA ABIENTE DI BRESCIA, AD ASA E PROGECO DI BOLOGNA DOPO IL PROCESSO DI INERTIZZAZIONE  
 
E gli scarti industriali pericolosi finiscono fuori Regione  
 
 DOVE VANNO i rifiuti che passano dall’impianto Ra.ri? «I rifiuti non pericolosi — precisa l’architetto Morreale — sono conferiti negli impianti Rea di Rosignano, Asiu di Piombino e Pistoia Ambiente a Pistoia. Quelli pericolosi sono destinati ai siti di Sistema Ambiente a Brescia, Asa di Bologna, Pistoia Ambiente e Progeco di Bologna. Barical di Torino e alla discarica Pd-Vetro in Germania». Le scorie degli inceneritori «all’impianto Officine dell’ambiente di Brescia dove una volta depurate dal ferro sono trattate per diventare un preparato destinato ai cementifici». Per inertizzare i rifiuti nell’impianto di stabilizzazione sono usati materiali particolari come il cemento, bentonite e montmorillonite.
L’INTERO PROCESSO produttivo viene controllato mediante un laboratorio che adesso sarà potenziato con personale qualificato. «Ma nel nuovo laboratorio — conclude Moreale — oltre al controllo del processo produttivo, faremo ricerca in collaborazione con il laboratorio Arca di Pisa che è collegato all’Università di Pisa».
M.D.


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

Aziende che si occupano di

Ricerca Innovazione

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP