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Livorno esclusa due volte dall'Europa Il verdetto definitivo atteso a fine anno - Il Tirreno Livorno sabato 6 novembre 2010

 

Il senatore Filippi presenta interpellanza e chiede al ministro di intervenire  
 

 
 LIVORNO. Il verdetto europeo sul porto di Livorno era atteso per il 27 ottobre ma è stato rinviato a fine anno. Niente è perduto, a patto che il ministro Matteoli si impegni davvero per riammettere il nostro scalo fra i 40 porti europei. Il senatore Filippi ha presentato un’interpellanza al ministro «per sapere se ritiene condivisibili le riflessioni e le proposte avanzate dall’associazione dei porti italiani, tese ad ampliare in termini sistemici il novero dei porti ricompresi nel “core network” della nuova rete Ten-T». Filippi ha anche ricostruito le tappe dell’esclusione di Livorno. «Nel dicembre 2009 si è concluso lo Studio Ten-Connect, finanziato dalla Commissione Europea, per individuare i flussi di traffico sulle Ten-T. Al suo interno lo studio contiene un elenco di porti strategici: per l’Italia figuravano inizialmente Taranto, Gioia Tauro, Trieste, Napoli, Cagliari e Ancona». Il 7 luglio a Bruxelles è stata presentata la bozza dello studio della Nea, società olandese, su «I porti ed i loro collegamenti con la Ten-T» redatto su incarico della Commissione Europea. «Anche questo studio contiene un elenco di porti/range e sistemi-portuali che potrebbero formare il core network: per l’Italia in questo elenco figurano Genova, La Spezia, Venezia Trieste Ravenna Gioia Tauro Taranto Bari Brindisi». Il 30 luglio Assoporti ha presentato al ministero dei trasporti una proposta per reintegrare Savona, Livorno, Ancona, Cagliari e Napoli. Lunedì Filippi illustrerà la situazione al circolo Economia Marittima del Pd (ore 17.30).
 Intanto Simone Angella della Filt Cgil livornese registra «con interesse la decisa presa di posizione del ministro Matteoli sul porto di Livorno». Ma ribadisce che da parte di Matteoli c’è stata «quantomeno scarsa attenzione su decisioni fondamentali per l’economia del nostro territorio e della Toscana. Ad oggi giacciono inevase ben 6 richieste di incontro con il ministro da parte dei sindacati di categoria e confederali nazionali per discutere di questo e di altri importanti temi inerenti la portualità».


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