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I dubbi sull'Authority e la guerra Coop-Esselunga - La Nazione Livorno

 

BOTTA & RISPOSTA SI LEGGONO GIà I PRIMI INTERVENTI. MOLTI USANO «NICKNAME» PERCHÈ «C’È LA PAURA DI RITORSIONI»  
 

 SI È GIà INNESCATO il dibattito sul sito www.cittadinialivorno.it. Tra le pagine più cliccate quella che riguarda la nomina del presidente dell’autorità portuale. riportiamo alcuni stralci del dibattito: «La telenovela della nomina del nuovo Presidente non sembra avviarsi a conclusione. Le domande che si pone un cittadino sono semplici: perché sono stati proposti solo due nomi, anzichè la terna che prevista dalla legge? quali sono i criteri con cui sono stati scelti i nomi proposti? il presidente uscente ha operato positivamente e merita una conferma o deve rimanere lì per problemi politici? Sarebbe bene poi fare un bilancio, da parte di coloro che conoscono la vita del porto e la sua operatività, della gestione Piccini. La discussione è aperta». Come pure l’analisi sulla vicenda della grande distribuzione che vede a Livorno Coop e Esselunga guardarsi in cagnesco. Su questo un lungo intervento del giudice de Carlo. «La vicenda della grande struttura di vendita che dovrebbe sorgere sui terreni intorno a via del Levante sembra ormai risolta con gli spazi del nuovo Centro finiti alla Coop. Esselunga non ha cessato di polemizzare con il Comune accusato di ostacolarla nei propri progetti già dai tempi del caso dell’ex Fiat di viale Petrarca. Fremura ha venduto l’area commerciale a Unicoop Tirreno per 31 milioni di euro, in presenza di un’offerta di Esselunga da 40 milioni di euro. Si pone obiettivamente un problema di concorrenza a Livorno poiché la scelta dell’imprenditore livornese sembra più dettato dal quieto vivere in una realtà come quella livornese che da veri motivi imprenditoriali».
«E MENTRE la Coop si afferma al Nord inserendosi in contesti dove altri marchi importanti della grande distribuzione sono presenti, a Livorno non si è creato alcuno spazio per una realtà alternativa. Il consumatore livornese avrebbe avuto tutto l’interesse, invece, a beneficiare della guerra dei prezzi tra i due colossi della distribuzione ed in ogni caso si pone il problema di un soggetto imprenditoriale che viene favorito direttamente o indirettamente per questioni di contiguità politica».


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