Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

Darsena Toscana, spunta l'offerta del gruppo Fanfani - La Nazione Livorno sabato 4 settembre

 

Nuovi scenari per la successione di Contship al fianco della Cilp proprio quando sembrava
 
 di ANTONIO FULVI
— LIVORNO —
PARALLELA alla «telenovela» che sembra ormai diventata la designazione delle «terne» (o a questo punto dell’«ambo») per la presidenza della Port Authority, si sta sviluppando con alcuni passaggi inattesi anche la vicenda dello scontro tra Cilp e Contship per il controllo del Terminal Darsena Toscana. Come noto, dopo l’offerta Contship di rilevare anche il 50% della Cilp, c’è stato il rilancio di quest’ultima che ha assicurato di volersi abbinare a un nuovo partner per rilevare la quota di Contship. Termine ultimo per la consegna dei 20 milioni di euro a Contship è il 16 settembre, praticamente tra dieci giorni lavorativi. E fino ad oggi si dava per scontato che ad affiancare Cilp con i 20 milioni e con la scelta di diventare partner al 50% (come era Contship, sia pure con diversi e più chiari «patti parasociali») sarebbe stato il gruppo Negri di Genova, con un successivo intervento anche del grande terminalista asiatico Psa.
PERÒ ieri è stata confermata una nuova offerta, già presentata alla Cilp da parte del gruppo Fanfani, per conto di una cordata livornese, appoggiata da un grande terminalista anch’egli genovese ma con svariati interessi a Livorno (compresi quelli non portuali), che mette immediatamente a disposizione i 20 milioni, è pronta a subentrare a Contship ed offre per questo subentro una soluzione innovativa: non più una società al 50 e 50 per cento, difficile da gestire come si è visto, ma con due quote più o meno paritarie tra Cilp e terminalista più una «quota cuscinetto» per la cordata livornese che conbsentirebbe alle altre due parti di «negoziare» di volta in volta le decisioni con i livornesi.
E CON UNA CLAUSOLA: si tratta di un’offerta a tempo suscettibile di verifica e di eventuale annullamento dopo i primi due anni. Se cioè la faccenda non dovesse funzionare, la Cilp sarebbe autorizzata a riprendersi anche le restanti quote offrendole a chi preferirebbe. Vincenzo Fanfani, parlando dell’iniziativa, ci ha dichiarato di rendersi conto che l’offerta è stata presentata «in ritardo rispetto al gruppo Negri», ma che la considera egualmente importante per Livorno e per mantenere agli operatori livornesi un minimo di presenza nel più grande terminal contenitori del nostro porto. Tra l’altro il terminalista che si abbinerebbe alla cordata livornese non ha alcun interesse in altri porto del Mar Ligure o del Tirreno, per cui non ci sarebbe la preoccupazione di «spartizioni di carico» con realtà vicine. Un riferimento molto chiaro, tra l’altro, alla situazionen di Contship che aveva interesse a valorizzare il proprio terminal di La Spezia. E un indiretto interrogativo anche sul gruppo Negri, che ovviamente opera prevalentemente su Genoiva e non vorrà abbandonare il suo porto principale.
SULLA SERIETà della proposta labronica garantisce ovviamente il gruppo Fanfani, uno dei più noti e strutturati del nostro porto, con interessi non solo nel settore dei contenitori ma anche delle crociere e dei trasporti. Si tratta adesso di capire quale potrà essere la valutazione di Cilp il cui presidente Enzo Raugei si è incontrato più volte, anche di recente, con i massimi vertici del gruppo Negri ed ha la trattativa in fase molto avanzata. Raugei ha comunque avvertito il suo consiglio direttivo della nuova offerta e la risposta dovrebbe arrivare non oltre i primi giorni della prossima settimana.  

LA POLTRONISSIMA LA TERNA DELLE ISTITUZIONI DIVENTA UN... AMBO CHE IL MINISTRO MATTEOLI POTREBBE CONSIDERARE INSUFFICIENTE  
 
Grandi manovre nella lotta Piccini-Nardi per l’Authority
 
 SI CHIARISCE, ma fino a un certo punto, il quadro sulla posizione delle istituzioni e delle categorie economiche e portuali sulle candidature per la Port Authority. Gli schieramenti ufficiali sono stati confermati: Comune di Livorno, Provincia e Comune di Capraia hanno deciso di fare il solo nome di Roberto Piccini, chiedendone la conferma. La prima riserva ad essere stata sciolta è stata ieri quella del Comune di Capraia: il sindaco Maurizio Della Rosa, dopo essersi consultato con il collega Cosimi di Livorno e il presidente della Provincia Kutufà, ha già inviato la lettera con la candidatura di Piccini al ministero. La prima ipotesi, di abbinare al nome di Piccini anche quello dell’avvocato Mancusi, non ha avuto seguito «su richiesta delle istituzioni livornesi». A questo punto il ministro Matteoli si troverà sulla scrivania una serie di indicazioni per una scelta assai ristretta: Piccini o Nardi. Il che potrebbe anche autorizzarlo — è il commento non ufficiale che circola — a considerare l’«ambo» insufficiente per una scelta oculata e passare dunque alla fase due prevista dalla legge, cioè la richiesta di una seconda «terna», sulla quale concordare poi con il presidente della Regione Rossi il candidato definitivo. E’ ovvio che siano in parecchi a chiedersi se questa ipotesi — cioè favorire la richiesta del ministro di una seconda chance — non sia stata considerata da quelle istituzioni che hanno puntato solo sul nome di Piccini nell’intenzione di togliere ogni eventuale altro antagonista.
CHE LA CANDIDATURA di Piccini sia sostenuta da vasti strati delle categorie portuali e dalle istituzioni non è in dubbio: anche la Confesercenti, la cui posizione in giunta della Camera di Commercio ha suscitato qualche sorpresa (sebbene non vi fosse direttamente rappresentata) ha voluto ieri chiarire, per bocca di un suo dirigente, Antonio Melani, «pieno appoggio e valutazione positiva dell’operato del presidente uscente Roberto Piccini, ma anche nessun problema nei confronti della legittima scelta del presidente Nardi di candidarsi». Nardi da parte sua ha voluto chiarire che la decisione della sua giunta di candidarlo da solo e non non abbinata al nome di Piccini risponde a un criterio di chiarezza e anche a una legittima volontà «di non fare l’ancella di alcuno». C’è però chi ricorda che qualche giorno fa lo stesso Nardi avrebbe avuto colloqui anche informali (in un ristorante livornese tra l’altro) con esponenti portuali non certo favorevoli a Piccini come Silvio Fremura (Samar) e Giorgio Neri (ma forse c’erano anche altri) che potrebbero avere una loro strategia puntando ad allungare i tempi per la soluzione Livorno. In vista, magari, di una crisi di governo in autunno e a un ribaltamento di posizioni. Fantapolitica?
A. F.


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

Aziende che si occupano di

Ricerca Innovazione

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP