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Rischio commissariamento - Il Tirreno Livorno sabato 6 novembre 2010

 

 
Porto, fatto il terzo nome ma potrebbe non bastare  
 
 
  Capraia designa Nocchi. I tempi però sono stretti Persi due mesi e il 17 gennaio può arrivare il commissario  
 
CRISTIANO MEONI  
 
 LIVORNO. La lettera del Comune di Capraia, con il quale si candidano alla presidenza dell’Autorità Portuale Roberto Piccini e Piero Nocchi, è stata imbucata un minuto prima che chiudesse l’ufficio postale dell’isola, con la suspance degna di un thriller. Nocchi, già segretario provinciale della Cgil, attuale assessore ai trasporti della Provincia, è il “terzo candidato” con cui è stata integrata la rosa dei pretendenti all’Authority. Gli altri enti hanno riproposto le designazioni fatte a settembre: Roberto Piccini (Comune e Provincia) e Roberto Nardi (Camera di Commercio). Quest’ultimo, nella giunta camerale di ieri pomeriggio, ha incassato sei voti favorevoli (Fremura, Gemignani, Baldi, Setti, Ferri Graziani e Risaliti) e un astenuto (Lami).
 La mossa del terzo uomo è arrivata da Capraia, come peraltro ampiamente previsto. «Abbiamo proposto un altro candidato perchè il ministro lo ha chiesto, ma la nostra preferenza è per Roberto Piccini»: così il sindaco capraiese Maurizio Della Rosa commenta la doppia designazione, concordata con il Comune e la Provincia.
 Ma potrebbe non bastare. Perchè siamo ripartiti da dove eravamo il 6 settembre. I tempi sono stretti e ogni giorno che passa si fa sempre più concreto lo spettro del commissariamento. E questo nonostante il ministro Matteoli abbia detto che lui, di commissariare il porto, non ha alcuna voglia.
 Ancora al palo. La legge dà, complessivamente, 135 giorni di tempo per nominare un presidente di Authority. Se dopo i 90 giorni canonici della procedura non c’è ancora un accordo, il presidente uscente resta in carica per altri 45 giorni. Dei 135 giorni a disposizione, 60 sono già stati bruciati e siamo ancora al palo, cioè alla prima terna. In ogni modo, Piccini scadrà improrogabilmente il 18 gennaio e il 17, se non ci sarà un presidente, il ministro dovrà nominare un commissario. «Sì, i tempi sono molto stretti e il rischio è concreto» va dicendo il presidente della Camera di Commercio Roberto Nardi, uno dei tre candidati.
 Fare in fretta. Fra l’altro l’ufficio studi della Camera di Commercio ha dedicato alla procedura di nomina un approfondimento, pubblicato nell’ultimo bollettino sul sito web dell’ente. Dodici pagine in formato pdf, firmate dal direttore del centro studi Renzo Pratesi, una lettura utilissima per capirne di più. La sostanza è una: bisogna sbrigarsi. «La ristrettezza dei tempi che rimangono tra la comunicazione e la nomina impongono che gli enti designanti provvedano con sollecitudine e che altrettanta sollecitudine sia assicurata dal ministro nell’avviare il procedimnento d’intesa con la Regione, che deve attivare i suoi adempimenti senza frapporre indugi» scrive Pratesi. Che è chiarissimo: «Se l’intesa è stata avviata, è stata poi coltivata ma non è stata raggiunta e, nonostante reiterate trattative, non sono state superate le divergenze, non rimane altra soluzione che quella della nomina di un commissario straordinario». Considerazioni di carattere generale, e altro non ci si potrebbe aspettare da un tecnico. Ma come non vedervi un’analogia con quanto sta accadendo a Livorno....
 Scenario probabile. Nei prossimi giorni arriveranno sul tavolo del ministro le quattro lettere di Comune di Livorno, Comune di Capraia, Camera di Commercio e Provincia. Si potrà comporre così una terna, come chiesto dal ministro: Roberto Piccini, Roberto Nardi e Piero Nocchi. La legge dà al ministro trenta giorni di tempo per chiedere, eventualmente, una seconda terna. Poniamo che questo sia il caso: si arriverebbe al ponte dell’Immacolata, subito prima dell’8 dicembre, con la richiesta di rifare la rosa. Si aprirebbe uno scenario imprevedibile, con gli enti designanti - già spaccati fra loro - impegnati a cercare altri nominativi. La legge, peraltro, consente di respingere anche la seconda terna. E comunque, anche in caso di accordo, è necessario il via libera delle commissioni parlamentari al presidente designato, e per le feste natalizie il Parlamento si ferma. Di questo passo si potrebbe arrivare dritti al commissariamento, il 17 gennaio.


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