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Rigassificatore, i dubbi dei super-esperti - Il Tirreno Livorno lunedì 8 novembre 2010

 

 
Lo studio della commissione evidenzia dodici punti deboli nel piano sulla sicurezza di Olt  
 
 
 
Studi insufficienti su attacchi terroristici e vaporizzazione del gas  
 
ALESSANDRO GUARDUCCI  

 
 LIVORNO. Bocciato, promosso o rimandato? A dire l’ultima parola sul rapporto definitivo di sicurezza, l’atto necessario per la messa in esercizio del rigassificatore della Olt, sarà ora il Comitato tecnico regionale.
 Che nel prendere le sue decisioni potrà ora contare su uno strumento in più: lo studio degli esperti internazionalie che era stato commissionato dalla Regione Toscana e che nei giorni scorsi è stato ultimato, consegnato a tutti i soggetti interessati e anche pubblicato per diffonderne la conoscenza a tutti i cittadini.
 Il lavoro dei tre esperti si è basato sull’analisi del rapporto sulla sicurezza che era stato presentato nell’aprile scorso dalla Olt Offshore e che si è ora concretizzato in 39 pagine ricche di considerazioni e tabelle. E allora si torna alla domanda di partenza: gli esperti hanno bocciato, rimandato o promosso il progetto dell’impianto di rigassificazione che il prossimo anno dovrebbe entrare in funzione a 12,5 miglia al largo della costa di Tirrenia?
 In realtà l’analisi della commissione internazionale non ha dato alcun parere in tal senso: in altre parole non c’è un “no” o un “sì”. E questo per un motivo molto semplice: trattandosi di un organismo tecnico e non politico, la commissione aveva solo il compito di analizzare i dati in possesso e non di esprimere una valutazione sul progetto nel suo complesso.
 Vero è, comunque, che gli esperti internazionali hanno dichiarato nelle loro conclusioni «che il rapporto sulla sicurezza necessita di modifiche e correzioni». Tant’è che sono state rivolte ben dodici raccomandazioni di cui la Regione non potrà non tener di conto nell’iter per autorizzare l’entrata in funzione del rigassificatore. Raccomandazione che potrebbero quindi trasformarsi in prescrizioni da parte della Ctr nei confronti di Olt e che comunque oggi stanno a dimostrare che i super-esperti qualche dubbio sulla sicurezza dell’impianto ce l’hanno.
 Qualche esempio? In tema di valutazione dei rischi, è stato sottolineato che Olt non ha preso in considerazione la minaccia di attacchi terroristici o il caso di collisione accidentale di una nave con il terminale di rigassificazione. In più viene evidenziata l’omissione di alcune valori nelle tabelle concernenti i risultati delle condizioni meteo. E altri dubbi si ammassano sulla vaporizzazione del gas e sul pericolo di esplosioni, ma anche sull’utilizzo dei bracci di carico in uso al terminale e sul sistema di ormeggio di nave a fianco nave. In più, nelle conclusioni, gli esperti hanno giudicato «non sufficienti le distanze di pericolo credibile, in quanto non prendono in considerazione il potenziale di rottura delle tubazioni con diametro maggiore di 100 mm, i guasti ai contenimenti di vario tipo, o del potenziale di danni strutturali dovuti a temperature criogeniche e alla possibilità di guasti a cascata».
 La commissione, peraltro, ha anche apprezzato diversi elementi del piano di sicurezza di Olt. Per esempio ha affermato «che non è probabile che eventi di ustione grave si estendano oltre le tre miglia», di conseguenza «le distanze di interdizione appaiono abbastanza adeguate». Inoltre i 22 Km di distanza sono stati considerati un’assoluta sicurezza. «Presupponendo che l’impianto di rigassificazione e tutte le navi in servizio rimangano nel luogo indicato - spiegano - non possiamo ipotizzare alcuna circostanza in cui un incidente, accidentale o intenzionale, preso il sito possa costituire un pericolo per chi si trova sulla terraferma».
 
«L’offshore è stato bocciato dal parere dei tecnici»  
 
Il comitato che si oppone al terminale chiede a Comune e Regione di bloccare il progetto  
 
 
 
 LIVORNO. «L’analisi della commissione internazionale boccia senza mezzi termini il rapporto sulla sicurezza della Olt». Questo, in sintesi, il giudizio che il comitato contro il rigassificatore offshore ha espresso dopo aver preso visione del contenuto della relazione consegnata alla Regione Toscana.
 Il comitato, infatti, sottolinea «che tutte le raccomandazioni e le conclusioni mettono in evidenza le lacune, le omissioni, l’insufficienza del rapporto Olt, dichiarandolo, di fatto, non adeguato a garantire la sicurezza dell’impianto e della moltitudine di persone e mezzi che navigheranno al di sotto dei 22 chilometri da terra».
 Il Comitato, prendendo spunto dal capitolo delle così dette “considerazioni” delle commissioni internazionali, evidenzia sette punti che vengono definiti particolarmente critici: tra questi spiccano la mancata valutazione della collisione di nav i contro il rigassificatore; la necessità di prendere in considerazione il rischio di attacchi terroristici; la possibilità di rottura e di dispersione; i risultati delle condizioni meteo; la spiegazione del roll-over; la prima esperienza di utilizzo dei bracci di carico; la creazione di nubi di vapore di gas naturale liquefatto e la possibilità di esplosioni.
 A fronte di tutto questo, il comitato contro il rigassificatore lancia un appello agli enti locali per bloccare la messa in funzione dell’impianto in costruzione a 12 miglia al largo della costa pisano-livornese e collegato da una conduttura sottomarina alla rete del gas a Stagno.
 «Questa è l’ultima opportunità - scrivono Maurizio Zicanu e Riccardo Saller, in rappresentanza del comitato - che i nostri amministratori (Regione e Comune in particolar modo) hanno per indurre la Commissione tecnica regionale (vigili del fuoa pensarci bene prima di dare l’autoirzzazione all’esercizio ad un impianto così a rischio, la cui progettazione è così tanto lacunosa, errata ed omissiva».
 Intanto il consigliere comunale Marco Cannito (Città Diversa) ha già presentato un’interrogazione urgente al sindaco.
 
L’ASSESSORE BRAMERINI  
 
«Abbiamo rispettato gli impegni»  
 
 
 LIVORNO. E’ stato consegnato alla Regione venerdì scorso e si intitola “Analysis of final Safety Report Olt Offshore Lng Toscana”.
 Tradotto in italiano, “Analisi del Rapporto finale sulla Sicurezza Olt Offshore GNL Toscana”: in pratica è l’esame che la Commissione scientifica composta da esperti internazionali ha fatto del rapporto finale di sicurezza del rigassificatore presentato dalla società Olt Offshore Lng Toscana spa nell’aprile del 2009 ai fini dell’ottenimento del parere tecnico conclusivo per l’entrata in esercizio del terminale.
 Se tutto era infatti a posto sotto il profilo autorizzativo per la costruzione dell’impianto, la Regione aveva invece chiesto una relazione tecnica sulla sicurezza per rilasciare l’eventuale ok alla sua messa in funzione. E questa relazione, che sarà pubblicata anche sul sito della Regione Toscana, è basata appunto sull’approfondita conoscenza da parte della Commissione internazionale di incidenti e pericoli relativi ad installazioni simili a quella di Olt, di studi tecnici condotti su analoghe tipologie di impianti e di ricerche effettuate nel campo della sicurezza del gas naturale liquefatto (gnl).
 Il report firmato da Andrew Alderson, Ronald P. Koopman e Jerry Havens, è stato trasmesso al presidente del Comitato tecnico regionale per la toscana (CTR) che provvederà a consegnarlo al coordinatore del gruppo di lavoro incaricato dal Ctr di effettuare l’istruttoria preliminare del rapporto definitivo di sicurezza già avviata nella riunione del Comitato tecnico regionale all’inizio di maggio scorso.
 «Così come più volte anticipato dalla Regione - afferma l’assessore Anna Rita Bramerini - la commissione di esperti internazionali, attivata dopo la presentazione del rapporto definitivo, ha svolto il suo compito. Il documento che ha elaborato è strettamente tecnico e oltre a costituire un validissimo contributo per il rappresentante della Regione Toscana in seno al Ctr che fa parte anche del gruppo di lavoro, contribuisce a supportare anche il lavoro del Ctr, già valido dal punto di vista scientifico, ma che in questo modo potrà contare su un confronto ulteri ore. La Regione, anche con questa azione, dimostra di aver rispettato gli impegni presi».


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