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Rifiuti, crepe nella maggioranza - La Nazione Livorno

 

Passa la mozione dell’Idv ma l’emendamento-Lamberti fa proseliti

di MONICA DOLCIOTTI
— LIVORNO —
LA MOZIONE proposta da Lorenzo Del Lucchese di Italia dei Valori (controfirmata anche da Adriano Tramonti del Pd e Lamberto Giannini di Sel) per stabilire un ferreo elenco di rifiuti da far conferire nella contestata discarica di Monte La Poggia (zona Limocino), è passata ieri in consiglio comunale. Favorevoli 20 consiglieri di maggioranza (Pd-Idv e Sel); 2 astenuti (Del Corona del Pd e Lamberti di Confronto per Livorno) e contrari 10 (i due gruppi Pdl, Rc e Città Diversa).
QUESTA mozione è passata ma a prezzo di ulteriori fratture nella maggioranza in Comune evidenziate da Paolo Fenzi e Vladimiro del Corona del Pd che hanno votato a favore di un emendamento di Gianfranco Lamberti (Confronto per Livorno) sulla mozione di maggioranza. Sull’emendamento Lamberti è stato incassato anche il sì del gruppo Pdl-Taradash. Mentre il gruppo Pdl-Amadio non ha votato lasciando l’aula. Lo ha fatto anche Massimo Gulì del Pd contestando l’irritualità della procedura. .
LE FIBRILLAZIONI nella maggioranza sono esplose quando è stato depositato l’emendamento di Gianfranco Lamberti, (Confronto per Livorno) — che non è passato e ha avuto l’astensione di Marco Ruggeri e Arianna Terreni del Pd — al testo della mozione Del Lucchese per sostituire all’elenco dettagliato dei rifiuti conferibili in discarica un più generico riferimento a «materiali di risulta delle attività di costruzione».
EMENDAMENTO che nel Pd è stato accolto con favore perché utile ad arginare l’esuberanza di Idv. Gianfranco Lamberti ha spiegato: «La politica dà gli indirizzi, invece ai super esperti tocca indicare le scelte tecniche. Per cui diamo mandato a chi di dovere di decidere cosa mettere nell’elenco dei rifiuti destinati alla discarica a tutela della salute dei cittadini e che se ne assuma la responsabilità». E’ toccato a Gabriele Cantù (capogruppo del Pd) sollevare il velo sui mal di pancia crescenti in maggioranza. «L’emendamento di Lamberti lo avremmo votato, però abbiamo deciso di soprassedere per dovere di coalizione. Ma non nascondo che tra noi ci sono vedute diverse e difficoltà».
SUBITO dopo Paolo Fenzi (gruppo Pd) ha dichiarato: «Per motivi di coscienza mi discosto dal mio gruppo e voto sì sull’emendameto Lamberti». E Vladimiro Del Corona (Pd): «Sono d’accordo con Fenzi».


L’ELENCO ECCO I MATERIALI CHE POSSONO ESSERE SMALTITI NELLA EX CAVA. IL PROBLEMA DELLA FALDA ACQUIFERA: DUBBIO DA CHIARIRE  
 
Mattonelle, mattoni, cemento, ceramica e residui di materiali edili
 
NELLA MOZIONE di maggioranza si elencano dettagliatamente i rifiuti da conferire nella discarica a Monte La Poggia: cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche. Ancora: scorie di cemento, terra e rocce, pietrisco per massicciate ferroviarie, materiali da costruzione a base di gesso; altri rifiuti da attività di costruzione e demolizione.
MA LA MOZIONE di maggioranza sulla discarica è stata modificata dalla maggioranza stata ieri pomeriggio con un emendamento per sottolineare «necessità di dirimere il dubbio sulla presenza di una falda acquifera» a Monte La Poggia. I residenti della zona e dal comitato contro la discarica hanno infatti denunciato «la scomparsa di alcune fonti sorgive da quando sono iniziati i lavori di sbancamento per trasformare la cava di Monte La poggia in discarica».
SONO PASSATE poi anche due mozioni di Marco Cannito (Città Diversa), con il voto anche della maggioranza. La prima per chiedere alla giunta, anche in collaborazione con l’Aamps in società mista o con una «Ati» (Associazione tenporanea di inprese) di assumere gli atti necessari per incrementare le procedure per la selezione differenziata dei rifiuti, il recupero dello scarto delle lavorazioni e il loro trattamento industriale per riciclarli.
CON LA SECONDA mozione, invece, Cannito invita il sindaco a proporre agli organi competenti della Regione di modificare le norme sulle procedure di impatto ambientale che servono per autorizzare impianti come le discariche, perchè nel caso di quella a Monte La Poggia non si è utilizzata appunto la valutazione di impatto ambientale.


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