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Lucchini, una boccata d'ossigeno Erogato il premio di produzione - La Nazione Piombino sabato 17 luglio

 

PIOMBINO L’AZIENDA HA PAGATO UNA MEDIA DI 700 EURO PER DIPENDENTE 
 
 — PIOMBINO —
LA LUCCHINI ha erogato il premio di produzione: un milione e 500mila euro, 700 euro circa a operaio. Una boccata d’ossigeno, che fa ben sperare, anche se l’unica cosa certa in tutta questa vicenda è che la partita adesso se la dovrà giocare Mordashov con le banche. Dopo il cda che si è tenuto a Brescia sembra quasi certo (la certezza in questa vicenda della vendita non c’è) che Mordashov abbia intenzione di trovare risorse per lo stabilimento (circa 150 milioni). A fronte di 770 milioni di esposizione del gruppo con le banche sembra poca cosa, ma in realtà in questa operazione anche solo l’intenzione è importante dopo settimane di incertezze. L’amministratore delegato Marcello Calcagni incontrerà all’inizio della settimana prossima Mordashov, poi ci sarà l’incontro fra Mordashov e la dirigenza Severstal, e ancora il 22 l’assemblea degli azionisti a Mosca.
PROPRIO il giorno dello sciopero dello stabilimento indetto da Fim, Fiom e Uilm davanti alla portineria Lucchini. Uno sciopero che i sindacati si augurano sia partecipato, soprattutto si augurano che intervenga la città, per adesso rimasta un po’ troppo ai margini di questa vicenda. E il 22 luglio da Mosca dovrebbero arrivare “buone” notizie, dovrebbero essere confermate le buone intenzioni di Mordashov. A quel punto partirà il braccio di ferro fra le banche e lo stesso Mordashov, una partita difficile. Lì si giocherà il futuro dello stabilimento e del gruppo. Il 29 luglio poi ci sarà l’incontro al ministero con le organizzazioni sindacali, istituzioni e azienda.
CONTINUANO comunque ad essere preoccupate le organizzazioni sindacali, è una vicenda sempre dai contorni tutti da definire, malgrado questa prima importante “apertura” da parte di Mordashov, dopo la vendita ad un euro del 50,8% del gruppo ad una sua società, e soprattutto dopo l’ultimatum delle banche per ottobre e la preoccupazione per le tante aziende dell’indotto che hanno problemi a riscuotere le fatture emesse a Lucchini. Un territorio che per adesso rimane con il fiato sospeso.
Maila Papi


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