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Terminal Rosignano: Il referendum? Non lo escludo - Il Tirreno Rosignano
Franchi: ora sarebbe inopportuno, prima dobbiamo informare i cittadini
Prima dobbiamo analizzare le 51 prescrizioni e poi apriremo il confronto con la popolazione in maniera oggettiva
MA.MO.
ROSIGNANO. «Il referendum? Non lo escludo, ma di sicuro ci sarà un’informazione capillare sul Progetto Rosignano». È questa la posizione del sindaco Alessandro Franchi il giorno dopo la pubblicazione del decreto Via firmato dal ministero sul rigassificatore di Rosignano. Decreto in cui si dà un giudizio positivo al progetto, ma con 51 prescrizioni. Giudizio che, prendendo come spunto il calcio, somiglia al fischio d’inizio di una partita. Di una finale. Sì, perché è ora che comincia il bello, visto che la discussione dal piano tecnico passerà su un piano prettamente politico, dove si dovranno pronunciare Stato, Regione e Comune. «Per prima cosa - attacca Franchi - ho dato mandato agli uffici di aprire un’istruttoria sulle 51 prescrizioni indicate dai ministeri dell’Ambiente e dei Beni culturali. Prescrizioni in certi casi molto importanti, come le compensazioni che Edison dovrà garantire al territorio». E una volta analizzate le prescrizioni? «Inizieremo un percorso di informazione sul Progetto Rosignano. Un’informazione capillare, in modo da dare a tutti i cittadini il quadro più oggettivo possibile dell’opera».
Percorso che ancora non è stato definito, ma Franchi un’idea ce l’ha. «Non è definito perché il parere del ministero è freschissimo. Immagino, ad esempio, una serie di assemblee dove inviteremo esperti e specialisti del settore. Incontri dove andremo ad analizzare i pro e i contro del progetto». Passerà “soltanto” da qui la partecipazione popolare? «Innanzitutto dovrà essere un percorso condiviso con Provincia e Regione, perché se è vero che le ricadute maggiori riguardano Rosignano il progetto investe un ampio territorio. Ma faccio io una domanda: che senso avrebbe un referendum adesso? Quanti sarebbero i cittadini davvero informati sul rigassicatore? Secondo me una minima parte. E allora prima dobbiamo fare in modo di garantire la massima informazione possibile, di rendere accessibile a tutti i dettagli di questo intervento. Dunque, in questa fase la soluzione del referendum va messa da parte. Non è detto, però, che dopo non si possa utilizzare».
Come detto l’ok alla Via è il fischio d’inizio della partita finale. «Esatto - dice Franchi - perché ora vogliamo sapere da Edison e Solvay il piano industriale e quello occupazionale».
COPPOLA (VERDI)
Se il piano B non c’è è colpa della maggioranza che si è chiusa in se stessa
MAURIZIO COPPOLA
Come possiamo non intervenire sulle parole smarrite del nuovo segretario del Pd locale.
È nostra volontà riaffermare le argomentazioni che sostenevamo durante il periodo della scorsa legislatura comunale. Il concetto base era: concepire un altro angolo visuale da cui osservare la realtà economica in termini ambientali, sociali ed economici. Per arrivare a questo occorrevano soltanto momenti di discussione congiunta con tutte le forze politiche e sociali dentro e fuori dall’istituzione comunale. Quindi i dibattiti consiliari, più la coordinazione delle Consulte, avrebbero dovuto produrre dei risultati tali che ad oggi avremmo avuto almeno una bozza di “piano B”. Ma il dibattito è stato negato dalle forze di maggioranza che rispondevano picche ad ogni nostra richiesta. Ricordo l’istituzione di una apposita Commissione sull’economia locale e un’altra sull’energia. Sarebbero stati momenti importanti con i quali le forze politiche avrebbero dovuto compiere uno sforzo conoscitivo e ad oggi non sarebbero a meravigliarsi se accade ciò che accade nei vari comparti dell’economia.
LUPPICHINI (SINISTRA)
Questo terminal è come un sacco vuoto: porterà solo danni all’economia
GIACOMO LUPPICHINI
Se il problema per la sinistra fosse che i lavoratori non votano più la Federazione della Sinistra, il male sarebbe di poco conto. Il problema è che non votano nemmeno per Pd: una parte consistente vota Lega e un’altra parte ancora più rilevante va ad ingrossare le file dell’astensione.
Quanto alle scelte locali tu e il tuo alter ego Bagnoli, sapete benissimo che il Progetto Rosignano è un sacco vuoto. Che dietro non c’è né il consolidamento delle attuali produzioni Solvay o Ineos, né credibili ipotesi di sviluppo di attività complementari, né consistenti agevolazioni tariffarie per i cittadini. C’è invece una pesante presenza di infrastrutture energetiche che, per il modo con cui dovrebbero essere realizzate, interferirebbero pesantemente con altri rilevanti settori economici dal turismo, all’agricoltura. Se non è così, portate qualche prova. Come ad esempio, contratti sottoscritti, accordi sindacali, documenti ufficiali. E non chiacchiere. Poiché in sette anni né voi né tutti coloro che sostengono il progetto sono stati capaci di produrre alcunché, converrai che ciò fa di voi i più grandi venditori di fumo del territorio.
Gli arancioni in Regione
ROSIGNANO. «L’importante è che non sia una partecipazione addomestica». È il monito che lancia Mario Baldeschi, esponente degli arancioni, al sindaco Franchi. Arancioni che avranno modo di affrontare l’argomento direttamente in Regione. È confermato, infatti, l’appuntamento del prossimo 6 dicembre con l’assessore regionale all’ambiente Annamaria Bramerini. Appuntamento che vedrà la presenza di una delegazione del comitato del no al rigassificatore.
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