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«Un miliardo di euro sul piatto per rilanciare le imprese toscane» - La Nazione Economia toscana - martedì 5 ottobre 2010

 

«FORSE il modello toscano non è ancora in crisi, ma sta esaurendo le sue scorte. Bisogna prendere decisioni immediate. E seguire i processi virtuosi delle medie impresa, che anche in Toscana hanno anticipato gli investimenti sull’innovazione di prodotto». Luciano Nebbia (nella foto), direttore generale della Cassa di Risparmio di Firenze, si prepara al confronto che si svilupperà con le associazioni industriali del Centro Italia. Alle quali porterà un plafond da un miliardo di euro, frutto dell’accordo tra la capogruppo Intesa-Sanpaolo e Confindustria. «Bisogna partire dall’essenza dell’economia toscana - è l’incipit di Nebbia - per capire che direzione prendere. I distretti hanno fatto la fortuna delle imprese; ma quando i mercati non girano, la rete può trasformarsi in un ostacolo. Tutte le produzioni sono collegate, non c’è capacità autonoma di offerta. La mutazione del distretto sarà il passaggio cruciale in Toscana».
Le reti devono cambiare pelle?
«Sì, devono inserire robuste dosi di innovazione tecnologica per aggredire gli unici mercati capaci di assorbire i prodotti, quelli del Far East. Le imprese toscane sono legate all’area Euro, anche se il cosiddetto made in Italy ha un fattore di qualità che fa da valore aggiunto. Ma per andare a Oriente si deve affrontare il nodo delle dimensioni».
Vuole unire debolezze per fare una forza?
«I mercati nuovi vanno affrontati con iniziative comuni, con una logica di rete anche con imprese di altre parti d’Italia. In Toscana il peso del manifatturiero nel Pil è ancora rilevante, come in Piemonte, ad esempio. Ma servono dimensioni più grandi per crescere, molte piccole imprese devono diventare aziende medie. Banca CrFirenze in sintonia con la capogruppo e con la collaborazione del professor Riccardo Varaldo, lancerà un osservatorio che monitorerà le medie imprese con l’obiettivo di agevolare le aggregazioni e creare nuove reti».
Che parte ha giocato il sistema del credito per arginare la crisi in Toscana?
«Le banche hanno fatto la loro parte assicurando continuità creditizia e ricorrendo anche a iniziative straordinarie, una fra tutte la moratoria sui mutui che il nostro gruppo ha messo in atto per primo in Italia. Lo sforzo del nostro gruppo è quello di anticipare la ripresa intercettando settori vitali , anti-ciclici, o che hanno manifestato segnali positivi. In queste aziende lavoreremo sugli aspetti qualitativi in modo da intervenire sul rating non solo con l’obiettivo di mantenerne i livelli pre-crisi ma addirittura di migliorarlo per favorire il loro accesso al credito. Sarà possibile grazie ad un sistema di modelli economico-matematici, i cui risultati saranno riconosciuti a livello di sistema. Operazione che solo un grande gruppo poteva fare».
Rilancia il patto tra banche e imprese?
«Possiamo fare delle cose che le piccole banche non possono fare. Banca CRFirenze, ha già sul piatto oltre un miliardo di euro per rilanciare il sistema produttivo del centro Italia. Un impegno finanziario che oltre a favorire la cosiddetta bancabilità delle pmi punterà su internazionalizzazione e innovazione. Soldi che faranno cambiare marcia alla nostra economia».
P. D. B.


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