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Oggi a Mosca primo vertice sul futuro della «Lucchini» - La Nazione Piombino

 

PIOMBINO L’«AD» MARCELLO CALCAGNI INCONTRA IL MAGNATE ALEXEY MORDASHOV 
 
 — PIOMBINO —
SETTIMANA decisiva, o quasi, per Lucchini. L’amministratore delegato Marcello Calcagni è volato a Mosca, oggi dovrebbe incontrare il magnate russo Alexey Mordashov. Si inizia con questo incontro, per proseguire giovedì con lo sciopero a Piombino e in contemporanea ci sarà, sempre a Mosca, l’assemblea degli azionisti Severstal. Poi Mordashov (se verrà confermata la sua volontà di ricapitalizzare Lucchini, lo si saprà al termine dell’assemblea del 22), inizierà la sua “battaglia” con le banche, forse già a partire da venerdì.
E GIOVEDì 29 luglio le organizzazioni sindacali, le istituzioni e l’azienda avranno un incontro a Roma al Ministero del lavoro. La Lucchini dovrebbe presentare un piano industriale. Intanto a Piombino Fim, Fiom e Uilm sono pronte per lo sciopero di tre ore dalle 9 alle 12, con assemblea all’aperto, davanti alla portineria dello stabilimento, in programma dopo domani, giovedì 22 luglio. Uno sciopero che ha chiamato a raccolta, oltre alle istituzioni anche la cittadinanza, per tenere alta l’attenzione sulla fabbrica.
MA C’È che considera lo sciopero insufficiente, come Rifondazione comunista. «Può essere solo un primo momento di lotta. E’ necessario estendere questa mobilitazione a tutte le categorie produttive del territorio e impegnare le forze politiche e le istituzioni ad ogni livello per la difesa del sito industriale, perché non ci sia uno scollamento tra la cittadinanza e chi lavora nell’industria».
LA SCOMPARSA o il forte ridimensionamento dello stabilimento determinerebbe una crisi verticale di tutta l’economia della Val di Cornia, in questo stabilimento sono occupati 4000 persone tra diretti e indiretti e tutta l’economia siderurgica di Piombino costituisce ancora oltre il 40% della ricchezza prodotta. Per questo è necessaria la mobilitazione generale di tutto il territorio».
RIFONDAZIONE ha ricordato anche le difficoltà che sta attraversando la fabbrica, la necessità di investimenti: «L’altoforno è oramai a fine campagna e si dovrà intervenire entro il 2012 e ad oggi non è in programma. Il reparto acciaieria ma anche il settore della laminazione hanno bisogno di forti investimenti, la cokeria dovrà essere rifatta anche questa nel 2012. Tutto lo stabilimento è complessivamente vecchio e la produzione è squilibrata: si producono a regime 2milioni di acciaio ma se ne lamina solo un milione. Il progetto per la costruzione di un “Mini-Mill” che doveva produrre lamiere (coils) è stato oramai abbandonato».
Maila Papi  

Caso Lucchini, anche l’Udc chiama il governo
 
— PIOMBINO —
«SOLIDARIETà ai lavoratori della Lucchini, intervenga il governo». A sostenerlo è Giuseppe Del Carlo, capogruppo regionale Udc, in vista dello sciopero indetto dai sindacati per il 22 luglio. «La grave crisi di prospettive che sta attraversando il secondo polo siderurgico d’Italia – sottolinea Del Carlo - non può rimanere un problema locale perché interessa tutta la politica industriale della nostra Regione e non solo. Nonostante tagli e ridimensionamenti lo stabilimento rappresenta tutt’ora una realtà industriale strategica per la Toscana e tutto il centro Italia. Da solo ha una produzione pari al 30% del Pil di tutta la provincia di Livorno, offre lavoro diretto a oltre 2000 dipendenti e, considerando anche l’indotto, a oltre 4.000 famiglie. Con queste cifre e con l’alta qualità della sua produzione, la vicenda Lucchini non può essere relegata a un fatto locale. Il Governo, oltre a quello toscano, deve intervenire a tutela dei lavoratori, della produzione e dell’economia dell’industria».


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