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Inquinamento: polveri sottili in calo - La Nazione Livorno

 

I dati dell’Arpat al vaglio del Comune che mette a punto nuove strategie  


di MONICA DOLCIOTTI
— LIVORNO —
UNA RIVOLUZIONE si sta preparando nel campo dell’indagine per individuare il livello del contributo all’inquinamento che deriva dai processi di combustione di: auto, navi, riscaldamento domestico, impianti industriali e centrali che producono energia. «Questo servirà — spiega l’assessore all’ambiente del Comune Cristiano Toncelli — a programma re e indirizzare con maggiore efficacia gli interventi finalizzati all’abbattimento degli agenti inquinanti individuando con precisione quali delle sudette fonti ha un maggiore impatto sulla qualità dell’aria».
LE POLVERI FINI intanto — vera bestia nera per gli assessori all’ambiente — a Livorno sono in costante calo. Appaiono, secondo i dati Arpat, risolte le criticità relative alle PM10 (polveri sottili, ndr) sul Viale Carducci. «Questo trend in diminuzione delle concentrazioni di PM10 — commenta Toncelli — ha permesso di rispettare sia il limite fissato per la concentrazione media annuale sul Viale Carducci, sia il limite fissato per il numero dei superamenti. Tale diminuzione così marcata negli ultimi due anni, dal 2008 al 2009, è probabilmente legata in parte al miglioramento della efficienza ambientale dei veicoli circolanti e in parte alla maggior piovosità registrata nel periodo preso in esame».
PERSISTE però una situazione di criticità per gli NO2 (biossidi di azoto) come dimostra la stazione di rilevamento del Viale Carducci. «A Livorno, nonostante il tono allarmistico di alcune voci, non esiste alcuna criticità ambientale. Tuttavia è necessario intervenire per ridurre le fonti degli ossidi di azoto prodotti dai processi di combustione delle auto, degli impianti di riscaldamento, delle attività produttive».
IL REPORT di Arpat al quale l’assessore Toncelli fa riferimento è quello che fotografa la situazione ambientale del 2008 e del 2009. «Per quanto riguarda gli NO2, allo stato attuale dei fatti, — sottolinea l’ufficio provinciale dell’Agenzia regionale ambientale — continua ad apparire molto difficile il raggiungimento dei valori limite fissati dalla normativa vigente nella centralina che monitora la situazione del traffico di viale Carducci (e presumibilmente anche per quella da traffico di piazza Mazzini). L’andamento di tale inquinante sembra indicare addirittura un peggioramento del valore della media.
LA STESSA CENTRALINA di viale Carducci ha rilevato 2 massime medie orarie a 200 microgrammi/m3 che non si erano riscontrate nel corso di tutto il 2008». Esposizioni acute al biossido di azoto possono essere dannose per la salute umana esposizioni che vanno da alcuni minuti fino ad un’ora, un livello di 57/115 milligrammi al metro cubo di NO2 causa infiammazioni polmonari per un periodo variabile da 6 ad 8 settimane dopo le quali il soggetto si ristabilisce. L’esposizione a 575 milligrammi al metro cubo di NO2 porta alla morte in due massimo dieci giorni.
PER QUESTO continua, con grande attenzione, il controllo dei valori che le centraline registrano ogni giorno sulle principali strade della nostra città. E i sistemi di rilevazione sono sempr più tecnologici e mirati per avere dati sempre più attendibili.

IN PORTO  
 
Per le navi un progetto che aspetta l’ok dalla Regione  
 
GLI OSSIDI di zolfo (SO2) sono presenti in modo massiccio in area portuale. Per Arpat «la campagna di monitoraggio con il mezzo mobile nei pressi dell’area portuale, ha rilevato come questa continui a rappresentare una sorgente significativa di SO2». Nel 2009 si è ripetuto il fenomeno di incremento della concentrazione di SO2 nelle ore centrali nei mesi di agosto e settembre quando sono più numerose le navi in porto.

«GLI OSSIDI di zolfo — spiega l’assessore all’ambiente Cristiano Toncelli — sono prodotti dalla combustione del bunker oil, il carburante di scarsa qualità utilizzato per la propulsione delle navi». Prosegue: «E’ stato dimostrato da studi scientifici che una mega nave porta container può produrre gli stessi quantitativi di agenti chimici che inducono cancro ed asma di 50 milioni di auto». Per cui alcuni mesi fa è stato varato il progetto voluto dal Comune e dalla Autorità Portuale «per consentire alle navi di spegnere i motori in porto collegandosi alla rete elettrica in banchina. «Il progetto è stato inviato alla Regione dalla quale si attende la risposta del possibile finanziamento».
M.D.


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