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Authority, dubbi sulla terna - Il Tirreno Livorno lunedì 8 novembre 2010

 

Di Rocca teme il commissariamento. Gragnoli attacca  
 
 
 LIVORNO. «Perché Matteoli ha dichiarato pubblicamente che tale terna è la “prima” quando il suo capo di gabinetto ha invece affermato, nella missiva inviata agli enti 30 giorni fa, che siamo ormai nell’ambito della seconda terna? Strategia per arrivare al commissariamento del porto?». Filippo Di Rocca, segretario Pd in pectore, insinua un malizioso dubbio: che sia in agguato un’altra sorpresa del ministro. Matteoli ha già cambiato idea una volta, dichiarando in un’intervista di accontentarsi di due nominativi salvo poi chiederne tre. Potrebbe ripetersi. Perchè pare che al ministero il dubbio serpeggi davvero. E alla fine si potrebbe ritenere la terna inviata venerdì dagli enti livornesi (Piccini, Nardi e Nocchi) non la prima ma la seconda. Con le note conseguenze: che poi a decidere sarebbero Regione e Ministro, con gli enti locali fuori dai giochi.
 Di Rocca si scaglia contro Matteoli, chiamandolo in causa per l’esclusione del porto di Livorno dalla lista degli scali più importanti dell’Europa. «Il ministro dice che non è colpa del governo, peccato che il resto d’Europa sostiene il contrario; la verità è che il Ministro non ha mosso un dito per il nostro porto». E dunque, se questo è il ministro, occhio: Matteoli potrebbe mirare al commissariamento. «L’unico modo per fugare il dubbio è che la nomina avvenga al più presto. Quanto ai nomi, esprimo il mio sostegno a Roberto Piccini, perché ha ben lavorato e perché non ha pari per conoscenze e per competenze in ambito portuale».
 A correre in difesa del ministro è il consigliere provinciale del Pdl Benito Gragnoli. «Meglio avrebbe fatto a tacere la Cgil ad accusare Matteoli di aver escluso Livorno dai porti europei. Addirittura Piccini ha esternato questa panzana in Comitato Portuale la scorsa settimana. Il ministro non ha colpe, anzi ha attivato tempestivamente e in penosa solitudine ogni possibile contatto con la Ue per rimediare». Gragnoli denuncia anche la «manfrina orchestrata da Comune di Livorno, Provincia e Comune di Capraia» «per affiancare nella terna di candidati alla presidenza dell’Autorità Portuale all’inadeguato e indagato Roberto Piccini l’ex sindacalista Cgil Piero Nocchi, con il dichiarato intento di spendere il nome di quest’ultimo solo perché privo di specifiche competenze e di qualsivoglia chance di nomina e non in grado di indebolire la candidatura di Piccini. Nei panni di Nocchi mi sarei rifiutato di prestarmi al gioco per favorire chi ha amministrato il porto negli ultimi 4 anni tra un pisolino e una partita di calcetto. Non resta che sperare nel presidente Rossi...».


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