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«Il rigassificatore ucciderà il turismo» - Il Tirreno Rosignano

 

Il comitato elenca al governatore preoccupazioni e considerazioni sul progetto Solvay-Edison 
 
Gli arancioni scrivono a Rossi: «Non c’è un piano industriale»  
 
MA.MO.  

 
 ROSIGNANO. «Caro governatore, con il terminal gas la nostra costa diventerà un deserto». Il comitato del no al rigassificatore ha preso carta e penna per scrivere una lettera a Enrico Rossi e chiedere ufficialmente un incontro. «Rossi non può ignorare le nostre ragioni».
 Tre pagine, a firma di Augusto Menconi e Monica Ciucchi, dove gli arancioni in 13 punti elencano preoccupazioni e considerazioni sul Progetto Rosignano. «Rossi deve incontrarci - attacca Menconi - perché non può snobbare un comitato che racchiude migliaia di cittadini, che sono contrari alla realizzazione di un impianto che non porterà nessuna ricaduta sul territorio». Ciucchi rincara la dose. «La Regione - dice la portavoce del Comitato - non può attraverso il Dpef stravolgere lo spirito del Piano di indirizzo energetico. Per farlo deve confrontarsi con i cittadini». Ma l’intervento degli arancioni verte su un punto: «Su questo progetto non esiste ad oggi un piano industriale», dicono in coro Mario Baldeschi e Simone Ferri Graziani (che rappresenta le associazioni di categoria). «Non basterà la Via: anche il primo progetto presentato da Edison la ottenne, ma poi la giunta Simoncini lo bocciò». I due tirano in ballo anche il Comune «che non sta facendo niente per il programma il suo territorio. Che fine hanno fatto i confronti la Consulta dell’economia e del lavoro?». E poi: «Franchi, nell’incontro che abbiamo avuto, ci disse che era favorevole a consultare la cittadinanza: ma questo va fatto prima dell’eventuale decreto Via, altrimenti non servirà a niente».
 Riflettori puntati, poi, sul lavoro di Mario Baldeschi, che ha definito i possibili nuovi limiti di navigazione con l’arrivo del terminal. «Oltre ai problemi in mare - dice Ferri Graziani - la costa di Vada, ma non solo, diventerà un deserto: gli stabilimenti balneari più vicini al pontile dovranno chiudere, ma anche per le altre attività commerciali e i residenti ci saranno ripercussioni negative».
 Giacomo Luppichini interviene come membro dei Comunisti italiani all’interno del comitato: «Nel caso Rossi non ci riceva, i Comunisti italiani sono pronti ad uscire dalla maggioranza in consiglio regionale». Poi un cenno alla polticale locale. «Noi in maggioranza? Ne riparliamo nel 2014»


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