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«Non c'è sviluppo senz'acqua» I sindaci restano preoccupati - Il Tirreno Piombino

 

Tavolo di concertazione con Ato, Asa e imprenditori  
 

 PIOMBINO. Nella sede dell’ex Circondario, convocata dai sindaci, una riunione del “Tavolo idrico”, tavolo di concertazione sulla situazione acqua in Val di Cornia. C’erano, oltre ai comuni, Paolo Pacini, assessore provinciale all’agricoltura e presidente dell’Ato 5, i dirigenti tecnici di Asa, la provincia di Livorno, con l’assessore alla difesa del suolo, Maria Teresa Sposito, rappresentanti delle associazioni di categoria dell’industria, della piccola impresa, dell’agricoltura e il Comitato case lesionate.
 Tra i molti argomenti trattati è stato sottolineato l’impegno profuso in questi anni per limitare i prelievi dalle falde (e che deve proseguire). Il direttore di Asa Caturegli ha ricordato il progetto Cornia Industriale e l’impegno sull’Elba per rendere l’isola autonoma. La Provincia si è soffermata sul sistema di monitoraggio dei prelievi dai tanti pozzi privati, installato negli anni scorsi, che permette di avere sempre la situazione sotto controllo. Ma anche altre sono le preoccupazioni dei sindaci. Intanto il livello di boro, per il quale, quando nel 2012 le competenze passeranno all’Europa, non ci sarà da aspettarsi deroghe. Su questo diversi progetti sono in campo, tra cui la costruzione di dissalatori, con il duplice scopo di fornire acque non da falda all’industria e di immettere in circolo acqua senza boro, e della “dorsale tirrenica”, che porterà acqua senza boro dal nord della Provincia. Mentre i primi sembrano realizzabili in tempi brevi (su questo, in accordo con Confindustria, è stata fissata una riunione con le industrie più “idroesigenti”), la condotta difficilmente potrà essere attivata prima di qualche anno. I sindaci, rilevando che la risposta al problema non può essere unica, ma il risultato di una strategia che aggredisca il problema da molti lati, hanno anche rilanciato con forza il tema dell’utilizzazione delle acque di superficie del Cornia e dei suoi affluenti. Su questo verrà chiesto un incontro all’Autorità di Livorno per riaprire il dibattito. Non è poi immaginabile, per i sindaci, uno sviluppo senza la risorsa acqua: per progetti come il Polo del freddo a Venturina o come il completamento di filiere agricole: «Si è lavorato bene e i risultati ci sono, ma non basta» concludono.


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