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Limoncino. Camion bloccati dai cittadini Comitato segnalato alla Procura - La Nazione Livorno

 

DISCARICA LIMONCINO LA POLIZIA PRENDE I NOMI, COMPRESO QUELLO DI BELLABARBA  
 
di MONICA DOLCIOTTI
— LIVORNO —
GIA’ DALLE prime ore del mattino di ieri alcune decine di cittadini, che fanno parte del comitato per la salvaguardia della cava a Monte la Poggia e contro la discarica, hanno presidiato la strada che dal Limoncino porta alla cava dei Bellabarba. L’intenzione era bloccare i camion diretti alla cava che si presumeva sarebbero stati scortati dalle forze dell’ordine. Ma il primo dei camion si è presentato poco dopo le 14 e subito dopo sono arrivati i funzionari della questura chiamati dei Bellabarba. I manifestanti non sono arretrati di un millimetro e il camion non è passato. Avrebbe dovuto caricare materiale inerte della cava destinato ai cantieri edili. «Questa volta — hanno detto i portavoce del comitato — dal presidio passerà più nulla perché è saltato qualsisi accordo con i Bellabarba che hanno respinto la nostra richiesta di sopralluogo alla cava per un tecnico di nostra fiducia. I Bellabarba hanno motivato il loro ‘no’ sostenendo che dopo il nostro esposto alla Procura, per chiedere il sequestro della cava destina a diventare discarica, non ci sono più i margini per trattare con noi. Ne prendiamo atto, ma d’ora in poi la stada sarà inaccessibile a qualunque mezzo superi le 3,5 tonnellate» come si legge sulla segnaletica che i cittadini hanno messo all’inizio della strada dopo l’ultima riunione condominiale tra tutti i frontisti della strada poderale di Monte La Poggia. Così ieri il camion della dita Bellabarba, che a pieno carico avrebbe raggiunto le 40 tonnellate circa, ha dovuto fare marcia indietro.
L’IDENTIFICAZIONE dei cittadini presenti al presidio è subito scattata. I funzionari della questura hanno registrato le generalità dei presenti, incluso Paolo Bellabarba, che è arrivato sul posto seguendo il camion. I nominativi dei presenti saranno segnalati alla Procura che è stata già chiamata in causa da due esposti del comitato. Intanto il comando dei vigili urbani ha inviato una comunicazione scritta dell’8 ottobre al comitato per spiegare che «non occore il timbro del Comune sui cartelli segnaletici di limitazione della velocità e di divieto di accesso ai non autorizzati — spiega Rosaria Scaffidi del comitato — e camion sopra le 3,5 tonnellate sulla strada poderale vicinale che porta alla cava». I vigili urbani sottolineano inoltre che «non ci sono i presupposti perché tali divieti non siano efficaci».  

LA PROPRIETà  
 
«I lavori per la vasca dei rifiuti sono fatti al 50%»
 
IL LAVORO per realizzare la discarica a Monte la Poggia all’interno della cava Bellabarba è a buon punto. Lo conferma Paolo Bellabarba che ci ha permesso di visitare il sito. «L’impianto è stato realizzato al 60% — ci spiega — e la vasca per contenere i rifiuti indicati nelle autorizzazioni è finita al 50%. La parte restante lo sarà a breve per una superficie totale di 35 mila metri quadrati». Ha anche risposto alle accuse del comitato: «Non abbiamo mai usato l’esplosivo in questo sito».
E il cugino Federico Bellabarba sottolinea che «la segnalatica che il comitato ha fatto mettere secondo il nostro avvocato non è legale. Al limite sarebbe stato opportuno istituire un consorzio tra i frontisti per decidere di regolamentare l’accesso lungo la strada».
CRISTIANO Toncelli, vice sindaco, sui cartelli che il comitato ha fatto installare spiega: «Gli enti preposti non sono tenuti a far rispettare i divieti e le limitazioni indicati sulla segnaletica installata dai frontisti della strada che porta alla discarica dei Bellabarba perché non autorizzata con una ordinanza comunale». L’amministrazione ribadisce «è una strada vicinale ad uso pubblico, non poderale e privata come sostiene il comitato».
E nell’autorizzazione integrata ambientale per la discarica «è stabilito che sarà fatto un progetto su questa strada con l’apposizione di cartelli, ma previa ordinanza comunale».


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