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Due darsene per lo scolmatore navigabile - Il Corriere di Livorno lunedì 19 luglio

 

VICARELLO Tavola rotonda sui lavori di scavo del canale. L'opera aumenterà la sicurezza idraulica e ridurra il traffico su ruote

L'annuncio del presidente dell'interporto Susini al dibattito Pd sull'acqua

VICARELLO - Ultimo dibattito venerdì scorso alla festa del Partito Democratico, il terzo sul tema dell'acqua. Per l'occasione è stato affrontato il tema di essa come opportunità, che poi sul territorio di Collesalvetti equivale a parlare sul progetto di navigabilità dello Scolmatore, ormai prossimo all'apertura dei cantieri. Sono intervenuti in merito l'assessore al comune di Collesalvetti Roberto Menicagli, quello alla provincia di Livorno ed ex sindaco colligiano dal 1999 al 2009 Nicola Nista, il presidente dell'Interporto «Amerigo Vespucci» ed in passato parlamentare, Marco Susini ed infine il consigliere regionale Pd Marco Ruggeri.
A presenziare l'evento il coordinatore del Pd di Vicarello Adelio Antolini, vista l'indisponibilità di quello di Stagno Aldo Luciani. Ad aprire gli interventi è stato Menicagli che ha fatto una breve ricostruzione storica dello Scolmatore, costruito nel 1954, con una spesa all'epoca di 10 miliari di lire, dopo le inondazioni del'49 e concepito per una portata d'acqua di 1400 metri cubi al secondo, anche se oggi arriva a 400. In esso confluiscono il Tora, il Fosso Reale e, da Pisa, il canale dei Navicelli. Illustrando il progetto di navigabilità, l'assessore ha spiegato che il tragitto Darsena Toscana Interporto ha un costo di circa 108 milioni di curo ripartito tra vari enti di cui 88 milioni provenienti dalla Regione, nel 2011 verrà dato il via al progetto esecutivo e nel biennio successivo ci sarà il completamento dei lavori.
I vantaggi riguardano l'abbassamento del rischio idraulico (escavo abbassato di 3,5-4 metri con aumento della portata d'acqua) e l'abbattimento del transito dei mezzi pesanti, questo anche in previsione del secondo lotto di lavori che arriveranno fino al Faldo.
Al posto dei camion, poi, verranno utilizzate delle chiatte le quali avranno la capacità di trasportare una enorme quantità di merci, tanto che le stime di transito parlano di 144mila auto, 68mila container e 9mila cisterne all'anno.
A ciò va comunque aggiunto anche l'indispensabile rafforzamento della rete ferroviaria ed il conseguente trasporto merci. «La navigabilità dello Scolmatore - ha concluso l'assessore - è un risultato ottenuto grazie alla capacità dei vari enti coinvolti di fare sistema».
Nista ha ripercorso le tappe del progetto, ricordando come di esso si cominciò a parlare attorno al 2000 per venire a capo dei problemi idraulici del territorio e
creare contemporaneamente sviluppo. nel 2004 il progetto venne ratificato dal comune di Collesalvetti; successivamente il Piano di Sviluppo Regionale individuò la costa ed il comune colligiano come luoghi d'investimento per infrastrutture nel quadro della piattaforma logistica costiera, il tutto finalizzato al generale sviluppo della Toscana.
Per il futuro Nista prevede massicci investimenti in infrastrutture e rete ferroviaria, in particolare con l'avvento della Darsena Europa, la quale dovrebbe movimentare qualcosa come 2 milioni di teus e che quindi necessita di un entroterra assai sviluppato, tanto più che si vorrebbe congiungere il porto di Livorno con la dorsale appenninica (l'unica con gallerie a norma europea) e di conseguenza col nord Europa.
Il grande sogno è quello di "portare il mare a Pontedera" proprio attraverso lo sviluppo della logistica che crei le premesse anche per quello delle imprese. Nel progetto Scolmatore è anche previsto il trattamento dei fanghi d'escavo del canale e considerati rifiuti: uno riguarda la parte più a mare e l'altra a monte dello Scolmatore, con apposite vasche senza bisogno di portare i fanghi in discarica.
Susini ha spiegato le due ragioni per cui vede il progetto come un'opportunità di sviluppo: la pri ma è perché in una fase di recessione è un'opera che movimenta risorse, l'altra perché è la prima iniziativa concreta di realizzazione dell'area vasta; coniuga inoltre le esigenze di salvaguardia del territorio con quello della navigabilità. Tra l'altro lo scolmatore diverrebbe una sorta di porto fluviale che, se in Europa è una tradizione oramai consolidata, in Italia ha solo un altro caso simile nel Mantovano. Susini ha annunciato che verranno costruite due darsene per l'attracco dei natanti, sperando che la realizzazione del progetto serva anche per poter far arrivare le imbarcazioni anche in altri porti europei.
Marco Ruggeri ha chiuso gli interventi aggiungendo alla ricostruzione storica di Menicagli il fatto che lo Scolmatore venne fatto per evitare danni non solo su Collesalvetti, ma anche quelli dell'Arno su Pisa e su Firenze e che quindi il progetto non può che legare anche l'area fiorentina, per questo il suo sviluppo viene definito un punto d'intelligenza. Per il consigliere regionale occorre vigilare «affinché esso si realizzi nei tempi previsti, evitando dilungamenti come spesso accade in Italia».

Lorenzo Corradi


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