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«I livornesi perdono 15 milioni di euro Non sanno accogliere i crocieristi» - La Nazione Livorno

 

Il grido d’allarme della «Porto 2000» che gestisce gli arrivi delle regine del mare
 
 di MICHELA BERTI
— LIVORNO —
SI PUÒ RINUNCIARE a 15 milioni di euro l’anno? I livornesi lo fanno, forse senza saperlo. Perchè i 225mila passeggeri che nel 2010 sono sbarcati dalle navi da crociera per visitare la città hanno trovato saracinesche abbassate e ristoranti chiusi. E i soldi sono rimasti chiusi nei loro borselli. E’ stato calcolato che ogni crocierista lascia in città 50 euro e dato che nel 2011 arriveranno circa 300mila passeggeri, il conto è presto fatto. I numeri sono stati snocciolati in commissione provinciale turismo, presieduta da Antonio Ceccantini del Pd, dal presidente della Porto Livorno 2000 Guido Asti. «Le compagnie si lamentano — dice Asti — perché alle 12,30 i negozi chiudono per riaprire nel pomeriggio, alle 17, proprio quando i turisti devono risalire a bordo». Il protocollo che è stato firmato dalle associazioni di categoria cerca di superare questa difficoltà storica, promuovendo l’accoglienza che dovrebbe essere scontata in una città che vive di mare come la nostra. «Quest’anno la maggior parte delle navi arriveranno nei giorni di martedì e mercoledì — continua Asti — quindi non dovrebbe essere difficile per gli operatori pianificare l’orario continuato. Non servono grandi progetti, basta un po’ di buona volontà». Che sembra essere un ostacolo insormontabile per i commercianti livornesi che vedono i turisti come una iattura da scongiurare. Tra l’altro ci sono molte persone che lavorano in questo comparto. Solo la Porto Livorno 2000 dà lavoro a 50 addetti a tempo indeterminato, 30 a tempo determinato.
E’ NATO un consorzio di 36 operatori che dispongono di decine di auto e controllano l’80% del mercato, oltre ad un bagaglio di 120-130 pullman che accompagnano i turisti in giro per la Toscana. E i clienti di questo mercato della vacanza sull’acqua sono in costante aumento. Siamo passati dalle 458 navi del 2009, alle 508 dello scorso anno per arrivare a quota 540 per il 2011 e sono navi sempre più grandi. «Ecco che serve creare una cultura dell’accoglienza — dice l’assessore provinciale al turismo Paolo Pacini artefice del protocollo firmato dalle associazioni di categoria per incentivare i negozi a rimanere aperti con orario continuato — altrimenti questi potenziali clienti vanno da altre parti». E la concorrenza soprattutto in questo settore è davvero spietata. «La città — attacca Pacini — ha bisogno di un progetto di grande accoglienza per il turismo. Perchè quando gli stranieri tornano a bordo raccontano cosa hanno trovato. E il paragone con gli altri scali molto più funzionali e all’avanguardia di Livorno non ci premia». Ecco perchè la proposta fatta ai commercianti è quella di promuovere l’immagine della città. I negozianti che aderiranno al progetto saranno segnalati con delle vetrofanie, faranno sconti a chi presenterà la Livorno Card». La Provincia è pronta a pagare corsi di formazione per gli operatori che dovrebbero conoscere — oltre all’educazion — anche le lingue straniere. Anzichè respingere il turista con la solita intercalazione: «Deh, fa’ vaini...»
 
IL PROGETTO DEGLI 800 ESERCENTI DEL CONSORZIO BUONTALENTI SOLO 250 RESTERANNO APERTI Commercianti scettici a fare l’orario continuato
 
 
 CONTINUA LA RACCOLTA di adesioni alla proposta di fare orario continuato nei giorni di sbarco delle navi da crociera. Ma degli 800 esercenti che insistono nell’area del Buontalenti, solo 250 hanno aderito all’iniziata, compreso il Consorzio del Nuovo Mercatino Americano che si trova proprio all’ingresso del porto. «Il problema — spiega Massimo Marini della Confesercenti — è superare questa resistenza da parte degli operatori. E non è facile». La speranza è che il successo dell’inziativa — che dovrebbe prendere il via con l’imminente stagione delle crociere — possa contagiare anche i più scettici. «E’ un’opportunità — continua il rappresentante dell’associazione di categoria — che non si può non cogliere. Soprattutto in un momento di crisi come questo. Tutti gli indici economici in questa città tendono al basso, solo il turismo crocieristico cresce e Livorno deve sfruttare questa grande oppostunità».
LE ASSOCIAZIONI di categoria stanno facendo la loro parte per superare le chiusure mentali di chi è vissuto sempre di rendita. Resta alla fine il suggerimento dato dalla consigliera del Pdl Maida Landi: «Fareste bene a tirare gli orecchi ai commercianti che restano chiusi quando i clienti bussano alla porta».


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