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Porto, via libera al piano triennale - Il Tirreno Livorno

 

Il Comitato lo approva con le astensioni di Confindustria e Asamar  
 
L’Authority passa ai raggi x anche i piani d’impresa delle aziende concessionarie e ne verifica i numeri  
 
LUCIANO DE MAJO  
 

 LIVORNO. Il Piano operativo triennale ora è davvero... in porto. Il Comitato portuale l’ha approvato ieri, a tre mesi dalla presentazione avvenuta in Capraia. Tutti a favore meno due, che si sono astenuti: Silvio Fremura, in rappresentanza degli agenti marittimi, e Giorgio Neri, che nel Comitato portuale rappresenta Confindustria.
 Astensioni pesanti, considerando i soggetti da cui provengono e considerando soprattutto che il Pot rappresenta una sorta di bilancio di fine mandato del presidente dell’Authority Roberto Piccini, a caccia della riconferma.
 Il merito del Piano operativo triennale, sulla cui base poi l’Autorità portuale metterà mano al nuovo Piano regolatore generale, è stato sviscerato e spiegato a più riprese. La sua sintesi è contenuta nella volontà, ribadita da Piccini, di continuare a fare di Livorno un porto “multipurpose” senza piegarne l’attività ad alcuna monocultura. Sugli aspetti più delicati, c’è la decisione di mantenere dove si trovano attualmente le riparazioni navali, che nel nuovo Prg dovrebbero essere collocati in un’isola nella zona della Darsena 1. Per il bacino in muratura, l’obiettivo è arrivare a una gara che l’assegni in gestione a chi è in grado di ripristinarne la funzionalità prevedendo anche la copertura, necessaria per non far entrare le attività del bacino in rotta di collisione col porto turistico prossimo venturo. Un’impresa da una ventina di milioni di euro.
 E a proposito di porto turistico, Piccini rassicura Azimut dicendo che la scelta privilegiata per spostare le barche attualmente nel Mediceo è un approdo alla Bellana, ma se i tempi non lo consentiranno, l’ipotesi della banchina 75 è ancora in piedi.
 Nel Comitato portuale di ieri è stata fatta anche l’analisi della revisione dei piani d’impresa dei soggetti concessionari. «Non era mai stato fatto prima - ha detto Piccini - ed è un’operazione di trasparenza straordinaria». Sotto la lente d’ingrandimento, i numeri previsti e reali di Tdt, Cilp, Ltm, Lorenzini, Tco e Sintermar. «Nel complesso - parole di Piccini - non ci sono tragedie, ma quando le banchine sono poco utilizzare serve maggiore flessibilità per metterle a dispisizione del porto».
 
La Compagnia pronta a comprare la Tdt  
 
Missione di Raugei a Genova: Contship ha offerto 20 milioni  
 
 LIVORNO. «Non vendiamo, casomai siamo noi che compriamo». Da liquidati i portuali vogliono diventare liquidatori del socio tedesco in Darsena Toscana. L’entità dell’offerta fatta da Contship per liquidare i portuali e mettere le mani sull’intero pacchetto di proprietà del Terminal Darsena Toscana è di 20 milioni di euro. Il gruppo tedesco, attualmente socio della Compagnia portuale al 50 per cento nel più importante terminal contenitori del nostro porto, ha rotto gli indugi ormai da alcuni giorni e ha fatto avere ai vertici di via San Giovanni l’offerta ufficiale, come previsto dalla clausola contenuta nei patti parasociali firmati al momento della costituzione della società.
 La Compagnia, dalla quale comunque non arrivano dichiarazioni di alcun genere, a quanto si è appreso avrebbe deciso di “pareggiare” l’offerta (che da più parti, fra gli esperti di questioni portuali, viene ritenuta congrua) e, quindi, di passare all’offensiva: anziché cedere il suo 50 per cento, acquistarlo. Cercando, ma solo dopo, un partner finanziario e industriale.
 Ieri, una volta terminata la seduta del Comitato portuale, il presidente della Compagnia Enzo Raugei ha raggiunto Genova dove ha incontrato il presidente di Contship Italia Ravano. Obiettivo dell’incontro, verificare se esistono ancora margini di ricucitura o se c’è la possibilità di incontrare in tempi rapidissimi Thomas Eckelmann, il numero uno del gruppo, per l’ultimo tentativo. Se però dovesse restare il disaccordo, entro venerdì la Compagnia Portuale dovrà rispondere all’offerta di Contship. E la decisione è già presa: comprerà.
 
DOPO L’ADDIO DI GRIMALDI  
 
Ltm, i lavoratori preoccupati: «Vogliamo garanzie»  
 

 LIVORNO. Prima un incontro in strada col presidente dell’Autorità portuale, poi una fugace puntata in azienda per parlare col direttore e, infine, un punto coi sindacalisti. I dipendenti della Ltm sono preoccupati per il loro lavoro: la scelta di Grimaldi di utilizzare Sintermar ha gettato nello sconforto soprattutto coloro che hanno il contratto a termine in scadenza.
 Il presidente dell’Authority Roberto Piccini, che ha parlato ai dipendenti Ltm insieme al responsabile dell’Ufficio lavoro portuale Sergio Manzi, ha assicurato che da palazzo Rosciano ci sarà «massima vigilanza sul rispetto delle regole»: l’ha fatto davanti ai lavoratori e ai loro rappresentanti sindacali. Piccini ha anche avuto un colloquio telefonico col presidente della Ltm Renzo Conti, che lo ha rassicurato sulla sua volontà di lavorare per rafforzare e consolidare la società. Lo stesso Conti, fra l’altro, ha consegnato tutto il materiale relativo al rapporto fra Ltm e Grimaldi ai suoi legali, per capire se esistono i margini per un’azione legale.
 Intanto, i lavoratori ieri hanno parlato anche col socio di minoranza della Ltm, vale a dire la Compagnia portuale, i cui rappresentanti hanno riconfermato la necessità di garantire il rispetto delle regole nel lavoro portuale. Stasera assemblea dei dipendenti Ltm alla Cgil, poi lavoratori e sindacato decideranno le iniziative dei prossimi giorni.


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