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L'Ue boccia le deroghe Ora l'acqua è a rischio - La Nazione Piombino
PIOMBINO APERTURA PER IL BORO FINO A 3 MILLIGRAMMI
Sull’arsenico non si scherza: può causare tumori
— PIOMBINO —
L’UNIONE Europea respinge le deroghe per l’acqua. Nella lista di Bruxelles ci sono anche i comuni della Val di Cornia, dell’Elba e Cecina. E nel documento si parla di ordinze per vietarne l’uso alimentare. L’Ue ha concesso la deroga fino al 31 dicembre 2012 per il boro con valori precisi da rispettare (massimo 3 milligrammi per litro), ha detto invece no alla deroga per l’arsenico. Per il boro ha concesso la deroga ai comuni di Campiglia, Piombino, Suvereto, San Vincenzo, Rio nell’Elba, Rio Marina, Portoferraio, Porto Azzurro, Marciana, Marciana Marina, Capoliveri, Campo nell’Elba e Cecina con un valore massimo del parametro di 3 mg/litro. Nessuna deroga invece all’innalzamento dei limiti chiesti dall’Italia sulla concentrazione di arsenico nelle acque a uso alimentare (richiesta di 50 microgrammi per litro anziché i 10 consentiti) e questo riguarda i comuni di Campiglia Marittima, Piombino, Suvereto, Campo nell’Elba, Capoliveri, Marciana, Marciana Marina, Porto Azzurro, Portoferraio, Rio Marina e Rio nell’Elba.
UNA DECISIONE giunta perché in alcuni casi, si legge nel testo dell’Ue, «per quanto riguarda l’arsenico, le prove scientifiche nei documenti indicati in riferimento negli orientamenti dell’Organizzazione mondiale della sanità e nel parere del comitato scientifico dei rischi sanitari e ambientali consentono deroghe temporanee fino a 20 microgrammi-litro, mentre valori di 30, 40 e 50 µg/l determinerebbero rischi sanitari superiori, in particolare talune forme di cancro. Pertanto occorre autorizzare unicamente deroghe per valori di arsenico fino a 20 µìg/l».
NEI NOSTRI COMUNI erano a 50, la legge ne consente al massimo 10. A questo punto scatta una guerra contro il tempo, per evitare la chiusura dei rubinetti a seguito di emissioni di ordinanze che sono state richieste da Bruxelles. Ben 128 i comuni italiani a rischio. L’Italia ha provato a spiegare all’Unione Europea che le concentrazioni di arsenico sono spesso riconducibili a cause naturali, Bruxelles ha replicato accogliendo il ricorso invece solo per i meno preoccupanti borio e fluoruro, ma non per l’arsenico quando i valori sono superiori ai 10 microgrammi per litro.
E ADESSO la Val di Cornia e l’Elba devono correre ai ripari. Nell’ultimo tavolo idrico i sindaci erano consapevoli delle deroghe e delle possibili bocciature, a questo punto gli interventi devono essere immediati. L’unione Europea non è infatti propensa a concedere ulteriori deroghe perché ne va di mezzo la nostra salute.
m. p.
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