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Raugei fa il pompiere: «Troveremo l'accordo con Zim» - La Nazione Livorno
PORTO IL PRESIDENTE DELLA «CILP»: «È UN CLIENTE FONDAMENTALE E NON ABBIAMO NESSUNA INTENZIONE DI PERDERLO»
«DALLA PROSSIMA settimana riprenderemo le trattative con Zim sul contratto di servizio per il 2011 e siamo sicuri che un accordo verrà trovato». Butta acqua sul fuoco il presidente di Cilp Enzo Raugei, dopo il duro «niet» della compagnia di navigazione israeliana alla richiesta del Terminal Darsena Toscana di aggiornare le tariffe del 10 per cento. «Zim è per il TdT un cliente fondamentale — dice Raugei — e non siamo certo intenzionati a perderlo oggi, dopo averlo “difeso” anche in passato». Da parte sua la compagnia di Haifa non rilascia dichiarazioni, ma è noto che sul porto di Livorno lamenta costi — anche al di fuori del terminal — nettamente superiori a quelli che sostiene in altri porti, Genova compresa. Fu così anche l’anno scorso quando la richiesta di aumentare le tariffe sul terminal Tdt fu sostenuta lungamente in un duro braccio di ferro dall’allora partner della Cilp Contship, salvo poi dover accettare le condizioni di Zim per l’intervento dei vertici dei portuali.
I MAGGIORI costi lamentati da Zim su Livorno riguardano in particolare il transhipment, il rimorchio (la Darsena Toscana è in fondo a un budello di difficile accesso con condizioni meteo non perfette) ma anche la limitazione di pescaggio in particolare alla bocca sud del porto, che insieme ad altri elementi impedisce l’ingresso e l’uscita nelle navi nottetempo, unico handicap livornese nella pletora dei porti toccati dalle navi israeliane. Il che comporta spesso di dover perdere una giornata di navigazione per aspettare il giorno, con costi enormi nell’economia generale delle rese.
DA PARTE SUA il TdT deve fare i conti con i nuovi investimenti (di recente sono state istallate due ulteriori gru di banchina, che hanno portato a 9 la disponibilità totale) ma anche con il confronto tra le tariffe praticate a Zim e quelle ad altri importanti clienti, che ovviamente non accettano di pagare di più. Se poi Zim concretasse la minaccia di abbandonare Livorno e concentrarsi sul solo scalo di Genova, le suddette compagnie potrebbero averne un vantaggio indiretto, dividendosi tra di loro la «fetta» dei containers che non seguirebbero gli israeliani a Genova. L’anno scorso il braccio di ferro tra TdT e Zim andò avanti per mesi; e niente lascia presumere che questa volta le cose saranno più semplici. Anche se da parte del TdT si intenderebbe venire incontro al massimo al cliente israeliano senza però compromettere nè i conti operativi né tantomeno i rapporti con le altre compagnie di navigazione, anch’esse clienti importanti.
Antonio Fulvi
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