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Seves, Electrolux, Toscopan, Lucchini: Rossi pensa positivo - Il Tirreno Attualità

 

Fabbriche, va un po’ meglio  
   
Il governatore vede spiragli promettenti anche per la dura vertenza della Eaton a Massa: c’è una proposta interessante  
 
GABRIELE FIRMANI  

 
 FIRENZE. Sembra indicare nuovamente sereno il barometro delle maggiori crisi aziendali della Toscana. Eccezion fatta per la Mabro di Grosseto, ricaduta in acque profondamente agitate, le vertenze sindacali che ancora riguardano alcuni fra i più importanti siti industriali della Toscana, appaiono tutte avviarsi verso una soluzione positiva. «Merito - ha sottolineato il presidente della Regione Enrico Rossi - dell’impegno portato avanti dai nostri uffici.
 Un impegno - ha sottolineato Rossi - fatto di attenzione quotidiana a tutti gli aspetti che caratterizzano le diverse fasi dell’economia regionale e le diverse situazioni aziendali: dalla mediazione al confronto diretto con le parti sociali, dalla ricerca degli investitori fino ai rapporti con le banche».
 Un grazie particolare, secondo Rossi, va comunque riservato a Fidi Toscana e alla sua controllata Sici (Società per lo sviluppo delle imprese): «Non so quante Regioni possano effettivamente vantare il dispiegamento di simili energie».
 Venendo al dettaglio dell’elenco stilato, da registrare il riavvio delle attività, avvenuto la scorsa settimana, alla Seves di Firenze, fabbrica specializzata nella produzione di mattoni di vetro. All’Isi di Scandicci (ex Electrolux), oggi impegnata nella fabbricazione di impianti fotovoltaici, sembra ormai essersi concluso positivamente il passaggio di proprietà nelle mani di nuovi investitori privati coadiuvati da capitali di proprietà appunto di Fidi Toscana.
 Ad Altopascio, il panificio Toscopan, che dà lavoro a 100 dipendenti, di cui 50 al momento cassaintegrati, dovrebbe veder riprendere le proprie attività entro il mese di ottobre. «Ci sono buone possibilità di trovare una soluzione - ha precisato Rossi - già entro la fine di settembre».
 Buone notizie anche per la De Tomaso di Livorno, la casa automobolistica che ha preso il posto dell’ex Delphi: nei prossimi giorni avverrà infatti la firma dei patti parasociali in grado di garantire la prosecuzione della produzione.
 Più problematica la situazione della Eaton di Massa, dove per 340 lavoratori si sta esaurendo il periodo di cassa-integrazione. «Una vertenza cruciale - ha ricordato Rossi - perché inserita all’interno di un territorio particolarmente colpito dalla crisi economica, con alti livelli di disoccupazione: nei prossimo giorni andremo a Roma presso la sede del ministero dello Sviluppo Economico, dove, anche se non troveremo nessun ministro, contiamo di poter trovare un funzionario ugualmente in grado di riprendere in mano la trattativa».
 Seppur impossibilitato a scendere nei particolari, Rossi ammette a riguardo l’esistenza di una proposta avanzata da un gruppo di «affidabili imprenditori italiani», giudicata interessante.
 Arrivando al controverso e spinoso capitolo della Lucchini di Piombino, il governatore della Toscana tiene a vedere di buon occhio la ripresa della domanda mondiale di acciaio: «Al momento - ha puntualizzato - siamo in attesa di ricevere il nuovo piano industriale da parte della proprietà».
 Il briefing con i giornalisti è servito infine a Rossi per annunciare il piano di riordino dei servizi pubblici locali, acqua, rifiuti e trasporti, dove si preconizzano tagli a dir poco draconiani: «Passeremo da 80 a 4 cda nel settore dei trasporti e da 34 ad appena 3 società in quello dei rifiuti; è arrivato il momento - ha ribadito - che questa città da 3,5 milioni di abitanti qual è la Toscana si doti di società adeguatamente dimensionate».


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