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«Sintermar voleva darci le briciole» - Il Tirreno Livorno

 

 
Unicoop spiega la sua verità: ecco perché abbiamo rifiutato il lavoro  
 
Gli ex precari Ltm rifiutano l’assunzione nel terminal privato  
 
 
 LIVORNO. «Altro che cee! Volevano darci le briciole». Unicoop Servizi spiega che ha rifiutato di lavorare per Sintermar, lunedì sera, per motivi tariffari. Nessun accenno al patto siglato con i portuali, tramite Ltm, che sta alla base del gran rifiuto a Sintermar dopo 35 anni di collaborazione.
 La nota. La cooperativa affida a una nota firmata dalla vicepresidente Monica Canaccini la sua versione dei fatti. Dopo aver precisato che «Unicoop non è la coop di Maurizio Lucarelli», che ne è solamente il presidente, si viene al punto: «Nessun lavoratore della Unicoop ha mai rifiutato il lavoro ma rifiuta fermamente, così come comunicato sia alla Sintermar che all’Autorità Portuale, di barattare la propria dignità di lavoratore - designato a lavorare come art. 16 sulle banchine pubbliche - con “briciole di torta”. Nessuno ha sputato sulle cee che questa volta erano nostre di diritto: sono le briciole che ancora una volta ci volevano essere spacciate come fette di torta!»
 La lettera. Motivazioni meglio spiegate nella lettera che Unicoop ha inviato all’Autorità Portuale. Dove si chiarisce che la cooperativa era disposta a lavorare per Sintermar, a patto di poter gestire in toto il contratto con l’armatore Grimaldi, diversamente da come ha fatto in passato - con la stessa Sintermar - su banchine pubbliche come la Sponda Est. Fra l’altro, si è venuti a sapere che lunedì Unicoop ha fatto un doppio rifiuto: alle 16 ha informato Fratelli Elia, il ricevitore delle auto sbarcate dal traghetto Grimaldi, che era impossibilitata a svolgere il lavoro di trasferimento delle vetture da banchina a piazzale. A quel punto Elia ha dovuto rimediare, affidando il trasferimento al personale di Sintermar.
 Sintermar. Intanto Sintermar ha deciso di strutturarsi facendo altre assunzioni. Sette degli otto precari licenziati da Ltm, convocati da Sintermar per un’assunzione dapprima temporanea e poi definitiva, non si sono presentati all’incontro, preferendo essere collocati come interinali negli elenchi dell’agenzia Intempo. Uno invece è stato assunto. Altre assunzioni saranno fatte nei prossimi giorni. (c.m.)
 
RETROSCENA  
 
Ma il vero motivo è il patto per la spartizione  

 
 LIVORNO. Il lavoro di Ltm, Lorenzini e Unicoop Impresa a Unicoop Servizi. Tutto il resto alla Compagnia Portuale. Ecco il disegno per spartirsi il porto concepito nel segno della comune appartenenza alla cooperazione. Compagnia Portuale e Unicoop Servizi non si pesteranno i piedi, ciascuno su banchine diverse. Indizi del patto? Quello che vanno dicendo tranquillamente i protagonisti. E il fantomatico accordo che sarebbe stato siglato, qualche giorno prima della fine dell’anno, tra il terminalista Ltm - gruppo Compagnia Portuale - e Unicoop Servizi. Accordo di cui si è riferito nel consiglio d’amministrazione di Ltm, il 27 dicembre, e che prevede che tutto il lavoro in “outsourcing” di Ltm venga non più svolto dalla Compagnia Portuale ma da Unicoop. Che peraltro, secondo Ltm, garantirebbe quell’efficienza e quella produttività che il personale comandato dalla Compagnia non è riuscito a dare in tutti questi anni.
 In questo disegno di spartizione, alla Compagnia Portuale toccherebbe anche il lavoro di trasferimento delle auto.


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