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Tre corsie e pedaggio ok di Rossi alla Fi-Pi-Li versione autostrada - Il Tirreno Attualità
Può darsi che la Sat sia interessata ad un project financing su un’arteria molto appetitosa da un punto di vista economico
MARIO LANCISI
FIRENZE. «Tito Barbini aveva ragione», sorride il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, quando gli ricordiamo che è stato l’ex assessore ai trasporti della giunta Chiti, il 1 agosto del 1998, a proporre la trasformazione della Firenze-Pisa-Livorno in autostrada. Sono passati dodici anni, i problemi restano i soliti e la proposta torna di attualità, ma questa volta con maggiore concretezza, dopo che la Sat ha ridotto da 3 miliardi e 700 milioni a 2 miliardi e 200 milioni i finanziamenti per la realizzazione della Tirrenica.
Un taglio di un miliardo e mezzo ottenuto cambiando il tracciato della Tirrenica da Grosseto a Civitavecchia (non più a parte, ma sul solco della vecchia Aurelia) e cancellando il lotto zero da Maroccone a Chioma. Una cancellazione, quest’ultima, insopportabile per Livorno. La Sat potrebbe ripensarci, se potesse gestire la trasformazione in autostrada della Fi-Pi-Li, una superstrada molto appetitosa dal punto di vista economico. Basta considerare che sulla Tirrenica è previsto un traffico medio di 20mila veicoli al giorno contro i 60mila della Fi-Pi-Li.
Ma cosa ne pensa il presidente della Regione? Rossi ha accettato di parlare della Fi-Pi-Li anticipando al Tirreno i progetti infrastrutturali più importanti che intende avviare nel 2011. Dalle superstrade alla terza corsia sulla Firenze-Mare all’integrazione tra gli scali di Firenze e Pisa.
La Sat gestirà anche la Fiirenze-Pisa-Livorno?
«Può darsi che la Sat possa fare una proposta di project financing. La valuteremo con attenzione. Non c’è dubbio che la Fi-Pi-Li faccia molto gola per i suoi traffici sostenuti», esordisce Rossi.
Ma lei è d’accordo?
«La Fi-Pi-Li, come è oggi, rappresenta un pericolo e la situazione è destinata a peggiorare perché il traffico aumenta ogni anno, dal 3 al 4%. Se succede un incidente la superstrada si blocca. E’ urgente quindi provvedere alla sua modernizzazione».
Come?
«Poiché non ci saranno soldi pubblici nei prossimi dieci anni, dobbiamo pensare ad un project financing, cioè a soldi privati, che poi si remunerano con il pedaggio. Noi indiremo, ad inizio del 2011, un bando per il project financing. Chi se lo aggiudicherà dovrà dirci se la modernizzazione sarà possibile costruendo una terza corsia o adottando un’ipotesi autostradale».
Pedaggio e terza corsia significa fare della Fi-Pi-Li un’autostrada, non le pare, presidente?
«Non mi voglio impiccare ad un’ipotesi. Io dico: la superstrada così come è non va. Bisogna modernizzarla. Attraverso soldi privati. Ad una condizione: qualunque sarà l’ipotesi che verrà avanzata, il pedaggio non dovrà penalizzare il traffico locale, che sulla Fi-Pi-Li è tra l’altro molto consistente».
Dalle superstrade alle autostrade.
«Nel nord d’Italia la terza corsia esiste dovunque e anche noi dobbiamo adeguarci se vogliamo essere competitivi. Per cui in tempi brevi dobbiamo concludere la terza corsia da Barberino a Incisa Valdarno. E nel contempo mettere mano alla realizzazione della terza corsia sulla Firenze-Mare. Per ora iniziando dal tratto più trafficato, che è quello da Firenze a Pistoia e Montecatini».
Tempi e modalità?
«Vogliamo firmare un protocollo di intesa nei primi mesi del 2011 con la Società autostrade e dare il via al project financing per la Fi-Pi-Li. Noi chiederemo tempi certi nella realizzazione delle opere. Però dovremo anche concedere i permessi non in 4 anni, ma in 9 mesi come fanno in Lombardia o in 14 mesi come nelle Marche».
Altro tormentone: la Grosseto-Siena.
«Dovremo incalzare il governo perché stanzi i 240 milioni circa per completare i lotti della superstrada Grosseto-Siena».
Tirrenica e lotto zero di Livorno?
«Noi abbiamo detto sì al nuovo tracciato, a condizione che vengano rispettati tutti i vincoli ambientali. L’opera va realizzata, e non si può perdere altro tempo. Ma sul lotto zero di Livorno non si può transigere: è strategico per la città, ma anche per il collegamento tra la Tirrenica e la Fi-Pi-Li».
Dalle superstrade ai treni.
«Nel 2011 intendiamo realizzare l’alta velocità in tutte le tratte che collegano Firenze alle città capoluogo di provincia. Dopo il collegamento in 49 minuti da Firenze a Pisa bisognerà impiegare non più di un’ora anche da Firenze a Siena, da Firenze a Lucca e da Siena a Grosseto».
I pendolari si lamentano.
«L’uso dei binari per piccole fermate è improprio perché i costi sono esosi. Dobbiamo pensare ad un mix che preveda l’alta velocità per congiungere tra di loro le grandi città della Toscana, mentre per le piccole distanze forse dovremo pensare all’uso dei bus e delle navette».
Per quanto riguarda gli aeroporti siamo in attesa che la Regione decida su che tipo di pista va dotato lo scalo di Peretola.
«Le dispute sulla direzione della pista dell’aeroporto di Firenze non sono pertinenti alla politica».
E cosa è invece pertinente alla politica?
«Intanto indicare un obiettivo per i nostri due principali aeroporti. La Regione ritiene che se Pisa e Firenze si mettono insieme diventono il terzo polo aeroportuale della penisola. Un obiettivo importante, che può far volare la Toscana. Si dice spesso che la nostra regione non ha le ali per volare e che la carenza di infrastrutture penalizzi l’economia. Bene, allora io dico: Pisa e Firenze si uniscano. Saranno più forti. E sarà più forte la Toscana. Più forte e più competitiva».
Una pista dovrà pur essere scelta.
«La scelta, ripeto, non la farà la Regione. Noi puntiamo ad approvare una variante sull’area di Castello in cui tutte le piste in discussione siano comprese. Poi saranno gli aeroporti di Pisa e Firenze, una volta che si integreranno, a scegliere la soluzione migliore».
Nei tratti più caotici circolano fino a 70mila veicoli al giorno
Cento chilometri, la manutenzione compete ai fiorentini
FRANCESCO FONDELLI
FIRENZE. La Strada di Grande Comunicazione Firenze-Pisa-Livorno, nota anche come Fi-Pi-Li, è stata completata all’inizio degli anni ’90. La lunghezza complessiva è di circa 97 km, di cui 81,5 km comprendono il tratto di collegamento tra Firenze e Livorno. Poco più di 15 i chilometri della diramazione per Pisa. Nell’ottobre del 2001 la competenza della Fi-Pi-Li è passata dall’Anas alla Regione Toscana, successivamente con una convenzione firmata nel 2002, la Regione Toscana e le Province di Firenze, Pisa e Livorno hanno delegato a Firenze le funzioni di manutenzione ordinaria.
La Fi-Pi-Li non è un’autostrada ma sopporta flussi di traffico degni delle arterie stradali a tre corsie. Le 14 postazioni di rilevamento posizionate lungo il tracciato registrano in tempo reale il flusso dei veicoli. Il tratto maggiormente trafficato è quello in prossimità dell’area metropolitana di Firenze (in particolare in corrispondenza del raccordo con l’autostrada A1) dove vengono rilevati tra i 60mila e i 65mila veicoli ogni giorno (con picchi di 70mila veicoli/giorno).
Il tratto con flusso di traffico minore è invece individuo la diramazione per Livorno, dove si registrano circa 20-25mila veicoli/giorno. Il resto della Fi-Pi-Li si attesta approssimativamente su 40-50mila veicoli/giorno, con punte che raggiungono picchi di 55mila veicoli/giorno in vicinanza di Pisa.
Particolarmente significativa la ripartizione tra veicoli pesanti ed autovetture. In questo caso le percentuali variano molto a seconda del tratto preso in esame. Nel tratto della Fi-Pi-Li che va da Firenze fino alla biforcazione per Pisa e per Livorno, il traffico è in maggior parte leggero: 80% contro il 20% pesante.
Una “forbice” ancora più ampia emerge dalle rilevazioni compiute sulla diramazione per Pisa. Qui solo il 10% del traffico è pesante, mentre il 90% dei veicoli in transito è composto da auto, moto o veicoli commerciali leggeri.
Completamente diversa la situazione che emerge sul tratto che va dalla biforcazione per Pisa, fino a Livorno. Qui si fa sentire l’influsso del porto: infatti il 40% del traffico è pesante.
La Regione ha spesso rilanciato il piano, senza successo
Se ne parla da dodici anni
FIRENZE. Dodici anni. Tanti ne sono passati da quando Tito Barbini, ex assessore ai trasporti nella seconda giunta regionale di Vannino Chiti, avanzò la proposta di trasformare la Fi-Pi-Li in autostrada. Era agosto, il primo giorno del mese, e la superstrada era stata presa d’assalto dal popolo dei vacanzieri. Troppo traffico, code, ritardi. Che fare? «Dal primo gennaio 1999 questa strada passerà alla competenza della Regione. Una scadenza imminente che ci ha imposto un interrogativo: dovrà restare la strada della morte, del caos, delle interminabili code, oppure diventare in due anni un sistema di comunicazione efficiente, sicuro e in grado di offrire una moderna dotazione infrastrutturale a tutto il sistema viario dell’area? La soluzione a questo dilemma non potrà di sicuro essere trovata con le risorse messe a disposizione dallo Stato (avremo 40 miliardi per la manutenzione in tutta la Toscana). Ecco allora che abbiamo deciso di parlare il linguaggio della verità; e dunque di cercare una soluzione concreta per realizzare una grande opera come questa». Cioè l’autostrada.
Nel frattempo Barbini ha appeso le scarpe della politica al chiodo e si è messo a girare il mondo per poi raccontare in libri di successo le sue avventure. Ma, se confrontate, le sue parole con quelle di Rossi vedrete che sono identiche: così la Fi-Pi-Li non può andare avanti, ma noi non abbiamo i soldi per modernizzarla e renderla sicura, ecco allora che proponiamo di trasformarla in autostrada. Dopo Barbini anche Chiti ha avanzato di nuovo la proposta. Infine l’ex assessore Riccardo Conti. Prima ha bocciato Chiti, poi si è detto possibilista sull’autostrada. Intanto gli anni passano... (m.l.)
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