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«Nei campi non si può coltivare il sole» - La Nazione Rosignano sabato 15 gennaio

 

Bolgheri: la Coldiretti favorevole alle rinnovabili, ma attenzione all’agricoltura
 
 — BOLGHERI —
IN REGIONE è aperto un dibattito sulla regolamentazione dei pannelli solari in agricoltura con l’assessore all’agricoltura Gianni Salvadori propenso a varare un regolamento che restringa le maglie sull’istallazione degli impianti. Di contro l’Unione delle Province vorrebbe liberalizzare il settore. Di questi temi si è parlato ieri anche a San Guido nel convegno sulle energie rinnovabili in agricoltura al quale era presente lo stesso assessore regionale. Sulla questione interviene Coldiretti di Livorno che vuole evitare che il territorio regionale si trasformi in un puzzle di maxi impianti fotovoltaici a terra. «Condividiamo la volontà degli amministratori regionali che, nell’individuare le aree di pregio ambientale e agricolo in cui limitare il proliferare di strutture di grandi dimensioni, vuole salvaguardare quelle realizzate dalle imprese agricole come attività connessa, per l’integrazione del reddito nelle zone marginali», spiega il presidente Simone Ferri Graziani.
E AGGIUNGE: «L’ipotesi formulata dagli assessori regionali di urbanistica Anna Marson, ambiente Anna Rita Bramerini e agricoltura Gianni Salvadori, in ottemperanza alle disposizioni nazionali sulle energie rinnovabili, pur necessitando di qualche aggiustamento, risulta condivisibile nei principi». Ferri Graziani contesta le richieste di emendamento della delibera, presentate da alcuni enti locali che tendono a favorire la colonizzazione dei terreni da parte di quanti puntano alla nascita di macro centrali. «I piccoli impianti – aggiunge il direttore Coldiretti Livorno Roberto Franchini – presentano uno scarso impatto ambientale, sono più semplici da gestire e non generano modifiche sostanziali all’asseto del territorio. In più consentono alle imprese agricole di migliorare i guadagni e di svolgere la attività produttiva e di presidio.
STUPISCE la disinvoltura con cui soggetti che hanno posto tanti vincoli e ostacoli alla sistemazione dei pannelli sulle coperture e sui tetti siano favorevoli alla colonizzazione dei terreni agricoli e assecondino gli interessi di chi intende costruire pericolosi business: le aziende che producono e installano pannelli e che cercano di acquisire terreni agricoli sottraggonoi spazio alle produzioni alimentari e rischiano di squalificare ambiente e paesaggio, compromettendo i veri punti di forza della Toscana». «Se è vero che esiste l’esigenza di produrre energia, c’è anche la necessità di conservare le tradizioni alimentari e la capacità produttiva delle imprese. Quello che è proposto come un affare può trasformarsi in un danno economico per gli agricoltori e per la Toscana», concludono Ferri Graziani e Franchini.


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