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In consiglio comunale si allarga il fronte a favore di Piccini - Il Tirreno Livorno
Cosimi: «La terna c’è e non accetteremo dilazioni il ministro vada subito da Rossi per trovare l’intesa»
ALESSANDRO GUARDUCCI
LIVORNO. Cresce in consiglio comunale il sostegno alla candidatura di Roberto Piccini per il rinnovo della carica di presidente dell’Autorità Portuale: a favore di una sua riconferma si sono infatti espressi i gruppi di Confronto per Livorno (e questo si sapeva già), di Rifondazione comunista e anche dell’Udc. Insomma, sulle questioni del porto, la maggioranza di Palazzo Civico si è allargata.
E miglior risposta il sindaco non poteva attendersi, dopo che nel suo intervento aveva sollecitato il ministro Altero Matteoli a risolvere in tempi rapidi il caso Livorno. «Ognuno in questa vicenda deve prendersi le proprie responsabilità - afferma Alessandro Cosimi - Noi, seguendo le norme, abbiamo messo in campo una terna di candidati, anche se ci è sembrato un eccesso di zelo (il riferimento è alla richiesta avanzata dal capo di gabinetto del ministero, che ha appunto preteso tre nominativi ndr). Ora il ministro cerchi al più presto l’intesa con il presidente Rossi: lo faccia subito, altrimenti si assuma le responsabilità conseguenti. Noi il cerino del commissariamento non lo vogliamo».
Alle parole del sindaco, che aveva espresso apprezzamento per le candidature formalizzate dal Comune di Capraia (Roberto Piccini e Piero Nocchi), hanno fatto subito riscontro le critiche di Marco Taradash, capogruppo del Pdl. «Siamo alle solite - afferma - Non si vuole applicare la legge così come è stato prevista da una sentenza del Consiglio di Stato. In più volete prendere in giro il ministro con un terzo nome, quello di Piero Nocchi, che non ha le caratteristiche richieste dalle norme. Quindi la terna non c’è: siete voi i responsabili dei danni al porto».
I successivi interventi di Marco Ruggeri (Pd), Lamberto Giannini (Sel), Tiziana Bartimmo (Rifondazione), Gianfranco Lamberti (Confronto) e Salvatore Capuozzo (Udc) hanno invece mirato a sottolineare la correttezza della procedura osservata dagli enti locali, l’esistenza di una vera terna e l’importanza di salvaguardare un’esperienza importante per il porto trattandosi di un rinnovo. Di diverso avviso il parere di Marcella Amadio (Pdl) che, dopo aver sottolineato la necessità di modificare la legge di nomina dell’Autorità Portuale, ha invece criticato l’operato del presidente.
Ma poco dopo, il consiglio comunale ha approvato all’unanimità - caso più unico che raro - una mozione con cui viene chiesto alla Regione, al Governo e agli altri organi istituzionali di «assumere le necessarie iniziative nei confronti dell’Ue per far reinserire il porto di Livorno nell’elenco dei porti di interesse europeo». Un atto considerato necessario da tutti i consiglieri, dopo la clamorosa esclusione di Livorno dai 40 porti di interesse europeo con il conseguente rischio di perdita dei finanziamenti. «Non può esserci sviluppo senza il porto: Livorno merita più attenzioni e ha il diritto di arrabbiarsi», ha tuonato Gianfranco Lamberti. Mentre Cannito (Città Diversa) ha accusato il Comune e la Regione di “correità” col Governo per questa retrocessione del porto.
Indiscreto. Il ministro potrebbe indicare il presidente della Camera di commercio
Sorpresa in vista Matteoli tentato da Nardi l’outsider
LIVORNO. Ora il ministro dei trasporti Altero Matteoli può scegliere. La terna dei candidati all’Authority è arrivata al ministero: Roberto Piccini, Roberto Nardi e Piero Nocchi. «Bene - ha detto il ministro a chi lo ha sentito in questi giorni - ora posso scegliere. Sceglierò un nome e lo proporrò alla Regione. Se ci sarà accordo, ok, altrimenti chiederò una seconda terna». Niente di nuovo, dato che è il percorso indicato dalla legge. Ma la sorpresa potrebbe essere un’altra: il candidato scelto. Perchè - stando ad alcune indiscrezioni - Matteoli potrebbe indicare Roberto Nardi, un outsider rispetto a Piccini. E se farà il nome di Nardi, motivando il no agli altri due papabili, metterà la Regione nell’imbarazzo di doversi pronunciare su un candidato non di secondo piano - è presidente della Camera di Commercio - ma non proposto dalla maggioranza degli enti designanti, oltrechè sgradito al sindaco. Enrico Rossi potrebbe non dare il suo concerto e a questo punto Matteoli chiederebbe una seconda terna. Senza Piccini e Nocchi. (c.m.)
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