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àˆ scontro sulla Tia: Cosimi stoppa l'aumento prospettato da Aamps - Il Tirreno Livorno

 

 
Toncelli e Di Rocca sono invece più possibilisti: l’azienda non riceverà più dal governo gli incentivi per produrre energia  
 
ALESSANDRO GUARDUCCI  

LIVORNO. Dopo che la polemica è rimasta per diversi giorni sotto la cenere, confinata nelle stanze di Palazzo civico e nei dibattiti di partito, ecco che il caso Tia è pronto ad esplodere. E gli effetti rischiano di essere devastanti, sia per i contribuenti livornesi (in ballo c’è l’aumento del 10% della tariffa) sia a livello politico (in giunta e nella maggioranza di centrosinistra, i favorevoli all’operazione - il vicensindaco Toncelli, così pare - e quelli contrari - il sindaco Cosimi, in primis - sono ormai vicinissimi allo scontro).
 Ma procediamo con ordine, cercando per prima cosa di capire qual è la motivazione che sarebbe alla base dell’eventuale aumento. L’Aamps si trova a fare i conti con circa 1.500.000 di euro in meno rispetto all’anno passato e questo per due ragioni: nel giugno 2011 scadrà la certificazione per ottenere gli incentivi del governo per la produzione di energia elettrica, e quindi l’Aamps - venendo a mancare questa entrata - dovrà mettere in bilancio un ricavo minore; in più c’è l’obbligo di ripristinare la vecchia discarica che nel frattempo si è esaurita, e ciò determina un costo.
 Sommando il minore ricavo con il maggiore costo si raggiunge la cifra di circa un milione e mezzo di euro di “buco”. Per ripianarlo, l’Aamps ha proposto - anche se ancora non formalmente - un aumento della Tariffa di igiene ambientale, sottolineando che in molte realtà italiane la tariffa è stata o sarà ritoccata (ma Livorno è già ai primi posti tra le Tia più care d’Italia...).
 Pare comunque che martedì sera, in una riunione del Pd, il presidente Massimo Cappelli abbia fatto cenno all’eventualità di un aumento: Alessandro Cosimi non gli avrebbe nemmeno risposto, facendo così intendere di non volere prendere nemmeno in considerazione questa ipotesi. Un attengiamento in linea con quanto affermato nela conferenza di fine anno, quando il sindaco aveva ribadito «che nel 2011 non ci saranno aumenti delle tariffe».
 E a confermare la contrarietà del sindaco a qualsiasi aumento della Tia ci sarebbero le frizioni - già registrate in giunta - con il vicesindaco Cristiano Toncelli (Idv), che invece non escluderebbe il ricorso a questo intervento per salvaguardare la tenuta economia dell’Aamps.
 Una posizione, quest’ultima, che sarebbe sostenuta anche dal segretario del Pd, Filippo Di Rocca, con il quale il sindaco rischia di entrare in rotta di collisione: Cosimi - come ha più volte ripetuto nel recente passato - ritiene che sia finita l’era di usare la leva finanziaria per aiutare le aziende partecipate, facendo pesare le vicende aziendali sui cittadini. E pensa che il milione e mezzo di euro in meno possa essere recuperato attraverso una riorganizzazione aziendale che renda più efficiente l’attività. Di Rocca, che di Aamps è stato presidente fino a un anno fa, potrebbe interpretare questa analisi come un giudizio negativo sul suo operato, ed è forse per questo che pare più favorevole all’aumento della Tia che alla riorganizzazione aziendale. Un ragionamento che, per analogia, potrebbe averlo fatto anche Cristiano Toncelli, visto che è stato nel consiglio di amministrazione di Aamps fino a poco tempo fa.
 Il problemo appare molto delicato - tant’è che nessuno ha rilascito dichiarazioni in merito - sia dal punto di vista degli equilibri politici, che da quello delle eventuali ricadute sui contribuenti: per recuperare in un anno il milione e mezzo di euro, l’aumento della Tia si aggirerebbe intorno al 10%.
 La sensazione - emersa anche nel corso della riunione del Pd di martedì sera - è che per quest’anno il sindaco si opporrà in tutti i modi a qualsasi richiesta di aumento della Tia.
 La riunione della giunta fissata per stamani (si parlerà anche della revisione del piano strutturale) chiarirà meglio le posizioni su questa vicenda.
 
Caro rifiuti record Noi fra le 10 città dove picchia di più  
 

 Cinque anni fa Livorno era al quarto posto su scala nazionale fra le città dove la Tia è più cara (in tandem con il caro acqua che ci vedeva sul podio con la medaglia d’argento per le bollette idriche più salate). Gli studi della Uil nazionale relativi al 2007 hanno detto che in tutta Italia nessun’altra città pagava i rifiuti più di noi.
 Nel 2009 nella nostra città si era un po’ ridotto il morso della Tia ed eravamo stati superati da Napoli, Salerno e Siracusa nel caro-Tia scivolando in quarta posizione. Lo scorso anno il dossier di CittadinanzAttiva ha rilevato che sì paghiamo ancora il 40% in più della media nazionale ma un po’ meno strangolati, almeno rispetto ad altre città: la tassa rifiuti è più cara che da noi in altre nove realtà (Siracusa, Caserta, Catania, Salerno, Roma, Agrigento, Taranto, Latina e Trieste).
m.z.


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