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La "banda larga" resta un sogno, a rischio la nostra competitività - La Nazione Piombino

 


L’INTERVENTO
 
 
I COMUNI sono da soli nella sfida con le nuove tecnologie. Assicurare ai cittadini l’accesso ad internet, attraverso l’uso di nuove tecnologie è senz’altro una priorità, una partita che le amministrazioni e gli enti superiori devono vincere ad ogni costo per assicurare la piena realizzazione della democrazia digitale di cui tanto si parla. Il rischio che si corre è duplice: 1) Non essere in grado di garantire l’effettiva cittadinanza di molte persone; 2) Ridurre la competitività e la crescita delle nostre risorse (produttive, culturali).
L’OBIETTIVO “nobile” che si poneva la Regione con il progetto “Banda larga nelle aree rurali della Toscana” era di abbattere, in tre anni, il digital divide presente sul territorio regionale e raggiungere con la banda larga, una parte significativa di cittadini. Anche la Commissione Europea deliberò a favore del progetto (con la Decisione del 13 settembre 2006) riconoscendo all’intervento promosso dalla Regione il merito di aver saputo coniugare lo sviluppo sociale alla crescita della competitività nel mercato. Con quest’operazione avremmo raggiunto la piena operatività della rete entro il 2010. A oggi, dopo una gara d’appalto aggiudicata a Nettare, la rescissione del contratto per inadempimento da parte della Regione Toscana del marzo scorso, dopo l’affitto del ramo d’azienda a un’altra società (in attesa della nuova gara) e il subentro del curatore per il fallimento di Nettare, molte zone della nostra provincia e dei nostri territori sono ancora senza banda larga e la fase delle concertazioni per risolvere il problema è pressoché impensabile. Avere alle spalle Provincia e Regione significa vedere il problema con una prospettiva più ampia, con maggiori risorse e maggiore capacità “contrattuale” con il soggetto (privato) che opererà sul territorio. Trovarsi da soli, limita di fatto la capacità di successo di un processo che potrebbe dare veramente dei vantaggi, nel senso più democratico del termine, alla cittadinanza.
CHE VANTAGGIO avrebbe un operatore ad investire per costruire infrastrutture su di un territorio dove il numero degli abbonati non assicurerebbe un rientro economico certo? Questa è però la condizione delle nostre campagne e dei territori morfologicamente diversi, con minore densità di popolazione rispetto ai centri ma con uguale importanza strategica per lo sviluppo della “società informatizzata”. Dovrebbero essere gli enti a colmare questo deficit e questa è stata la ratio del progetto che non si è compiuto. Alla luce di quanto detto le amministrazioni comunali, dal canto loro non possono attendere oltre, devono accettare la sfida e correre il rischio di aprire le porte ad un futuro che a breve sarà superato ma che al momento rappresenta l’unica strada percorribile.
* assessore all’innovazione
e alla comunicazione
del Comune di Campiglia


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