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Bonifiche, Confindustria esulta «Investimenti di portata storica» Il direttore Umberto Paoletti commenta l'intesa con gli enti locali - La Nazione Livorno

 

di ANTONIO FULVI
— LIVORNO —
«UN CONCRETO esempio, anche se abbastanza raro per la verità, di collaborazione tra le istituzioni territoriali e la nostra associazione con risultati che si prospettano di enorme importanza futura anche per gli investimenti privati e l’occupazione». Lo dice Umberto Paoletti, storico direttore di Confindustria Livorno, a commento dell’accordo sottoscritto tra Provincia e Comuni di Livorno e Collesalvetti, per avviare la sospirata bonifica dei siti «Sin». E non si tratta di sole parole, anche se l’accordo deve passare tutta una serie di altre verifiche (Regione e ministero dell’Ambiente) prima di diventare operativo. Ma, sempre secondo Paoletti, «si è finalmente imboccata la strada giusta per scongelare una grande area portuale e industriale dentro la quale il famigerato decreto istitutivo dei “Sin” del 2001 aveva di fatto impedito alle imprese insediate di piantare anche un solo chiodo e a quelle eventualmente interessate all’insediamento di farsi avanti».
AL DI FUORI dei tecnicismi, di cui la vicenda è fatalmente farcita, l’accordo di programma in questione, al quale Confindustria locale ma anche nazionale hanno dato un corposo contributo, apre la porta non solo ai futuri interventi dello Stato (ministero dell’Ambiente) alle bonifiche, ma anche e specialmente a consentire pressochè da subito alle aziende di sviluppare piani di potenziamento, di rinnovamento e di utilizzo di aree ad oggi congelate. «Nella bozza dell’accordo inviata alla Regione per il successivo passaggio — sottolinea Paoletti — c’è una clausola fondamentale, quella dei contratti di transazione da parte delle aziende, che consente di concordare con una apposita analisi di rischio il proprio contributo (rateizzabile) alla bonifica, liberando immediatamente l’area interessata dal congelamento». Inoltre l’accordo distingue anche le responsabilità giuridiche — comprese quelle penali — tra chi ha inquinato le aree “Sin” e chi invece è semplicemente subentrato nella loro disponibilità, liberando questi ultimi da costose procedure per difendersi. «Vero è — ammette Paoletti — che l’accordo firmato dagli enti locali è solo l’inizio di una procedura. Ma questa volta si tratta di una procedura non solo condivisa ma anzi fiancheggiata sia dalla Regione che dal ministero dell’ambiente, che ha nettamente superato le pregiudiziali dell’era precedente».
TRADOTTO: Confindustria Livorno intende dare atto in particolare all’assessore regionale Bramerini di essersi fatta parte in causa del problema dopo il forum organizzato l’anno scorso a Guasticce (Interporto) in cui fu messo a fuoco il problema, con tutte le assurdità legate all’era Mascazzini. E da parte sua il ministero dell’Ambiente con il decreto 152 ha smussato molti insuperabili angoli per arrivare a un risultato sostenibile anche da parte delle imprese. «Importante ora - conclude Paoletti — è non abbassare la guardia perchè la procedura sia velocizzata al massimo. Dopo il previsto ok della Regione all’accordo, il documento dovrà passare dalle tre giunte degli enti locali e quindi essere sottoscritto da ministero e Regione. A quel punto le aziende insediate nei “Sin” saranno svincolate per le relative pratiche “concordate” e un grande patrimonio di aree oggi inutilizzabili, sia industriali che portuali, potrà essere a disposizione di nuovi investimenti, con ricadute potenzialmente enormi per l’economia e l’occupazione».

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