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«Rea», gli ultimi giorni prima della rivoluzione - La Nazione Rosignano

 

ROSIGNANO IL 31 DICEMBRE ENTRANO IN VIGORE NUOVE NORME  
 
Scadono le convenzioni con i Comuni e l’Ato
 
 — ROSIGNANO —
REA. Tutto tace a pochi giorni dal 31 dicembre, data dell’entrata in vigore del decreto Ronchi e data in cui scadranno le convenzioni tra Rea e Comune gli Ato. Tutto tace sulla nuova Rea, su un nuovo assetto societario, dopo la commissione non pubblica di inizio dicembre che ha visto protagonista l’avvocato Narese, dello studio fiorentino incaricato, compenso 21mila euro, di studiare le soluzioni per il nuovo assetto societario. Che, ricordiamo, vede soci privati Ecomar di Collesalvetti, 7%, ed Enerambiente, 24%. Tutto tace dunque. E a Luca Luparini, leader Pdl, continuano ad arrivare col contagocce, e in tempi ben oltre i termini previsti, le risposte alle sue interrogazioni.
STAVOLTA arriva la risposta di Gennaro Tudisco – assessore al bilancio che ha varato la prima variazione al negativo del comune per correggere la sua errata previsione di 22 milioni di entrate Rea 2010 – a un’interrogazione urgente del 30 ottobre sull’assetto societario di Rea. Risposta che, sottolinea il leader Pdl, «è del tutto insoddisfacente e come al solito arriva in enorme ritardo. Rea continua ad essere avvolta da una nebulosa per cui a due settimane dall’entrata in vigore del decreto Ronchi, non si sa niente».
LUPARINI chiedeva lumi sul rapporto con Redeco, partecipata di Rea, e che di Rea è uno dei debitori per un milione e mezzo di cui una parte dovuta a un’azienda entrata in concordato. E soprattutto sulle intenzioni di scalare sul piano di rientro di Rea – anche questo chiesto da Luparini e mai ottenuto - «acquisizioni di quote societarie aumentando di conseguenzail capitale di Rea ma diminuendo drasticamente l’importo che Rea deve al Comune». Luparini chiedeva inoltre notizie sulla liquidazione di Ecomar ed Enerambiente. Per Tudisco, ex presidente dei revisori di Rea, il rapporto dare-avere tra Rea e Redeco è già stato oggetto di informativa in commissione garanzia e controllo e l’amministrazione non conosce procedure di concordati in corso. La volontà dell’amministrazione comunale non è liquidare i soci privati di Rea ma verificare se e come sia possibile valutare il loro recesso /liquidazione per rendere conforme la società al nuovo dettato legislativo. Non ci sono accordi raggiunti. La liquidazione di soci privati è disciplinata dalla legge e da apposito decreto ministeriale.
Per quanto riguarda i crediti che il comune vanta verso Rea è in corso un piano di rientro. E fondamentale appare la salvaguardia del patrimonio Rea in termini economici, patrimoniali e di know how.
cinzia gorla


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