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Fanghi Esaom, parte la bonifica - Il Tirreno Elba lunedì 8 novembre 2010

 

 
L’intervento costerà più di 600mila euro  
 
 
 
 PORTOFERRAIO. Al via i lavori per la bonifica dell’area di stoccaggio dei blocchi Esaom. Il documento di inizio lavori è stato consegnato dalla società al Comune pochi giorni fa e da oggi dovrebbero cominciare le operazioni relative alla messa in sicurezza e bonifica dell’intera area - oggetto di non poche polemiche in passato - che saranno ultimati, con ogni probabilità, entro la prossima estate. L’intero progetto, redatto dalla società e ratificato dal Comune e dagli organi competenti in materia ambientale, costerà oltre 600mila euro.
 Il progetto sui fanghi derivanti dall’escavo dell’area portuale e stoccati da tempo nella sede di via Cacciò, è stato approvato in via definitiva dalla conferenza dei servizi il 31 luglio 2009. Esaom ha presentato una variante a questo progetto che prevede l’inserimento di un telo impermiabilizzante anche alla base del cumulo di materiale destinato alla bonifica allo scopo di creare un perfetto isolamento dei fanghi, innalzando cioè i livelli di sicurezza dell’intervento.
 I sei mila blocchi inertizzati, oltre che i circa 22mila metri cubi di fanghi accumulati nel piazzale dell’ex Cementeria scompariranno sotto una collinetta che coprirà una vasta area impermiabilizzata e dotata di un sistema di canali per la raccolta delle acque meteoriche. I liquidi, analizzati periodicamente dall’Arpat, confluiranno nella canalizzazione interna del cantiere verso il depuratore di cui è dotata l’azienda, con il quale già oggi vengono trattate le acque delle lavorazioni di refitting sulle imbarcazioni.
 L’intera collina raggiungerà un’altezza massima di 8 metri.
 L’avvio dell’intervento di bonifica «è una data importante per Portoferraio e Esaom - spiega l’azienda - in quanto questa operazione è la premessa dell’inizio dello sviluppo portuale dell’area cantieri che è oggetto di studio dai primi anni 2000». Ciò porterà per la sola attività industriale e portuale ad una occupazione di almeno 200 addetti che potrebbero arrivare fino a 400 considerato l’indotto delle lavorazioni.
 La vicenda dei blocchi e dei fanghi Esaom da sempre ha creato polemiche e divisioni tra la popolazione. Anche per questo l’azienda, che ha ottenuto il via libera non solo dal Comune ma anche dagli enti competenti in materia ambientale, a cominciare dall’Arpat, metterà a disposizione di ogni interessato il progetto di messa in sicurezza e la relativa variante.


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