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La crisi taglia anche i rifiuti Ora la differenziata punta sulla plastica - Il Tirreno Toscana martedì 5 ottobre 2010

 

GABRIELE FIRMANI

 FIRENZE. Continua a crescere la raccolta differenziata in Toscana: nel 2009 la percentuale di rifiuti non avviata verso discariche o impianti di incenerimento si è attestata a quota 38,56% con un incremento di quasi due punti percentuali rispetto al 2008 (36,57%). Dato ancor più significativo se raffrontato al quadriennio precedente, 2004/2007, dove la percentuale di differenziata era rimasta ferma attorno alla soglia del 33%. «Cifre incoraggianti - ha commentato a riguardo Sabrina Gori, sindaco di Quarrata e responsabile Politiche ambientali per Anci Toscana - che ci devono però indurre a fare ancora meglio: si impone una nuova campagna di sensibilizzazione in grado di accrescere nei cittadini la consapevolezza che ogni scelta o azione quotidiana può contribuire a raggiungere risultati concreti verso una maggiore sostenibilità ambientale».
 Fra i risultati dell’analisi presentata dalla Regione Toscana, da segnalare anche la riduzione dei rifiuti solidi urbani: in particolar modo a calare, complice forse anche la crisi economica che ha inciso sui consumi delle famiglie e sull’operato delle imprese, è la produzione procapite di rifiuti che scende da 684 a 663 kg per abitante, riportandosi in un solo anno sui livelli del 2002.
 In decrescita anche il dato assoluto di produzione di rifiuti urbani: nel 2009 questo è stato pari a 2.474.299 tonnellate, il 2,6% in meno rispetto alla precedente rilevazione del 2008. Passando alle categorie di rifiuti raccolti in forma differenziata e avviati a riciclaggio, al primo posto troviamo la carta che ha rappresentato nel 2009 il 33,8% del totale della raccolta differenziata, seguita dai rifiuti organici, 21,6% del totale, sfalci e potature, 11,8%, vetro, 10,3%, legno, 7,7%, plastiche, 4,8% e infine lattine, 0,6%. In modo da favorire un’assoluta tracciabilità della raccolta differenziata e sostenere parallelamente il mercato del riciclo, così da evitare nuovi periodi di stallo come quelli che hanno interessato la plastica nel corso del 2009, annunciati dall’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini, nuovi incentivi tesi a favorire gli “acquisti verdi” da parte delle amministrazioni comunali toscane: «devieremo per questo obiettivo - ha spiegato Bramerini - una parte delle risorse destinate attualmente alla promozione della raccolta differenziata».
 Il modello da seguire, secondo Bramerini, è quello che arriva dal nuovo stabilimento di San Miniato nato dalla partnership tra Revet Spa e Esterni Srl, che utilizza plastica riciclata per produrre componenti d’arredo urbano, panchine, fioriere, cestini etc. e presto anche laminati per la componentistica dei ciclomotori Piaggio: «un chiaro caso - ha sottolineato - di green economy che produce sia “ecomateriali” sia posti di lavoro». Quanto alla raccolta differenziata del vetro, che sta avendo nell’ultimo periodo notevoli difficoltà di sbocco sul mercato, causa soprattutto la bassa qualità del materiale raccolto, probabile entro breve tempo una sua rivisitazione che potrebbe portare all’installazione, a fianco delle attuali campane multimateriale per plastiche e alluminio, di nuove campane ad hoc riservate al recupero dei cristalli.

PORTO AZZURRO
 
Nessuno paga, impianto chiuso
 
 
 PORTO AZZURRO. Differenziata al palo ormai da quattro giorni. L’impianto di raccolta di vetro, carta, plastica e ingombranti è chiuso e sull’Elba, fanalino di coda in Toscana per le percentuali di differenziata, si abbatte un’altra tegola che rischia di compromettere l’intero sistema della raccolta dei rifiuti. Il sindaco di Porto Azzurro, Maurizio Papi, ha chiuso l’impianto del Buraccio (che ricade nel territorio di sua competenza) perché le altre amministrazioni elbane non pagano le royalties: 120mila euro l’anno per le quali ora vetro, carta e plastica rischiano di finire in discarica.


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