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Amianto, altro stop per l'indotto - Il Tirreno Piombino

 


 
Fim, Fiom e Uilm protestano con l’Inail: «Non fissa l’incontro»  
 
 
 PIOMBINO. Benefici contributivi da rischio amianto: ancora un ostacolo per un migliaio di dipendenti delle imprese d’appalto. La doccia fredda arriva ad un mese dall’assemblea indetta da Fim, Fiom e Uilm in cui i sindacati avevano parlato di svolta, ritenendo possibile l’arrivo del verdetto Inail entro l’anno. Probabilmente sono stati troppo ottimisti.
 Per i sindacati il punto dolente è l’ulteriore cambio al vertice dell’istituto.
 «Negli ultimi mesi - affermano in una nota - abbiamo assistito ad un continuo avvicendarsi di direttori e questo non aiuta a sbrigare le pratiche con una certa celerità».
 Poche settimane fa Fim, Fiom e Uilm avevano affrontato la questione con il responsabile di allora, destinato dopo poco ad altro incarico. I tentativi successivi di incontrare l’attuale dirigente, però, sono andati a vuoto. «Ormai la situazione si protrae da troppo tempo per cui, se non avremo una risposta al più presto, ci attiveremo con le azioni che riterremo più opportune», dice Vincenzo Renda, segretario provinciale della Uilm.
 Direttamente coinvolti dalla vicenda sono i lavoratori che hanno potuto ritentare la carta-amianto con la legge che ha prorogato il diritto all’accesso ai benefici previdenziali per il periodo dal 1992 al 2003. La norma che ha riaperto i termini era stata varata dall’esecutivo di Centrosinistra negli ultimi giorni di legislatura ed è applicabile, a determinate condizioni, a quanti rientrano nelle griglie ministeriali. Tra il migliaio di lavoratori interessati, un centinaio si era dato subito da fare. Ed era riuscito a rafforzare l’intervento sindacale. Obiettivo, colmare quella che era vissuta come una vera e propria ingiustizia. Da un lato i colleghi della Lucchini che avevano ricevuto velocemente i risultati, favorevoli o contrari che fossero al riconoscimento del rischio. Dall’altro, la gestione al rallentatore delle pratiche dei dipendenti degli appalti.
 «In ballo - chiude Renda - ci sono diritti sacrosanti e contemporaneamente i posti che potrebbero liberarsi con le uscite per lo scivolo amianto».
V.P.


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