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«La Sacci ha bisogno di una grossa commessa. O chiuderà » - La Nazione Livorno
LAVORO IL DIBATTITO DELLE COMMISSIONI CONGIUNTE PROVINCIA E COMUNE. I SINDACATI SE NE VANNO DOPO LE CRITICHE DI TAMBURINI
L’ASSESSORE al lavoro della Provincia Ringo Anselmi ha comunicato ai lavoratori della cementeria Sacci (25 diretti e 30 dell’indotto), che assistevano ieri alla riunione congiunta delle commissioni lavoro del Comune e anticrisi della Provincia, che «lo stabilimento di Livorno secondo la Sacci resterò aperto solo se recupererà a breve termine una commessa di 60mila tonnellate di cemento». E «nel 2008 Sacci ha acquisito altre aziende — i cementifici della francese Fargè a Pescara e Tavernola — per centinaia di milioni di euro e il suo indebitamento ora è più del doppio del fatturato, cosa che le impone di chiudere più impianti in Italia per effetto della crisi». Che fare? «Lo stabilimento insiste su 17 mila metri quadrati di sua proprietà più altre particelle di altri. L’azienda ha dato disponibilità a valutare le offerte di soggetti interessati a farsi avanti per insediarsi nelle sue aree». L’assessore comunale allo sviluppo economico Darya Majidì:: «Ci sono già contatti con imprese grazie all’iniziativa dei sindacati». E Confindistria? Non ne sa nulla. Costanza Vaccaro capogruppo del Pdl in Provincia ha fatto notare «l’assenza dei membri del Pd in commissione anticrisi della Provincia. Non è la prima volta». «La Sacci racconta bugie — ha tuonato Fabio Verdini della Uil — ha firmato accordi per riaprire ad ottobre alla fine della cassa integrazione a zero ore, dopo avere trasferito dal 1 agosto la produzione a Testi (Firenze). Poi ci ha chiesto un incontro a Confindustria il 24 settembre per la proroga della cassa integrazione senza dirci che vuole chiudere».
PER NICOLA TRIOLO della Cgil «l’indebitamento non credo porterà al fallimento. Cercheremo di mantenerla in vita». Bruno Tamburini, Pdl, è stato contestato da sindacati e lavoratori quando ha detto che «sono inutili sedute congiunte della commissioni come oggi (ieri, ndr) e i sindacati non fanno l’interesse del lavoratori». A queste parole Maurizio Strazzullo Nicola Triolo della Cigl se ne sono andati.
Monica Dolciotti
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