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Sel esce dal consiglio di Spil «Non ci avevano consultato» - La Nazione Livorno lunedì 19 luglio

 

POLITICA D’AMBRA ERA STATO CONFERMATO NEL CDA  



Ghilarducci: «Il sindaco usa metodi che non ci piacciono»
 
 di MICHELA BERTI
— LIVORNO —
ROBERTO D’Ambra ha dato le dimissioni dal consiglio d’amministrazione di Spil. Perchè, come precisa il coordinatore provinciale Andrea Ghlarducci, Sel non è a caccia di posti. «D’Ambra — dice Ghilarducci — era stato confermato nel consiglio d’amministrazione di Spil dal sindaco, senza alcuna consultazione con il partito. A noi questi sistemi non piacciono e D’Ambra ha dato le dimissioni». Sinistra e Libertà non fa sconti al Pd e, a quanto pare, non va a caccia di strapuntini. «Non siamo ancora riusciti a fare un accordo complessivo nella maggioranza — continua — il Pd va avanti lacerato e il sindaco fa e disfa a suo piacimento». Poi, riferendosi alla «Lega dei Socialisti» presentata alcuni giorni fa, il coordinatore di Sel precisa: «Si tratta di un movimento politico culturale, non è una corrente all’interno di Sel». Questo per fugare ogni dubbio sul neonato movimento che annovera molti socialisti, iscritti in Sel, sospesi, come abbiamo annunciato su queste colonne, dal partito. Una sospensione che fa discutere dato che coinvolge nomi del calibro di Vizzoni, Vernassa, lo stesso D’Ambra, Maltinti e Marianelli.
«I sistemi veterostalinisti sono lontani anni luce dalla tradizione socialista. Soprattutto a Livorno». Massimo Bianchi non si lascia sfuggire l’occasione per commentare quanto sta accadendo nel suo partito. «Questo provvedimento colpisce compagni — continua Bianchi — che hanno una lunga e fedele militanza nel partito e che sono stati tra i più rappresentantivi delle istituzioni cittadine». Ma questo non basta quando si viene accusati di aver fatto campagna elettorale per un altro partito anche se fra Psi e Sel — prima che il «garofano rosso» scegliesse l’alleanza sicura col P — c’era stata qualcosa di più che una strizzata d’occhio.
«IL PROBLEMA — attacca Bianchi — è che nella federazione di Livorno è stata abolita la democrazia interna. Gli organi collegiali non si riuniscono più perché c’è un gruppo ristretto di dirigeni che si autocertifica senza il consenso della base cittadina». Ecco l’appello: «Mi auguro — dice — che la segreteria nazionale guardi con attenzione la grave situazione dei socialisti a Livorno che sono ormai da tempo fuori dalle assemblee elettive«. E’ stato proprio Massimo Bianchi l’ultimo socialista a sedere sui banchi del consiglio comunale.


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