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Se perdiamo l'acciaio - La Nazione domenica 18 luglio

 

di LUCA FILIPPI
 
L’ACCIAIO è ancora la spina dorsale del nostro mondo moderno: usiamo gli sms e la posta elettronica, ma il latte che beviamo la mattina ha viaggiato su un camion o su un treno. La ferrovia, i ponti delle autostrade, le navi, le nostre case, non sono certo di plastica o di silicio, ma hanno come elemento fondamentale il vecchio e solido ferro.
LA VICENDA delle Acciaierie Lucchini di Piombino rappresenta per questo non solo un rischio a livello occupazionale, con quasi quattromila posti di lavoro in ballo, ma anche un asse strategico del nostro Paese. Se Piombino dovesse chiudere perderemmo un «saper fare», una tecnologia applicata alla produzione che la Toscana ha sviluppato da più di venti secoli, dai forni etruschi di Populonia alle colate continue di oggi per le rotaie destinate all’alta velocità. Trasformare il minerale grezzo in acciaio, è un’arte che costituisce un elemento base del nostro patrimonio. ORA sarebbe troppo lungo ripercorrere la storia che ha portato le acciaierie Lucchini, ma anche Magona e Dalmine in mani di società straniere. Il problema in fondo non è questo. Il problema è che noi, come Stato, ma anche come Regione ed Enti Locali, non siamo molto preparati ad affrontare le nuove sfide del mondo globalizzato. La crisi finanziaria del 2008 e la crisi dei consumi del 2009, hanno messo in evidenza in modo impietoso questo ritardo culturale. Abbiamo subito gli effetti della tempesta mitigandoli solo con gli ammortizzatori sociali. Che, per carità, hanno svolto bene il loro compito salvando dal naufragio migliaia di famiglie. Però ci manca una strategia di più lungo respiro.

LE GRANDI imprese internazionali sono come velieri in mare aperto: il capitano fiuta il vento e gira la barra del timone là dove soffia più forte. E il vento oggi non è solo la ripresa economica: è anche la snellezza della burocrazia, le tasse più leggere, il rischio malavita.
Certo, queste non sono sfide che si affrontano in pochi giorni. Però a forza di rimandare e di agire sotto la spinta dell’emergenza, alla fine ci si brucia. Le ultime notizie da Mosca danno Mordashov intenzionato a ricapitalizzare, una boccata d’ossigeno per le Acciaierie Lucchini che hanno guadagnato molto dal 2005 al 2008 e possono tornare a creare valore. Però anche le Istituzioni facciano la loro parte. Ad esempio il porto: è così difficile dare il via in tempi non biblici agli interventi di riqualificazione? E per arrivare al porto, riusciremo mai a costruire gli ultimi 5 km di superstrada? L’aspettiamo da anni, Piombino ha la stessa via d’accesso dei tempi delle mura di Leonardo Da Vinci, non è assurdo?
Luca Filippi

PIOMBINO LUCCHINI, L’ASSESSORE SIMONCINI E LA COMMISSIONE SARANNO ALLO SCIOPERO DEL 22 LUGLIO  
 
La Regione appoggia la protesta  
Sì anche da parte delle forze di opposizione: servono garanzie per il futuro
 
 — PIOMBINO —
L’ASSESSORE regionale al lavoro Gianfranco Simoncini e la Commissione speciale della Regione parteciperanno alla manifestazione dei lavoratori Lucchini il 22 luglio davanti alla portineria dello stabilimento. La commissione speciale per l’Emergenza occupazionale del Consiglio regionale, presieduta da Paolo Marini (Federazioni sinistra e verdi) sarà a fianco dei lavoratori della Lucchini nella manifestazione. «Il tempo per una soluzione positiva sta per finire - ha dichiarato Paolo Marini -, c’è bisogno di interventi rapidi da parte di tutti, a partire dal Governo, perché il destino di questa azienda non tocca solo la comunità di Piombino, ma avrà ripercussioni a livello regionale e nazionale.
LA CRISI è forte anche per l’indotto, c’è il problema del credito, molte aziende sono già in ginocchio, è necessario rinnovare l’appello alle banche affinché facciano compiutamente la loro parte. Per tutti questi motivi, saremo a Piombino il 22 luglio. La decisione di partecipare alla manifestazione - ha spiegato il presidente - è stata presa in accordo tra maggioranza e opposizione».
«La decisione vede d’accordo anche le forze che sono all’opposizione del Governo regionale - ha confermato la vicepresidente Marina Staccioli (Lega Nord Toscana) - siamo impegnati per fare in modo che il Governo intervenga il più velocemente possibile, i contatti sono in corso. Stiamo lavorando per un incontro a Roma, nel quale sia possibile affrontare la questione della Lucchini e le altre gravi situazioni di crisi di aziende toscane. Il problema, come è evidente, riguarda tutti, non è di destra né di sinistra”. Agli incontri di venerdì hanno preso parte anche i consiglieri Marco Spinelli e Ivan Ferrucci (Pd), Nicola Nascosti e Salvadore Bartolomei (Pdl).
QUELLA di venerdì a Piombino è stata la prima di una serie di visite che la commissione Lavoro ha in programma nei territori dove si vivono le crisi aziendali di più forte impatto sociale. Le organizzazioni sindacali hanno lanciato ancora l’appello affinchè la città scenda in piazza a fianco dei lavoratori Lucchini e giovedì si presenti in massa davanti alla direzione centrale dello stabilimento. Il futuro della fabbrica è il futuro del territorio. Oltre alla manifestazione si terrà anche un’assemblea aperta. Interverranno le organizzazioni sindacali, le istituzioni, sono state invitate anche tutte le forze politiche e i parlamentari della zona. Il 29 luglio altra data importante: l’incontro al Ministero.
m.p.  
 
Piombino Attesa per l’assemblea degli azionisti a Mosca con Mordashov  
 
— PIOMBINO —
C’E’ ATTESA per l’incontro fra Alexey Mordashov e l’assemblea degli azionisti a Mosca: al termine di quella giornata dovrebbe arrivare la certezza della volontà del magnate russo di ricapitalizzare Lucchini. E in stabilimento, malgrado le preoccupazioni, è arrivata una bocca d’ossigeno (almeno un po’ di speranza) dopo che è stato erogato – come abbiamo annunciato ieri – il premio di produzione: un milione e 500mila euro, 700 euro circa a operaio. E la volontà di Mordashov, che gira insistente negli ambienti finanziari, di versare una cifra di circa 150 milioni di euro rappresenta un’ulteriore speranza, anche se la strada resta lunga.
E LA VERA partita adesso la dovrà giocare proprio Mordashov con le banche. Una partita difficile. Un braccio di ferro. Lì si giocherà e si stabilirà il futuro dello stabilimento e del gruppo.


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