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Quattromila lavoratori in bilico - Il Tirreno Primo Piano

 

Piombino: scende in campo la Regione, come fece per la Piaggio  
 
C’è il rischio del fallimento. Domani tre ore di sciopero  
 
LUCA CENTINI  


 PIOMBINO. Anche la Regione in campo per difendere il futuro della Lucchini. I capigruppo di maggioranza in consiglio regionale Vittorio Bugli (Pd), Marta Gazzarri (Idv), Monica Sgherri (Federazione della Sinistra-Verdi) e Pieraldo Ciucchi (Sdi-Gruppo misto) hanno proposto di l’organizzazione al più presto di «una seduta straordinaria a Piombino». Il deja vu con la crisi occupazionale della Piaggio è automatico.
 Le nubi sul futuro della Lucchini tengono con il fiato sospeso quasi 4mila lavoratori, tra dipendenti interni e addetti dell’indotto.
 Domani il dossier Lucchini sarà preso in esame dai soci azionisti del gruppo siderurgico, nel corso di un’assemblea che si terrà a Mosca. Si attende un segnale da Alexsej Mordashov, numero uno di Severstal, che dovrà decidere se procedere alla ricapitalizzazione del gruppo Lucchini con almeno 100-150 milioni, condizione dettata dalle banche creditrici per tenere vive le trattative per la rinegoziazione del debito di circa 770 milioni.
 Ed è proprio il braccio di ferro tra Severstal e banche, che dovranno giungere all’accordo entro la dead-line di fine ottobre, a tenere in bilico il destino dello stabilimento e degli altri presidi del gruppo siderurgico. La cessione da parte di Severstal del 50,8% delle quote Lucchini a una società finanziaria controllata dallo stesso Mordashov al prezzo di 1 euro ha corroso le certezze degli istituti bancari, che hanno chiesto un repentino dietrofront della società russa.
 Il compromesso è un passo obbligato per allontanare scenari oscuri, compresa l’ipotesi di fallimento del gruppo siderurgico, ma da solo non basta a risolvere i problemi dello stabilimento. Lo scorso gennaio Severstal ha manifestato la volontà di disfarsi di Lucchini. Ma, nonostante diverse manifestazioni di interesse da parte di gruppi industriali e finanziari, le procedure di vendita non sono di fatto decollate. Le voci sui potenziali acquirenti si sono rincorse, dai cinesi della Baosteel, Arcelor Mittal, fino a diverse società finanziarie. L’ultima voce è legata al possibile interesse degli italiani di Beltramme e Danieli, che avrebbero formulato un’offerta per l’acquisizione del gruppo. Offerta che Severstal avrebbe giudicato insufficiente. Anche in questo caso le voci non hanno trovato conferma.
 L’incertezza sulla vendita ha di fatto bloccato gli investimenti per il miglioramento produttivo dello stabilimento. Il progetto sul nuovo mini-mill è finito nel cassetto, mentre preoccupa lo stato dell’altoforno che entro il 2012 necessità di un decisivo, e costoso, rifacimento.
 A rendere più grave il quadro c’è l’allarme delle ditte di appalto, alle prese con il calo delle commesse e con i ritardi nei pagamenti. Più volte le associazioni Cna e Api Livorno hanno denunciato pagamenti a 180 giorni da parte di Lucchini. Uno scenario che sta progressivamente portando le imprese, in cui lavorano circa 1400 addetti, al collasso.
 Domani i sindacati provano a dare una scossa con uno sciopero di tre ore, dalle 9 alle 12, che prevede un’assemblea pubblica di fronte alla direzione dello stabilimento. La protesta vuole scuotere il governo, in vista dell’incontro al ministero in programma per il 29 luglio.


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