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Rifiuti, la Toscana resta indietro - La Nazione Toscana martedì 5 ottobre 2010

 

di SANDRO BENNUCCI
— FIRENZE —
TERMOVALORIZZATORE di Case Passerini o Cittadella viola? Il dilemma spacca la Toscana e affolla i siti, non solo dei tifosi, dopo l’uscita del governatore, Enrico Rossi, secondo il quale, a Castello, non ci si può «ficcare» il progetto della Fiorentina. Perchè, oltre a mettere in sicurezza l’aeroporto di Peretola, serve l’impianto contro il rischio di emergenza rifiuti. Un’emergenza da allontanare fin da oggi, attraverso il documento programmatico di bilancio all’esame al Consiglio regionale: con riduzione degli Ato e riorganizzazione delle aziende.
Intanto si registra un calo significativo nella produzione di spazzatura: da 684 a 663 chili per abitante. Un salto indietro di otto anni, ai valori del 2002. Colpa della crisi: si consuma meno e, logicamente, si riempiono meno sacchetti. In compenso, in tutta la Toscana è cresciuta la raccolta differenziata: portando la media regionale al 38,56% contro il 36,57% del 2008. Ma non ci si può vantare. Siamo ancora ben al di sotto dell’obiettivo di legge, fissato al 45%. Nel 2009 solo 55 comuni hanno superato la soglia. Significa che accanto a gente capace di trasformare la cucina di casa in una specie di deposito pieno di contenitori (per la carta, per la plastica, per pannolini e pannoloni, per l’organico, per il vetro) ancora molti cittadini buttano tutto in un bidone. Pagando il 20% in più di tassa, cioè la maggiorazione per i comuni che non raggiungono il fatidico 45%. Le province virtuose? Prima Lucca, poi Prato, quindi Siena e Firenze. I comuni da primato? Vaiano, in provincia di Prato, con l’81,26%. Segue Capannori, provincia di Lucca (81,14%), ma il comune capoluogo sospetta che molti capannoresi buttino la spazzatura nei cassonetti lucchesi. Da qui un’ordinanza di Lucca con controlli e appostamenti anche notturni di vigili e guardie volontarie. I non residenti sorpresi col sacchetto di contrabbando rischiano 300 euro di multa. Ma l’assessore regionale Anna Rita Bramerini è ottimista: «Faremo passi avanti anche con la riforma degli Ato. E punteremo sul riuso. Non solo si deve raccogliere in maniera separata, ma bisogna far tornare i rifiuti a nuova vita, sfruttando la materia di cui sono composti. Un esempio? Lo stabilimento di San Miniato, nato dalla partnership fra Revet Spa e Esterni Srl, pensato per questo». Ma sui siti resta il rebus: termovalorizzatore o Cittadella?


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