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Chiudono le agenzie per il turismo Sugli enti piovono decine di precari - La Nazione Livorno

 

Sono giovani laureati che lavorano ai centri di informazione
 
 — LIVORNO —
LO SCIOGLIMENTO delle Apt. le Agenzie per la promozione turistica, è ormai cosa fatta. Il Governatore della Toscana Enrico Rossi lo aveva annunciato ed è passato, come forse in molti non si aspettavano, dalle parole ai fatti. E la Provincia di Livorno sta cercando di correre ai ripari perchè sono a rischio decine di posti di lavoro. Una ventina di giovani che prestano il loro servizio nei punti informativi gestiti dal Consorzio Toscana Mediterranea che ha un contratto fino al 2012 con la Provincia. Il servizio è garantito fino a giugno del prossimo anno. Ma sul futuro c’è un grosso punto interrogativo. «Noi faremo di tutto per mantenere i ragazzi, molti laureati che conoscono le lingue, che hanno contratti a tempo derterminato — dice il commissario dell’Apt Costa degli Etruschi Claudio Bini — ma il cerino resta in mano alla Provincia che dovrà continuare, non si sa bene con quali soldi, a farsi carico dell’informazione turistica mentre la parte di promozione viene accentrata dalla Regione». Per Bini non si presenta il problema del posto di lavoro dato che è dipendente della Provincia, ma per Fabrizio Niccolati da un anno direttore dell’Apt Arcipelago Toscano l’incognita dell’occupazione è tutta sul tavolo. «Il mio contratto scade con la legislatura del presidente Kutufà — dice Niccolai — ma sinceramente non so proprio cosa possa accadere. Notizie precise non ne abbiamo, tanto che io continuo a lavorare come se niente fosse». E sta cercando con le categorie economiche dell’Arcipelago e con le amministrazioni elbane di presentare una proposta complemanetare a quella della Regione che consenta il mantenimento di un servizio sull’isola.
«FORSE VIVO in uno stato di incoscienza — dice sorridendo — ma fino a quando non avrò notizie certe sul mio futuro continuo a svolgere l’incarico che mi è stato assegnato. E sto predisponendo l’attività per il prossimo anno, in attesa di cambiamenti. L’importante è che l’Elba abbia un presidio sull’isola». L’Apt elbana dà lavoro a sei persone a tempo indeterminato, oltre al direttore, e otto persone a tempo determinato. «E proprio a queste otto persone che hanno contratto a scadenza — continua Niccolai — non sono in grado di dare garanzie». Il colpo di spugna della Regione ha creato non poche difficoltà alle agenzie, alle prese con territori, come l’Elba, che vivono per il 100% proprio di turismo.
Michela Berti  
 
LA CRITICA  
 
«Il prodotto viene fatto dai territori»
 
 «APT, la soppressione è ormai cosa certa. Le Province non hanno contestato questa decisione della Regione che rientra in una revisione complessiva del turismo. Non abbiamo apprezzato la mancanza diconfronto con le realtà periferiche». Paolo Paicini, assessore provinciale al turismo, è stato il paladino di una contestazione nei confronti della Regione che ha semplicemente spento un interruttore, quello delle Apt che per anni hanno tenuto in mano le leve della promozione. «E’ giusto che ci sia un coordinamento — continua Pacini — ma se non c’è il prodotto cosa promuovono? E il prodotto viene fatto dai territori ma dobbiamo ancora capire con quali soldi». Ecco perchè Pacini non intende mollare questa partita, anzi sta cercando di mettere in moto delle collaborazioni con i Comuni e soprattutto con le Camere di Commercio per mantenere la funzione almeno dei centri di informazione.
«I CENTRI sono importante perché dirottano i turisti anche sulle località minori. Per non parlare di quegli uffici come a Livorno dove si istruiscono i crocieristi per le altre città toscanr. La Regione dovrà farsi carico almeno di questi presidi». Insomma, la partita è ancora tutta da giocare: «Non siamo a difendere le Apt — dice l’assessore Pacini — anche perché ormai il loro destino è segnato ma la qualità dei servizi deve comunque essere garantita. Per noi il turismo rappresenta il 20% del Pil provinciale».  

IL SERVIZIO  
 
A rischio l’intesa con il Consorzio
 
IL CORSORZIO Toscana Mediterranea ha un contratto di gestione dei punti di informazione che scadrà nel 2012. La convenzione è stipulata con la Provincia che potrebbe trovarsi a gestire un bel contenzioso se non si troverà una transazione con il Consorzio. C’è la possibilità anche che si vada ad una nuova gara se l’amministrazione provinciale riuscirà a mantenere i servizi, magari in collaborazione con i Comuni. Ma la coperta sembra essere davvero troppo corta.


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