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E ora la movimentazione-auto punta a quota 600.000 - La Nazione Livorno

 

Sta nascendo una nuova società, la Sealiv, costituita da Cilp, Autotrade (gruppo
 
 di ANTONIO FULVI
— LIVORNO —
LE VENDITE di auto nel 2010 hanno segnato un record negativo: ma dal Motor Show di Bologna, come dalle grandi catene internazionali di distribuzione, arrivano segnali di ripresa: non subito e non travolgente, ma di ripresa si parla, specie con la crescita dei produttori del Far East. E i primi arrivi, più volte rinviati per motivi di omologazione (sicurezza passiva e inquinamento ambientale) sono previsti in porto per la metà del 2011 con un quantitativo sperimentale di vetture medie cinesi, direttamente derivate dal progetto Rover 75. Entro l’anno poi seguiranno le «low cost», che andranno progressivamente a crescere perchè secondo tutti gli studi il mercato europeo potrebbe assorbirne alcune decine di migliaia l’anno.
LE BANCHINE livornesi rimangono il punto forte dei traffici marittimi delle auto nuove, dove la Cilp con il «Faldo» l’ha fatta fino ad oggi da padrona (insidiata recentemente da Wintermar del gruppo Elia sul terminal privato ex contenitori Sintermar). La notizia è che sta per partire una nuova società, la Sealiv, che punta ad avere una concessione sulla Sponda Est della Darsena Toscana utilizzando circa 200mila metri quadri adiacenti, in gran parte in concessione della Cilp, non solo per sbarcare per le eventuali soste pre-distribuzione al «Faldo», ma anche e specialmente per aprire un nuovo business di transhipment verso il Nord Europa, gli Usa e il Nord Africa e per lo smaltimento senza alcuna sosta- sbarco e spedizione diretta da banchina tramite treni e bisarche- verso i mercati continentali. Costituita da Cilp (al 40%), Autotrade (gruppo Koelliker), Mercurio e Gragnani, la nuova società punta ad intercettare ulteriori traffici, inserendoci proprio nel filone di distribuzione delle vetture dal Far East e dall’Europa dell’Est con l’immediato reimbarco verso i mercati finali. Progetti ambiziosi, ma basati su attenti studi di mercato: raddoppiare in cinque anni l’attuale movimento di auto che a Livorno si è attestato intorno ai 300mila pezzi del «Faldo». Dunque, si punta a quota 600.000. Tutta la vicenda è seguita direttamente dal consiglio della Compagnia Impresa dei portuali con il presidente Enzo Raugei e il consigliere delegato ad hoc Giacomo Marchesini.
SECONDO gli studi in corso da quasi un anno sulla nuova operazione, la Sealiv metterà in moto un indotto di centinaia di posti di lavoro tra addetti al trasporto via mare e via terra (treni, bisarche etc), anche se inizialmente — entro primavera — il suo organico in banchina sarà di una quindicina di addetti, attentamente selezionati dalla stessa Cilp. E dovrebbe rilanciare il porto di Livorno come il primo scalo del Mediterraneo nella movimentazione delle auto nuove allo sbarco ma anche all’imbarco, in un mondo — quello del commercio mondiale delle vetture — destinato a mutare radicalmente nei prossimi dieci anni. Con un unico imperativo: ridurre i costi della movimentazione e i tempi delle soste, incentivando il transhipment e le spedizioni junst-in-time.  

LA POLTRONA BOLLENTE INSISTENTE VOCE DI UNA LETTERA DEL MINISTRO PER LA PRESIDENZA DELLA PORT AUTHORITY  
 
Matteoli avrebbe scelto Nardi. E nessuno smentisce  
 
 IL CONTO alla rovescia non lo vuol fare nessuno, almeno ufficialmente: però tutti tengono d’occhio le date, giorno per giorno, perchè entro martedi prossimo 7 dicembre il ministro dovrà indicare il suo candidato per la presidenza della Port Authority nella «terna» inviata dalle istituzioni. O in caso contrario aprire la fase che prevede di passare il cerino acceso — l’indicazione del nome — al presidente della regione Rossi. Con il quale Rossi è cominciato proprio in questi giorni — e qualcuno rileva che forse doveva cominciare prima — il forcing delle istituzioni livornesi per chiedere garanzie sulla conferma di Piccini. Di atti formali comunque ad oggi ce ne sono stati pochi, a parte i contatti tra Matteoli e Rossi in vista della suddetta terza fase. In compenso impazza il gossip: e in una vicenda in cui le notizie sono state spesso quelle preannunciate dai «si dice«, assume un certo valore — se non altro gossiparo — la voce che circolava ieri di una lettera in partenza, o già partita, dalla segreteria di Matteoli con il nome scelto dal ministro: quello del presidente della Camera di Commercio Roberto Nardi. Nessuno a ieri era stato in grado di darci una conferma — o una smentita — ufficiale, a partire dallo stesso interessato. Bocche cucite anche in Port Authority, dove il presidente Roberto Piccini è concentrato in queste ore sui tanti provvedimenti operativi che partono sia per il «marina» del Mediceo (vedi il servizio in alto a desrtra) sia per gli assetti della sponda Est della darsena Toscana.
SULL’INTERA vicenda della riconferma o meno di Piccini — e della eventuale «scelta» del ministro sul nome di Nardi — giocano anche altri fattori al di fuori del territorio. Proprio ieri si è appreso che l’ultimo commissariamento deciso da Matteoli per una Port Authority, quello di una settimana fa a Civitavecchia contro il presidente Fabio Ciani, è stato annullato dal Tar del Lazio che ha accolto il ricorso dello stesso presidente uscente. E analogamente il Tar delle Puglie annullò l’anno scorso il commissariamento del porto di Bari, reintegrando Palmiro Mariani nella carica che era stata annullata da Matteoli. Gli eventuali riflessi sulla vicenda livornese sarebbero soltanto indiretti, anche in risposta a chi — in particolare dalle sponde del Pdl — potizzava il commissariamento di Piccini in relazione all’indagine in corso sulla sua residenza di Montecatini e relative remunerazioni. Molto più probabile invece che se si rivelasse una bufala la voce sulla scelta di Nardi, il rischio del commissariamento venisse dal prolungarsi dei tempi della trattativa tra Matteoli e Rossi in caso di (probabile) disaccordo.
Antonio Fulvi  
 
I LAVORI AL «MEDICEO» ECCO UN PASTICCIO DI DIFFICILE SOLUZIONE  
 
Un «incrocio» pericoloso tra barche e navi da crociera
 
 IL SINDACO aveva detto sì: «Sono per il porticciolo della Bellana, occorre dare risposte strutturate alle esigenze della nautica, specie adesso che cominciano i lavori del Marina di Benetti nel Mediceo». Questo, pressochè alla lettera, il sindaco-pensiero. Solo che ora al ben noto «niet» della Soprintendenza al progetto della Bellana (un «niet» che sarebbe superabile con alcuni interventi di modifica del progetto di massima) si sta aggiungendo il problema urgente di dove mettere le barche del Mediceo e insieme le navi da crociera. Perchè si è appena concluso a Cannes il tradizionale appuntamento-salone delle crociere in Europa, e la «Porto 2000» si è trovata nell’impossibilità — peraltro preannunciata alla presentazione del bilancio — di garantire più approdi.
NON SI TRATTA di dettagli: perchè l’inizio dei lavori per il «marina» di Benetti al Mediceo — partiranno dall’ex Lips dentro la Darsena Nuova e proseguiranno al «Muro del pianto» — comporterà lo spostamento in pochi mesi di almeno un centinaio di barche: quella quarantina in Darsena — sarebbero quasi tutte abusive, ma da decenni — e almeno un centinaio nei pontili galleggianti del «Muro del pianto». Poi dovranno essere sfrattate, forse nel giro di un semestre, anche le barche oggi sui pontili galleggianti nella banchina ex-rimorchiatori Neri, che sarà la terza ad essere interessata dai lavori. Dove trasferire, e non in tempi biblici, tutte queste barche, con relativi pontili galleggianti (che a loro volta comportano la rimozione di corpimorti, catenarie, ancoraggi, etc) ?Alla Port Authority è tornata attuale la soluzione della banchina 75, quella a ridosso del super-bacino di carenaggio (come noto inutilizzato da tempo). E pare che si stiano già posizionando i famosi pannelli galleggianti di protezione da tempo «parcheggiati» alla banchina 75. E le navi da crociera ? Insomma, un pasticcio.
A. F.


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