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Legambiente boccia il fotovoltaico «In Bocca di Cornia meglio l'eolico» - La Nazione Piombino lunedì 8 novembre 2010
PIOMBINO POLLICE VERSO DEL ‘CIGNO VERDE’ ALL’IMPIANTO DELL’AZIENDA BALSINI
— PIOMBINO —
IN BOCCA di Cornia meglio l’eolico che il fotovoltaico. A sostenerlo è Legambiente Val di Cornia che critica il progetto del nuovo impianto fotovoltaico dell’azienda Balsini, di 18 Mw. «E’ progettato su 47 ettari di terreno e occuperà con i pannelli solo 10 ettari ovvero la parte meno degradata, mentre vengono lasciate libere le aree ad alto e medio rischio idraulico, vicine all’industria, in cui si afferma si farà pascolo, che significa probabilmente che sarà un’area abbandonata dove ci faranno crescere gli sterpi, aumentando il degrado». «Nella stessa zona, in alternativa — continua Legambiente — potrebbe essere costruito un impianto eolico della stessa potenza come quello progettato dalla società Fera nella zona industriale, questo occuperebbe solo una sottile striscia di terreno e potrebbe essere posizionato nelle aree più degradate a rischio idraulico e lasciare all’agricoltura le aree più adatte alla coltivazione. Questo fotovoltaico progettato costa circa il doppio dell’impianto eolico e produrrebbe ottimisticamente al massimo 25.000 MWh/anno di energia elettrica mentre l’eolico produrrebbe 38.700 MWh/anno». Legambiente insomma preferisce il vento al sole: «Il fotovoltaico assorbirebbe più del doppio di contributi pubblici di incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Per la minor produzione di energia, andrebbero aggiunti i costi delle penalizzazioni del mancato raggiungimento degli obiettivi dettati dalla Comunità Europea per la produzione di energia rinnovabile. Il progetto fotovoltaico non prevede rilevanti opere di contropartita per il territorio a compensazione dell’impatto». L’eolico, sottolinea il Cigno Verde, ha margini di convenienza economica per prevedere l’interramento delle linee elettriche con la sparizione dei tralicci nell’area.
«QUESTI DATI — conclude Legambiente — dovrebbero spingerci a favorire la fonte energetica più conveniente, invece si registra una pianificazione del territorio piuttosto timida. Nonostante questo alcuni strumenti in mano ai Comuni per gestire il territorio ci sarebbero, ad esempio il Regolamento Urbanistico, che potrebbe individuare meglio le condizioni e i criteri localizzativi dei progetti».
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