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Sequestrata discarica abusiva - Il Tirreno Cecina

 

Stoccate anche sostanze cancerogene. Denunciato un operaio  
 
MA.MO.  
 
 ROSIGNANO. Aveva accatastato in un terreno nella campagna tonnellate di rifiuti abusivi. Per questo motivo - un uomo di 55 anni di Castelnuovo, operaio di una ditta del parco industriale - è stato denunciato dalla Forestale per violazione alle norme ambientali e edilizie. Sotto sequetro circa 2mila metri quadrati di area agricola sulle colline, per la precisione a Castelnuovo.
 La scoperta di questa discarica abusiva è avvenuta attraverso controlli effettuati con l’elicottero: è dall’alto che i militari della Forestale della stazione di Rosignano hanno notato e fotografato i cumuli di rifiuti stoccati in questo pezzo di campagna di Castelnuovo. Ma a cosa sono stati messi i sigilli? Ad un’area agricola dove l’operaio aveva riposto di tutto nel corso degli anni. Rifiuti di ogni genere, pericolosi e non, tra cui elettrodomestici, autoveicoli, moto, materiale ferroso, elettrico, plastica, traversine ferroviarie impregnate di creosoto, una sostanza cancerogena. Ma non solo: la Forestale, guidata dal comandante del comando Vasco Frosali, ha trovato anche fusti industriali in plastica e materiale edile di risulta.
 Dunque, è stata smascherata una situazione che andava avanti da tempo. E che finora non era mai stati notata perché la discarica si trova in una zona difficilmente raggiungibile con dei mezzi e poco visibile. Se non dall’alto, come è riuscito alla Forestale, che hanno messo l’area sotto sequestro e hanno denunciato l’operaio di Castelnuovo all’autorità giudiziaria. Dunque, ora per lui inizieranno seri guai, che fanno rima anche con pesanti ripercussioni sul portafoglio. Una volta che il giudice avrà dissequestrato il terreno, ci sarà un’ordinanza del Comune che costringerà l’uomo a provvedere alla bonifica, che visti i rifiuti dovrà essere fatta attraverso ditte specializzate.
 
Polemica del Comitato cittadino  
 
«Basta fare soldi con i rifiuti speciali»  
 
 
 ROSIGNANO. «Scapigliato sta diventando solo un business, altro che funzione ambientale». Marcello Bongi, responsabile del Comitato cittadino tutela ambientale delle colline pisane e livornesi, interviene dopo la delibera di giunta che ha sbloccato 40mila tonnellate di rifiuti speciali e riportata sul Tirreno di ieri. «Franchi sbaglia di grosso - dice Bongi - se pensa di colmare il buco di bilancio a spese della salute dei cittadini. Invece che ragionare sul fatto che la diminuzione di rifiuti speciali può essere un vantaggio per l’ambiente, si pensa solo ai quattrini. E allora ecco che si sono sbloccati 3 milioni di euro di “speciali” che erano stati bocciati a gennaio: questo non significa certo fare una buona politica ambientale, programma il futuro della discarica che rappresenta sempre di più una minaccia per i cittadini».


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