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Authority, bufera su Taradash - Il Tirreno Livorno

 


«A Piombino due nomi perché c’era intesa». Cosimi: la legge è una per tutti  
 
 LIVORNO. A Piombino si sono fatte solo due candidature, e non tre come dice la legge, perchè «lì c’era un accordo politico». Come dire: se c’è un accordo si può anche forzare la legge. Ad affermarlo è il capogruppo del Pdl Marco Taradash e in consiglio comunale - dopo una richiesta di chiarimenti dell’ex sindaco Lamberti - scoppia la bagarre. «È incredibile - sbotta il sindaco Cosimi - lei sta dicendo che nel sud della nostra provincia la legge si è potuta applicare in un certo modo perché prima c’era stato un accordo politico».
 A Livorno, com’è noto, il ministero dei trasporti ha scritto agli enti per chiedere un terzo candidato oltre a Piccini e Nardi. «La legge impone una terna - innesca la miccia Taradash - Ma mentre a Piombino c’era un sostanziale accordo, qui tra gli enti locali c’è una divisione reale ed evidente, che avete cercato di aggirare con una certa faciloneria». Dichiarazioni inaccettabili, risponde Cosimi. «A Livorno abbiamo fatto un’operazione che sta perfettamente dentro allo spirito della norma. Gli enti locali hanno fornito quattro designazioni: dove sta scritto che un ente non può fare lo stesso nome di un altro?».
 «Al di fuori della norma - riprende - c’è semmai la lettera inviata dal ministero che non è firmata da Matteoli, ma dal capo di gabinetto: potremmo fare un’azione di contrasto immediata, ma ci porterebbe solo a conseguenze che vogliamo evitare, come il commissariamento». Quindi? Mentre il capogruppo del Pd, Gabriele Cantù, accenna ad una eventuale disponibilità a fare il terzo nome, “pur non comprendendo perché in altri casi non è stato richiesto”, il sindaco annuncia che scriverà una lettera al ministro per chiedere chiarimenti. «Il giudizio su Piccini è già stato espresso da due commissioni parlamentari. Se il problema è politico lo si dica: noi stiamo dentro alla legge».
 Intanto i consiglieri del circolo Pdl “Patria e Libertà” Tamburini, Ghiozzi e Ciacchini invitano a scegliere «una persona fuori dagli schemi partitici», come «Luciano Canepa ad Ancona». (j.g.)
 
LA BATTUTA DEL SINDACO  
 
Capraia e il terzo nome: sarà un marinaio  
 
 
 LIVORNO. Capraia non vacilla: sta con Roberto Piccini. «Sì, la lettera del ministero dei trasporti è arrivata anche qui - commenta il sindaco Maurizio Della Rosa - E francamente mi pare un po’ confusionaria. Fra l’altro, è firmata dal capo di gabinetto e non dal direttore generale. Sembrerebbe dunque una questione più politica che giuridica». E comunque Della Rosa è sulla posizione di Cosimi e Kutufà. «Se vogliono un terzo nome a Roma, lo avranno. Ma noi siamo per la riconferma di Piccini: si è dato un sacco daffare per la nostra isola e, finalmente, dopo tanto tempo, abbiamo un nuovo molo».
 E se sarà Capraia l’ente chiamato a fare il terzo nome? «Non mi tirerò indietro. Ma sarà un candidato minore, per non avvantaggiare chi non vuole Piccini». Un nome lo avete già in mente? «Sarà un marinaio di Capraia» scherza Della Rosa. Di comprovata esperienza, come richiede la legge. (c.m.)


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