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Ecocittà : Livorno e Siena nella top ten - Il Tirreno Toscana

 


Ma Pistoia, Grosseto, Lucca e Massa sono sotto la media nazionale  
 
 
Gli unici miglioramenti nei comuni che hanno introdotto la raccolta porta a porta dei rifiuti  
 
CARLO BARTOLI  


La Toscana, terra di splendidi paesaggi, di qualità della vita e di turismo, non se la passa bene in fatto di rispetto dell’ambiente. Per scoprirlo, forse non era necessario consultare il rapporto sull’Ecosistema urbano di Legambiente, ma il quadro che emerge è preoccupante. L’eccellenza toscana, infatti, è rappresentata da Siena e Livorno (fra le prime 10 a livello nazionale), mentre ben quattro capoluoghi su dieci (Pistoia, Grosseto, Lucca e Massa) sono sotto la media italiana e altri due (Arezzo e Firenze) vivacchiano in una desolante mediocrità.
 Secondo Piero Baronti, responsabile toscano di Legambiente, la classifica nella quale si condensano i 25 indicatori presi in esame dalla ricerca, evidenzia «l’immobilismo delle pubbliche amministrazioni. I dati dimostrano - spiega - che non c’è stata una svolta in campo ambientale; gli unici miglioramenti si registrano nei Comuni che hanno introdotto la raccolta porta a porta dei rifiuti, oppure a causa della rapida diffusione di energia rinnovabile, soprattutto in virtù della domanda dei cittadini, stimolati dagli ecoincentivi». A preoccupare non è solo il mediocre posizionamento delle nostre città, ma anche la tendenza; a fronte di una generalizzata stabilità, spicca il forte arretramento di Grosseto, Pistoia e Firenze, a mala pena controbilanciato dal miglioramento di Lucca. Non sono buoni i dati sulla qualità dell’aria: per le polveri sottili e il biossido d’azoto, infatti, Firenze e Lucca vanno male, mentre per l’ozono la peggiore performance è, ancora una volta, appannaggio di Firenze. Pessima è la situazione della depurazione, con una buona fetta della colonia toscana in zona retrocessione: a Lucca e Firenze si depura solo il 70% delle acque, a Arezzo l’80%, a Pisa, Grosseto e Pistoia l’85. I dati sono migliori sul versante del verde: per alberi e giardini, ad esempio, Lucca, Prato e Firenze sono nelle prime sei piazze, mentre per estensione delle aree verdi Pisa è prima in Italia e anche Massa, Lucca e Prato sono tra le eccellenze. Anche in fatto di isole pedonali e zone a traffico limitato, la Toscana, che si è mossa in anticipo rispetto a molte altre regioni italiane, ha una situazione positiva. Per le piste ciclabili, Lucca, Grosseto, Prato e Pisa non sfigurano, mentre altrettanto non si può dire per Livorno e Grosseto. Giuseppe Monaci, assessore all’Ambiente a Grosseto, ridimensiona il significato della brutta performance della città maremmana, dovuto anche all’incompleta trasmissione di alcuni dati: «Per i rifiuti scontiamo il momento di passaggio dal sistema tradizionale di raccolta della differenziata al porta a porta che nell’agosto scorso è stato introdotto e che entro dicembre sarà esteso a 50mila cittadini». Per Giovanni Pierami, assessore a Lucca, la situazione ambientale potrà ancora progredire «grazie all’estensione della zona verde e all’introduzione di incentivi all’installazione di filtri a caminetti e forni di pizzerie». Caustico, invece, il vicesindaco pistoiese Mario Tuci, secondo il quale «asserire che tra Pistoia e Prato ci siano 70 posizioni, in termini di vivibilità, è una sfida al buon senso».


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