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Vendite auto ancora in calo - Il Sole 24 Ore Economia e Imprese

 


BOLOGNA. Dal nostro inviato
Il calo delle vendite di automobili in Italia è proseguito a novembre, sia pure a un ritmo inferiore a quello del mese precedente. Alla vigilia del Motor Show che si apre oggi a Bologna (da sabato per il pubblico) si conferma dunque il momento difficile per il mercato.
Secondo i dati resi noti ieri sera dal ministero dei Trasporti, a novembre sono state immatricolate 145.198 auto, il 21,1% in meno rispetto allo stesso mese del 2009; nei primi 11 mesi del 2010 le vendite sono state di 1.829.117 unità, con una flessione dell'8,2% sullo stesso periodo del 2009. Preoccupa anche la raccolta ordini, che secondo le associazioni di categoria Anfia e Unrae resta debole: -20% il mese scorso a 160mila contratti, con un -23% dall'inizio dell'anno; il 2011 si prospetta dunque difficile almeno per quanto riguarda il primo trimestre. Il bilancio finale del 2010 è ormai vicino: l'anno dovrebbe chiudersi, a seconda delle stime, attorno agli 1,94-1,95 milioni di auto; è la prima volta sotto a quota 2 milioni dal 1996.
Anche a novembre il gruppo Fiat ha fatto peggio dei concorrenti esteri, con un calo del 25,4% nel mese (a 41.912 unità) e del 15,6% nel cumulato degli 11 mesi a poco meno di 556mila unità. Il Lingotto è nuovamente sceso sotto quota 30% (28,54% la somma dei marchi a novembre) restando appena sopra (30,16% nel progressivo da inizio anno); i marchi Fiat e Lancia sono i più penalizzati (-27,8% e -34,4% rispettivamente, nel mese) mentre Alfa Romeo (+16,3 a novembre) sfrutta l'effetto positivo della Giulietta. Come ricorda una nota del Lingotto, c'è un miglioramento relativo poiché a ottobre la quota Fiat era stata ancora inferiore (27,5%) e il calo sul 2009 ancora più elevato (-39,9%).
Due auto del gruppo torinese restano in testa alla classifica delle più vendute, con la Panda (10.710 unità) che ha superato la Punto (9.979) per la prima volta dai mesi degli incentivi alla rottamazione; al terzo posto la Ford Fiesta, seguita dalla Fiat 500. Per quanto riguarda le case straniere, perdono quota quelle che erano state più favorite dagli incentivi (un effetto che ha frenato anche Fiat): flessioni superiori al 30% per i marchi Ford, Citroen, Hyundai, Smart e Toyota. Bene invece, come del resto nei mesi precedenti, le auto di gamma alta e di lusso, che sembrano aver superato la crisi prima delle altre: le tre tedesche Audi, Bmw e Mercedes hanno visto aumentare le vendite rispetto al 2009 dell'1,8%, 5,4% e 3% rispettivamente).
Un 2010 così negativo farà sentire i suoi effetti, come abbiamo detto, anche nei primi mesi dell'anno prossimo. Secondo Gianni Filipponi, direttore dell'Unrae (case estere), «per l'anno a venire non ci sono segnali di una chiara inversione di tendenza». L'Anfia, Associazione della filiera auto italiana, parla di «un 2011 non facile almeno fino a marzo; dopo il primo trimestre si spera in una ripartenza, complici il risollevarsi della fiducia dei consumatori e una ripresa naturale del Pil». Il Centro studi Promotor scommette per l'intero 2011 su una stabilità o addirittura un lieve rialzo delle vendite a quota 1,96 milioni, anche grazie alla domanda «di sostituzione» delle auto immatricolate negli anni fino al 2007, quando fu sfiorata quota 2,5 milioni. Per gli anni successivi è prevista una ripresa graduale che porterebbe le immatricolazioni a quota 2,35 milioni nel 2014, ovvero un livello comparabile a quelli pre-crisi. Meno ottimista sul breve periodo è Gaetano Thorel, presidente di Ford Italia, secondo il quale il 2011 «difficilmente andrà oltre quota 1,85 milioni».
Ieri intanto il ministero dello Sviluppo economico ha ricevuto la short list delle offerte per la riconversione del polo industriale Fiat di Termini Imerese. Contiene i piani di impresa di 7 aziende, risultato dell'istruttoria compiuta dall'advisor Invitalia. «Come previsto - indica il ministero - nei primi giorni di dicembre il ministero convocherà un tavolo con la Regione Siciliana, Fiat, Anfia e l'advisor Invitalia per giungere a una determinazione finale riguardante il sito di Termini Imerese».
Oggi riprende a Torino il confronto tra azienda e sindacati sulle proposte formulate venerdì scorso per lo stabilimento di Mirafiori; non si esclude un proseguimento della trattativa anche nel fine settimana. L'obiettivo posto da Sergio Marchionne è di concludere al massimo entro Natale. Lunedì i lavoratori rientreranno in fabbrica dopo la cassa integrazione e potranno essere convocate le assemblee per discutere l'eventuale intesa. Ottimista il ministro del Lavoro Murizio Sacconi, che auspica «un accordo di tutti».


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