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Sindaci sotto accusa sul piano-rifiuti «E il Comune favorisce un privato» - La Nazione Livorno sabato 18 settembre

 

LA DISCARICA DELLA DISCORDIA IL CASO DI MONTE LA POGGIA SCATENA ANCHE LA CGIL  
 

di MONICA DOLCIOTTI
— LIVORNO —
LA CGIL sguaina la spada contro i sindaci di Livorno, Rosignano, Piombino e Portoferraio perché «non sanno mettersi d’accordo sulla gestione dei rifiuti. Ognuno di loro va per la sua strada senza fare squadra e senza mettere in rete con efficacia e razionalità gli impianti di cui dispongono». E peggio ancora «a Livorno il Comune — tuona Marco Menicucci, segretario della Cgil-funzione pubblica — permette ai privati, in modo legittimo sia chiaro, cioè alla famiglia Bellabarba, di guadagnare una montagna di soldi autorizzandola a fare e gestire una discarica su una sua area, tagliando fuori Aamps che è l’azienda partecipata al 100% dal Comune che si occupa di rifiuti». «Non siamo contrari alle discariche in quanto tali — sottolinea Andrea Matteini, responsabile Cgil per la provincia di Livorno dei servizi di igiene ambientale — perché siamo convinti che siano necessarie alla pari dei termovalorizzatori, ma fatti con i criteri moderni e con le maggiori garanzie ambientali. Siamo contrari invece alle discariche come quella di Monte La Poggia che non sarà gestita da un soggetto pubblico come sarebbe meglio. Inoltre a Monte La Poggia non ci sono le condizioni per un controllo pubblico diretto». «E — precisa Menicucci — si trova nel Parco delle Colline Livornesi».
«TEMIAMO che questa discarica — denuncia Matteini — venga a raccogliere non solo gli inerti, ma qualunque tipo di rifiuto nonostante le assicurazioni di Comune e Provincia». Leggendo l’elenco dei rifiuti ammessi troviamo infatti «i rifiuti solidi urbani domestici e assimilabili prodotti da attività commerciali e industriali nonchè dalle istituzioni (inclusi i rifiuti della raccolta differenziata)» e «i rifiuti prodotti da giardini e parchi (inclusi i rifiuti provenienti dai cimiteri)». Ma sia il sindaco, sia il presidente della Provoncia e il responsabile della protezione civile del Comune, Leonardo Gonnelli, avevano assicurato pubblicamente che a Monte La Poggia, «oltre gli inerti, andranno solo i rifiuti residuo di lavori edili, sfalci e potature».


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