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Strada spianata per Piccini Via libera del comitato al «Pot» - La Nazione Livorno

 

 
Si astengono Fremura (Asamar) e Neri (Confindustria)


di ANTONIO FULVI
— LIVORNO —
COM’ERA prevedibile e ampiamente previsto, il piano operativo triennale (Pot) 2010-2012 è stato approvato a larga maggioranza dal comitato portuale di ieri. Due soli gli astenuti: il presidente dell’Asamar Silvio Fremura e il terminalista Giorgio Neri a nome di Confindustria Livorno. Entrambi tuttavia non hanno motivato la propria scelta, limigtandosi alla manifestazione del voto. Ovviamente il presidente dell’Authority Roberto Piccini ha considerato — e l’ha detto — l’approvazione del Pot come un «ok» alla sua gestione e all’operato di questo suo mandato ormai in scadenza. Non dimenticandosi di richiamare «L’ampio e approfondito dibattito» che si è svolto sul Pot (e sul suo mandato) in tutte le possibili sedi istituzionali. Nella sostanza delle cose, il Pot ha anche affrontato (per la prima volta da quando esiste la Port Authority, non ha mancato di sollineare con un pizzico di malizia il presidente Piccini) l’esame approfondito dei piani di impresa di tutti i titolari di concessioni di aree e banchine in porto. Molta corota e poco bastone, al termine dell’esame del documento; in cui impresa per impresa c’è stata l’analisi degli obiettivi proposti al momento della concessione, degli organici, dei propositi di crescita in traffici ed occupazione. Il bastone è toccato — ma con molta leggerezza — alla Cilp per quanto riguarda in particolare l’occupazione (ma il presidente Raugei ha ammesso che si stanno recuperando posti interni dopo aver a lungo esternalizzato) alla Sintermar per la strutturazione del personale e i relativo problemi che ne potrebbero nascere sul piano della sicurezza e in fondo anche all’impresa di Giorgio Neri (non per la parte della Scotto) per gli stessi motivi.
OSSERVAZIONI minori per altre imprese, su un criterio che Piccini ha detto dovrà diventare davvero uguale per tutti: quello delle «regole certe» senza alcuna eccezione. E per chiarire meglio il concetto le regole in questione saranno prossimamente affidate a una o più circolari che le trasformeranno in norma, affrontando anche il criterio del ritorno alla gestione pubblica di alcune aree e banchine oggi decisamente sotto-utilizzate dai concessionari. Si è parlato in particolare dell’Alto Fondale dove la ormai avviata delocalizzazione dei traffici Dole trasformerà i due accosti riservati in un mini-terminal utilizzato prevalentemente dalle crociere.
ANCHE la sponda Est della Darsena Toscana avrebbe un destino di terminal multipurpose con una parte sempre maggiore di gestione pubblica. Rimane da capire quando il tutto avverrà in termini temporali, ma essendo la questione tempo sfumata, tutti se ne sono rimasti buoni e tranquilli. Stesso discorso per l’accosto 14/a in Darsena Toscana, che con i suoi problemi di fondale sta comunque concentrando traffici ro/ro del tutto eccessivi per le sue potenzialità. Secondo Piccini comunque «non intendiamo tornare al porto pubblico», ma soltanto «vogliamo razionalizzare spazi e banchine in modo da garantire anche coloro che portano lavoro ma non hanno concessioni». Ottimo principio, che come tutti i principi bisognerà vedere poi come sarà trasformato in norma. Intanto il porto sta vivendo le ultime fasi dello scontro sul Tdt tra Contship e Cilp, con Raugei che ieri era a Genova da Ravano. Soluzione di compromesso in vista ?


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